All’Ex Convento dei Cappuccini di Quartu Sant’Elena si apre una nuova proposta espositiva che inserisce la città nel circuito dell’arte internazionale. La mostra dedicata alla Scuola del Libro di Urbino porta in Sardegna l’eredità artistica di Salvatore Fiume, affiancandola a un dialogo tra generazioni che attraversa tecniche, linguaggi e visioni.
Negli ultimi anni Quartu ha consolidato un percorso culturale che ha attirato migliaia di visitatori, proponendo opere di artisti come Goya, Piranesi, Dürer, De Chirico e Magritte. Un lavoro che ha costruito un racconto articolato delle correnti artistiche europee e che ora prosegue con un nuovo capitolo dedicato al Novecento italiano.
Al centro dell’esposizione emerge la figura di Salvatore Fiume (1915–1997), artista poliedrico formatosi a Urbino nelle tecniche incisorie e protagonista della scena culturale del secolo scorso. Dopo il trasferimento a Milano e l’esperienza come art director in Olivetti, esordì come pittore nel 1948 ottenendo ampio riconoscimento. Partecipò alla Biennale di Venezia e lavorò come scenografo per teatri come la Scala, il Covent Garden e l’Opera di Roma. Le sue opere, tra pittura, scultura e cicli artistici come le “Isole di statue”, sono oggi conservate in istituzioni internazionali come il MoMA di New York, l’Ermitage e i Musei Vaticani.
Il percorso espositivo riunisce dipinti originali e incisioni provenienti dalla Fondazione Fiume di Canzo, insieme ai lavori di Dino Marchionni e Vitaliano Angelini. Il progetto costruisce un confronto diretto tra artisti differenti ma legati da un elemento comune: il rigore tecnico e compositivo che caratterizza la tradizione della Scuola del Libro di Urbino. Proprio su questo aspetto si concentra il racconto visivo della mostra, che parte dallo studio delle tecniche incisorie per sviluppare una narrazione coerente tra passato e contemporaneità.
“Salvatore Fiume, Dino Marchionni, Vitaliano Angelini… questa mostra racconta l’opera di tre artisti molto diversi tra loro ma uniti da un elemento assolutamente fondamentale per la Scuola del libro, ovvero il rigore, la precisione nella realizzazione e nella presentazione delle opere – spiega il Direttore Artistico Walter Marchionni -. Un principio che appartiene fortemente alla città di Urbino, da secoli e secoli, da quando un signore rinascimentale, Federico da Montefeltro, ha dato il là alla scuola della città marchigiana”.
All’interno del percorso trova spazio anche la sezione “Cenacolo Familiare”, che introduce le opere di Laura Fiume e Walter Marchionni. Qui il dialogo si sposta su un piano più intimo, mettendo in evidenza la trasmissione artistica tra generazioni e il rapporto tra maestri e allievi, tra eredità e ricerca personale.
La mostra è promossa dal Comune di Quartu Sant’Elena con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna, mentre gli allestimenti sono curati dal Museo Magmma di Villacidro e la direzione artistica è affidata a Walter Marchionni. Un progetto condiviso che rafforza il legame tra la tradizione artistica marchigiana e il contesto culturale sardo.
L’esposizione resterà aperta fino all’11 ottobre 2026, con ingresso giornaliero dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19. Sono previste visite guidate il sabato, mentre la domenica è possibile partecipare su prenotazione scrivendo alla mail [email protected] o chiamando al numero +39 340.3473320.



































