«La paura si impossessò di entrambi. Un tanfo disgustoso impregnava l’istituto. Le ombre deformate e oblunghe degli ispettori erano proiettate sui muri squarciati e apparivano come spettri terrificanti. Ma oltre alle loro ombre e a quelle delle molteplici spaccature, ogni cosa era proiettata sul muro sotto la luce della torcia: gli appendiabiti sembravano teste; i banchi, corpi di ragazzi prima del drammatico evento. Erano le ombre dal passato […]».

Ombre dal passato di Mauro Mogliani racconta una storia segnata dall’ossessione di vendetta, da quel tarlo che giorno dopo giorno rosicchia l’anima di chi la prova, fino ad annullarla. Una vicenda nera ambientata tra Macerata e Tolentino, che si apre su uno scenario che sembra irreale: un uomo, Gionata Pennesi, viene rinvenuto legato ad una sedia sotto il cumulo di macerie di un vecchio capannone; ciò che più confonde gli incaricati alle indagini è che non si trova una spiegazione razionale su come l’edificio sia stato demolito, e come esso abbia prodotto forti scosse localizzate. Ciò che appare come un caso isolato, seppur assurdo, si palesa nei giorni successivi come l’opera di un serial killer. Con le medesime modalità infatti altri tre malcapitati subiscono lo stesso trattamento ma uno di loro, una giovane donna, riesce a salvarsi. L’aspetto più oscuro della vicenda si rivela essere una scritta, sempre la stessa, rinvenuta su un muro dell’edificio crollato, e recante una data riferita a un terremoto avvenuto nelle Marche una decina d’anni prima.

Un vero e proprio grattacapo per l’ispettore Piero Nardi, che sta ancora facendo i conti con la tragica morte della moglie e con i vani tentativi di venire a patti con la propria solitudine, e soprattutto con i propri sensi di colpa. La tormentata figura dell’ispettore diventa il centro verso cui convergono tutte le sensazioni, positive o negative, che i personaggi della storia provano. Nardi è un vero e proprio catalizzatore, una personalità in apparenza forte che però palesa tante fragilità se lo si osserva con attenzione; questo caso fa riaffiorare vecchi fantasmi che ghermiscono la sua vita privata, e che gli ricordano quanto sia inadeguato, quanto il lavoro spesso fagociti ogni anelito di felicità sua e altrui.

Mauro Mogliani accompagna il lettore nelle indagini, lo fa partecipe degli affanni e dei dubbi dell’ispettore, fino al terribile climax in cui egli si ritrova faccia a faccia con le conseguenze della cattiveria umana: “l’ansia, la frenesia, e una paura che serpeggiava infida. Qualcosa stava per accadere, tutti ne erano consapevoli”.

Tanti sono i personaggi che attraversano la narrazione, dal fedele ispettore Gaetano Gambuti alla giovane assistente Alice Scudo, dalla misteriosa Violante all’odioso reporter Calcaterra, simbolo di quel giornalismo sensazionalistico che non aiuta le indagini ma, anzi, le intralcia. Ognuno di loro con le proprie ombre che ritornano a tormentarli: ombre derivanti da un tragico lutto, o da un madornale errore o da una tragedia nella quale non si aveva nessuna colpa, ma che riesce a spingere all’ossessione e alla cieca vendetta, e a trasformare la vittima nel mostro che anni prima l’aveva fagocitata.

Titolo: Ombre dal passato
Autore: Mauro Mogliani
Genere: Thriller
Casa Editrice: Leone Editore
Collana: Mistéria
Pagine: 180
Prezzo: €11,90
ISBN: 978-88-639-35-943

Mauro Mogliani esordisce nel 2014 con il thriller psicologico “Nessuno sa chi sono io”, pubblicato da Italic&Pequod. Nel 2015 pubblica per la stessa casa editrice “Racconti per insognia”. Nel 2016 esce in ebook “La confessione”, facente parte del progetto “FeelBook: il libro che segue le tue emozioni”. Nel 2018 pubblica per Leone Editore il thriller “Cerco te”, vincitore del premio speciale al concorso nazionale di narrativa gialla-thriller-noir “Premio Tettuccio 2019” e del premio speciale al concorso internazionale di poesia e narrativa di Prato “Un Tessuto di Cultura 2019”. Nel 2020 esce per Leone Editore il suo ultimo thriller, “Ombre dal passato”.