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Sartoria Tirelli: a Cagliari i costumi che hanno fatto la storia del cinema

Dal 10 novembre, la rassegna cinematografica “Vestire il cinema” dell’associazione L’Alambicco celebra l'eccellenza italiana del costume, 15 film da “Il Gattopardo” a “Nuovomondo”, con i costumi realizzati dalla storica sartoria romana

di Redazione
6 Novembre 2023
in Cagliari, Cinema & Serie TV, Eventi
🕓 6 MINUTI DI LETTURA
83 4
“Il Gattopardo” di Luchino Visconti (1963)

“Il Gattopardo”

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L’omaggio alla Sartoria Tirelli rappresenta il tributo alla perizia artigianale di un’eccellenza italiana capace di contribuire in modo decisivo con i suoi costumi, alla realizzazione di tanti film che hanno fatto la storia del cinema italiano e internazionale. L’associazione L’Alambicco, con il sostegno della Regione Sardegna, intende valorizzare questo comparto dell’industria cinematografica spesso trascurato dal pubblico generalista: dal 10 novembre al 29 dicembre nella sala Stampace e nella Sala Villanova di viale Regina Margherita 44 a Cagliari (con ingresso dall’omonimo hotel), si terrà la rassegna cinematografica “Sartoria Tirelli. Vestire il cinema”, che accompagnerà gli appassionati per dodici appuntamenti, che includono il conferimento del premio alla carriera e il concerto del maestro Romeo Scaccia.

Insomma, uno sguardo per portare anche all’attenzione dei più giovani fruitori di cinema, una realtà fondata da Umberto Tirelli nel novembre del 1964, che è stata fondamentale per tratteggiare il carattere dei protagonisti e delle ambientazioni di storie indimenticabili, capaci di definire e ridefinire i canoni della settima arte grazie alle capacità delle maestranze coinvolte nella realizzazione degli abiti.

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La rassegna sarà inaugurata venerdì 10 novembre, alle 17:30, nella Sala Stampace con la proiezione de “Il Gattopardo” di Luchino Visconti (1963), introdotto da Piero Spila. Per questo capolavoro Piero Tosi ha disegnato, tra gli altri, il celebre abito da ballo in organza avorio e seta verde chiarissimo indossato da Claudia Cardinale; deteriorato dall’inclemente trascorrere del tempo, l’abito è stato replicato con assoluta precisione grazie alle foto di scena. Con “Morte a Venezia” (1971) continua la collaborazione tra Luchino Visconti e Piero Tosi, che realizza i vestiti di Silvana Mangano e riceve una nomination per i Migliori Costumi al Premio Oscar. Altro appuntamento con “Il Casanova” (1976) di Federico Fellini: il regista e il costumista Danilo Donati reinterpretano il Settecento amplificando il gusto per l’esagerazione e per il grottesco dello stile Rococò. Le mode del tempo, già intrinsecamente eccessive, vengono enfatizzate e talvolta persino trasfigurate in funzione critica: il costume è fondamentale per la costruzione, anche in chiave psicologica, del personaggio di Casanova interpretato da Donald Sutherland.

Tra il 1982 e il 1983 Sergio Leone gira “C’era una volta in America”, affidandosi per i costumi a Gabriella Pescucci. L’ambientazione del film ha comportato per la costumista un grande lavoro di documentazione sulla moda americana dei primi anni ‘30, dissimile rispetto a quella europea; spicca, tra tutti, l’abito da sera in organza rosa indossato da Elisabeth Mc Govern. È ancora Gabriella Pescucci la costumista del film “Il nome della Rosa” (1986) del regista Jean-Jacques Annaud; alla base della realizzazione dei costumi, c’è uno studio approfondito delle tinture vegetali e della lavorazione di pellami e tessuti, trattati così come in uso nella prima metà del 1300, epoca in cui è ambientata la trasposizione del romanzo di Umberto Eco. I costumi di “Nuovomondo” (2006) di Emanuele Crialese, sono curati da Mariano Tufano: il costumista ha svolto uno studio molto accurato nell’archivio del Museo di Arti e Tradizioni Popolari di Roma, concentrandosi in particolare sulle forme e i disegni degli abiti popolari, ricavando dei cartamodelli molto precisi ricalcati su quelli di inizio Novecento. Il film ha ottenuto un David di Donatello per i Migliori Costumi; si distinguono, tra tutti, gli abiti indossati da Charlotte Gainsbourg.

La rassegna prosegue con “Medea” (1969): il regista Pier Paolo Pasolini si affida a Piero Tosi per la realizzazione dei costumi, tra cui spiccano gli abiti indossati da Maria Callas, interprete della protagonista: Tosi si ispira agli abiti dell’antica Grecia e compie un’accurata ricerca relativa alle differenze tra le varie etnie della penisola, dalle fogge (la plissettatura in particolare) ai colori, fino ai tessuti utilizzati per conferire a Medea, regina della Colchide, l’aspetto misterioso e al contempo inquietante che si addice a questo potente e al contempo fragile personaggio femminile.

