“Primavera a Teatro”, la rassegna del Cine Teatro Astra di Sassari, torna a intrecciare musica, comicità e drammaturgia contemporanea in un programma che si sviluppa da marzo a maggio. Organizzata dalla Compagnia Teatro Sassari, la stagione propone quattro appuntamenti che esplorano linguaggi diversi, ma uniti dal filo rosso della narrazione e della musica come strumenti di espressione e memoria.
L’apertura del cartellone, venerdì 13 marzo alle 20:30, è affidata a Ilaria Pilar Patassini con il progetto “Canto Conte”, dedicato all’universo musicale di Paolo Conte. Il lavoro, pubblicato nel 2025 da Parco della Musica Records e realizzato in collaborazione con Angelo Valori, rilegge l’opera del cantautore piemontese attraverso una dimensione intima e teatrale. Ilaria Pilar Patassini, accompagnata alla chitarra da Simone Sansonetti, costruisce uno spazio musicale essenziale in cui voce e strumento si inseguono, restituendo la profondità ironica e la malinconia sospesa delle canzoni di Conte. In scena prende forma un “paese immaginario” popolato dai personaggi e dalle atmosfere che abitano il suo repertorio.
Il secondo appuntamento, in programma sabato 18 aprile alle 20:30 e domenica 19 aprile alle 19, segna il ritorno di uno dei maggiori successi della Compagnia Teatro Sassari: “A Chilivani si cambia”, adattamento della commedia di Maurice Hennequin “Vous n’avez rien à déclarer?”. Con la regia di Giampiero Cubeddu e il coordinamento scenico di Mario Lubino, lo spettacolo riporta sul palco Teresa Soro, Mario Lubino, Alessandra Spiga, Chicca Sanna e un ampio cast. A venticinque anni dal debutto, la pièce torna a esplorare il meccanismo del vaudeville, tra equivoci, scambi di persona e colpi di scena, ambientando la vicenda in una Sardegna anni Cinquanta. L’episodio del viaggio di nozze interrotto da un controllore ferroviario diventa il punto di partenza per una corsa comica e frenetica alla ricerca dell’onore smarrito.
Il terzo titolo, “La fine della fine”, andrà in scena venerdì 22 e sabato 23 maggio alle 20:30, con Stefano e Claudio Dionisi diretti da Mario Lubino. Lo spettacolo immagina un mondo spopolato dopo un nuovo Big Bang, dove due uomini, Vindice e Vongola, tentano di colmare il silenzio con parole e musica. Intorno a loro resta solo un lampione, Banny, fragile simbolo di presenza e speranza. Nei loro dialoghi emergono richiami al varietà e alle maschere del clown, mentre la ricerca di senso si fa racconto dell’esistenza stessa, oscillando tra ironia e consapevolezza della fine.
A chiudere la rassegna, sabato 30 maggio alle 20:30, sarà “Balentes – Is femminas chi ant fatu s’istoria nostra”, produzione de Il Crogiuolo scritta e diretta da Rita Atzeri, vincitrice del Premio ISRE 2025. Sul palco, un ensemble femminile ripercorre le vicende di quattordici protagoniste della storia sarda, da Adelasia di Torres a Eleonora d’Arborea, da Grazia Deledda a Maria Lai. Le interpretazioni di Cristina Maccioni, Daniela Musiu, Isella Orchis, Carla Orrù, Elisa Pistis e delle altre interpreti danno forma a un racconto corale sull’impegno, la resistenza e l’identità femminile dell’isola. Scene e luci portano la firma di Marco Nateri e Tonio Argiolas, con musiche originali di Ennio Atzeni.
I biglietti (posto unico intero 15 euro, ridotto 12 euro) sono prenotabili ai numeri 079.20267, 349.1926011 e 336.817361.






































