La galleria Temenos artecontemporanea di Sassari ospita, dal 7 al 14 marzo 2026, la mostra personale di Andrea Sanna, intitolata “Facciamo che io ero…”. L’inaugurazione è in programma sabato 7 marzo alle 18:00, con apertura al pubblico dalle 17:30 alle 20:00 (chiusura domenicale).
Dietro il titolo, volutamente sgrammaticato, si nasconde un gioco di rimandi tra passato e presente. L’espressione evoca l’infanzia, quando i bambini, per dare corpo alla fantasia, inventano ruoli e personaggi con un semplice “facciamo che io ero…”. È lo stesso meccanismo che Sanna riattiva nella sua ricerca pittorica, trasformando la memoria personale e collettiva in un territorio di esplorazione visiva.
La mostra propone un percorso che riflette sul modo in cui gli individui costruiscono la propria identità all’interno di un immaginario condiviso fatto di simboli e rappresentazioni. Ogni opera di Sanna parte da un archivio privato di ricordi, percezioni e frammenti di esperienze, che si mescolano con suggestioni provenienti dal flusso incessante dei media contemporanei.
Nella pratica artistica dell’autore, la pittura non assume un valore astratto, ma rimane ancorata alla realtà tangibile del quotidiano. L’artista lavora secondo una modalità esperienziale: prima immagina le scene con precisione quasi cinematografica, poi ne cura la messa in scena materiale. Oggetti, luci e figure vengono disposti in un set costruito ad hoc, da cui nasce una fotografia di riferimento, destinata a diventare la matrice dei suoi dipinti a olio.
Le sue tele, di matrice neo-figurativa, esplorano spazi pubblici e domestici dove non si rappresentano azioni ma stati d’animo: l’attesa, la riflessione, la malinconia, la sospensione. Ogni scena è il risultato di un lungo processo di stratificazione, lento e meditativo, in cui il gesto pittorico traduce una visione interiore in presenza concreta.
In questo equilibrio tra costruzione e memoria si colloca anche l’autoritratto che dà nome alla mostra: un bambino con il libro in testa, gli occhialetti da mare e il giubbotto da adulto. L’immagine, ironica e tenera, dialoga con un autoritratto recente, più intenso e consapevole, suggerendo il passaggio dal gioco infantile all’età matura. Un confronto che sintetizza la poetica di Sanna: una pittura che non racconta ma interroga, che non illustra ma trattiene emozioni e pensieri.






