Con “L’età dell’innocenza” (1994) di Martin Scorsese, la costumista Gabriella Pescucci vince il Premio Oscar per i Migliori Costumi; impossibile non citare gli splendidi abiti da sera in raso di seta e organza indossati da Winona Ryder e Michelle Pfeiffer, filologicamente ispirati alla moda di fine ‘800. I costumi disegnati dalla Pescucci strizzano l’occhio ai dipinti di Tissot, non a caso presenti nella scenografia del ballo a casa Beaufort.

“Hugo Cabret” (2011), rappresenta l’omaggio di Martin Scorsese a Georges Méliès, l’inventore del cinema inteso come forma d’espressione artistica. Per i costumi, il regista si è affidato a Sandy Powell, che ha ottenuto una nomination al Premio Oscar: la Powell ha agito su un doppio binario, con i costumi degli anni ’30 del Novecento – per lo più abiti da lavoro o adatti alle incombenze quotidiane -, in cui è ambientato il filone narrativo principale del film, e la ricostruzione degli stravaganti costumi indossati da Méliès e dai suoi attori durante le riprese dei suoi film, tra fine ‘800 e primi del ‘900.

La rassegna continua con il film “Magnifica presenza” (2012) di Ferzan Özpetek, che registra il contributo del costumista sardo Alessandro Lai e con “Il paziente inglese” (1996) di Anthony Minghella, che ottiene una candidatura agli Oscar per i Migliori Costumi disegnati da Ann Roth: la moda di fine anni ’30 e inizio anni ’40 viene celebrata dal magnifico guardaroba indossato da Kristin Scott Thomas, sia in occasione delle spedizioni nel deserto magrebino, che durante le eleganti serate di gala.

Tirelli Costumi

Ancora in rassegna troviamo il film “La leggenda del pianista sull’Oceano” (1998) di Giuseppe Tornatore, con i costumi di Maurizio Millenotti, vincitore di un David di Donatello; la trasposizione cinematografica del monologo “Novecento” di Alessandro Baricco è ambientata nel 1935 e ha dato modo a Millenotti di esplorare una grande varietà di abbigliamento, da adattare alle diverse classi sociali che viaggiano sul transatlantico che fa da sfondo alla vicenda narrata. La stoffa utilizzata per gli abiti è stata fatta tessere su espressa volontà di Umberto Tirelli nel 1986, all’indomani della ricca e importante Donazione Tirelli a Palazzo Pitti.

I costumi ispirati alla moda anni ’70 di “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”(1969) di Elio Petri, altro titolo in rassegna, sono particolarmente preziosi: il kimono, indossato da Florinda Bolkan e ispirato a un pezzo originale di Maria Monaci Gallenga databile tra gli anni 1910-30, è stato disegnato da Franco Carretti, dall’originale di Gallenga restaurato dalla Sartoria Tirelli.

“Marie Antoinette” (2006) di Sofia Coppola ha vinto un Premio Oscar, un Nastro d’argento e ha avuto una nomination al Premio Bafta per gli splendidi costumi disegnati da Milena Canonero: tra accuratezza filologica e rottura dei canoni tradizionali, il lavoro della Canonero ben interpreta l’eclettica trasposizione della vita della più famosa regina di Francia proposta dalla regista, con uno studio e una reinterpretazione della moda nella seconda metà del XVIII secolo alla corte di Luigi XVI.

Sono invece disegnati da Massimo Cantini Parrini i costumi del film “Il racconto dei racconti” di Matteo Garrone (2015): fra i tanti abiti che contribuiscono a creare il mondo ispirato alla raccolta di fiabe “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile si distinguono quelli indossati dall’attrice Salma Hayek nel ruolo della Regina di Selvascura; Nastro d’Argento e David di Donatello per i Migliori Costumi, ovviamente realizzati dalla Sartoria Tirelli.

Chiamati a introdurre i film i critici cinematografici Piero Spila, Mariuccia Ciotta, Roberto Silvestri, Roberto Chiesi, Elisabetta Randaccio, il docente di Storia dello spettacolo Giuseppe Mattia e gli operatori culturali Lorella Costa, Luigi Cabras, Patrizia Masala, Alessandro Macis, Stefania Costa, Bepi Vigna.

Il 17 dicembre presso la sala Castello, nell’ambito dell’evento speciale del conferimento del Premio alla Carriera, verrà proposto al pubblico, in presenza del regista Gianfranco Gigni, il documentario “Sartoria Tirelli. Vestire il Cinema”, a cui si ispira il titolo della rassegna cinematografica proposta dall’Alambicco. A ritirare il Premio sarà Dino Trappeti, direttore della Tirelli Trappetti – costumi dal 1964. A seguire il consueto concerto con le musiche arrangiate trascritte ed eseguite al pianoforte dal M° Romeo Scaccia accompagnate da una selezione dei film più significativi proposti in rassegna. Tra gli ospiti della serata Laura Nobile, coordinatrice generale della Tirelli Trappetti e la sorpresa di alcuni dei costumisti che fanno la storia di questa grande istituzione del mondo del cinema, del teatro e della lirica.

Tutte le serate sono ad ingresso gratuito, non è necessaria la prenotazione. Il programma è consultabile sul sito associazioneculturalealambicco.org. Per info: 328.0615046 – 328.0951378 – email [email protected].

Tags: CagliaricinemaL'Alambicco
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In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎶 Capodanno 2026 a Sassari con Max Pezzali: viabilità, parcheggi e navette 🚌 
🎆 Tutto è pronto a Sassari per il grande concerto di Max Pezzali, in programma la notte del 31 dicembre in piazzale Segni. Il Comune ha predisposto un articolato piano di sicurezza e mobilità per garantire una serata ordinata e sicura, nel segno della partecipazione e del divertimento. 
🚧 Zona rossa in piazzale Segni
Dalle 18:00 l’area intorno a piazzale Segni sarà interdetta al traffico veicolare, anche per i residenti. La zona rossa comprenderà le vie Di Vittorio, Giagu, Carlo Felice, Raffa Garzia, Wagner, Coradduzza, Gramsci e Togliatti. Tutti gli accessi saranno transennati e presidiati dalla Polizia locale. All’interno del perimetro sono previste un’area di sosta per persone con disabilità in via Nenni; aree ristoro dedicate al pubblico. 
🅿️ Otto parcheggi di attestamento e bus-navetta
Per agevolare gli spostamenti, il Comune e l’ATP attiveranno otto parcheggi di attestamento collegati al luogo dell’evento da bus-navetta gratuiti dalle 18:00 alle 21:00. Le aree individuate si trovano in:
·  via Caniga – via Predda Niedda (Tanit),
·  Piandanna (Agenzia delle entrate),
·  via Budapest (fianco Conad),
·  via Camboni (Li Punti),
·  piazza Ortobene (Sant’Orsola Nord),
·  via Pirandello,
·  via Turati,
·  via Washington.
Le linee ATP dedicate saranno riconoscibili dalla scritta “Concerto Max Pezzali” su bus e fermate, con passaggi ogni 5-15 minuti.
Rientro dall’1:00 alle 3:00 del 1° gennaio con bus-navetta ATP da via Vardabasso verso i parcheggi di attestamento (la destinazione sarà indicata sul parabrezza). 
🚌 Pullman e area camper
La corsia discendente di via Milano sarà riservata ai pullman turistici provenienti da tutta l’isola, mentre tra via Milano e via La Malfa è stata allestita un’area sosta per camper.  Nel primo commento mappe percorsi delle navette 👇🏼
  • ✨ Sassari si prepara ad accogliere il 2026 con un grande evento di piazza. La notte di San Silvestro vedrà protagonista Max Pezzali, icona della musica pop italiana, che salirà sul palco di Piazzale Segni intorno alle 22:00 per accompagnare la città nel conto alla rovescia verso il nuovo anno.  Il concerto sarà il fulcro del programma “Sassari Destinazione Natale”, il progetto che punta a valorizzare la città come polo culturale e turistico anche in inverno. L’appuntamento di Capodanno si affianca così a eventi simbolo come la Cavalcata Sarda e la Discesa dei Candelieri, confermando l’impegno dell’Amministrazione nel rilancio dell’immagine urbana in chiave artistica e partecipativa.  🎶 Sul palco, Max Pezzali ripercorrerà più di trent’anni di carriera con i brani che hanno accompagnato intere generazioni – dagli anni degli 883 ai successi da solista – trasformando la piazza in un grande coro collettivo. Dopo la mezzanotte, spazio a Sergione Dj e Gabry Dj per far ballare il pubblico fino a tarda notte.  Una notte di musica, festa e partecipazione che proietterà Sassari nel nuovo anno con energia e una visione chiara: crescere attraverso la cultura e la condivisione. 🌟  #Sassari #Capodanno2026 #MaxPezzali
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
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Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎆 La Sardegna accende il Capodanno 2026 con 15 città in festa il 31 dicembre: da Gabry Ponte a Max Pezzali, Mengoni a Emis Killa, un’isola che vibra di musica sotto le stelle. 🎶  🎉✨ Sfogliate il carosello in ordine alfabetico per scoprire tutti gli artisti, location e sorprese della notte più epica dell’anno. Da Alghero a Tortolì, il countdown è pronto a esplodere!  Quale città sceglierete per il vostro Capodanno 2026?
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