Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • CONTATTI
  • PUBBLICITÀ
lunedì, 5 Ottobre 2026
  • Login
  • Registrati
  • CagliariNEWS
  • SassariNEWS
  • Musica
  • Cinema & Serie TV
  • Libri
  • Eventi
  • Sport
  • Itinerari
  • Tecnologia
S&H Magazine
S&H Magazine
  • Login
  • Registrati
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
S&H Magazine

Il funerale dell’Occidente può attendere: il libro di Paolo Messa contro il declinismo

di Redazione
30 Settembre 2026
in Libri
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
47 3
20
CONDIVISIONI
218
VISUALIZZAZIONI
Condividi su FacebookCondividi su Twitter

(Adnkronos) – C’è un genere intellettuale che in Occidente non passa mai di moda: annunciare la fine dell’Occidente. Cambiano le cause, cambiano i rivali, cambiano persino i secoli, ma il necrologio, ingiallito e un po’ strappato, resta appiccicato al tabellone arrugginito del paese. All’inizio del Novecento era Oswald Spengler a diagnosticare il Tramonto dell’Occidente; negli anni Settanta erano lo shock petrolifero e la stagflazione; negli Ottanta il Giappone; dopo il 2008 la crisi finanziaria; oggi la Cina, la polarizzazione, il debito, l’invecchiamento demografico, la guerra, il disordine internazionale. A ogni passaggio, il paziente sembra definitivamente spacciato. E a ogni passaggio, più o meno malconcio, continua a presentarsi alla visita successiva. 

È da questo paradosso che parte Paolo Messa in L’Occidente è vivo. W l’Occidente. Per sfatare la retorica del declinismo, appena pubblicato da Rubbettino. Non nega le sue crisi, ma si oppone alla trasformazione della crisi in destino, del problema in decadenza, della vulnerabilità in prova di un irreversibile esaurimento storico. D’altronde il declinismo non è più soltanto una diagnosi, ma un linguaggio attraverso il quale interpretiamo quasi automaticamente il mondo.  

LEGGI ANCHE

Domani incontro Buonfiglio-Malagò prima della Giunta, Ipotesi n.1 Figc commissario

Nautica e turismo, una filiera strategica per generare crescita e valore sui territori

Nations League, oggi Italia-Turchia – Diretta

Messa vuole rovesciare l’illusione ottica: le democrazie sembrano più fragili degli autoritarismi proprio perché mettono in scena continuamente la propria fragilità. 

La democrazia discute, protesta, indaga, denuncia. Espone la corruzione, racconta i fallimenti, pubblica statistiche sgradevoli, processa i governanti, lascia che giornali e opposizioni trasformino ogni crepa in una notizia. L’autoritarismo fa esattamente il contrario: nasconde la crepa e fotografa il muro. “L’Occidente non è in crisi perché discute i propri problemi: discute i propri problemi perché è vivo”. 

Un’autocrazia può apparire straordinariamente efficiente in un determinato momento. Può costruire infrastrutture rapidamente, imporre una scelta industriale, comprimere il conflitto, orientare capitali e società. Il problema è ciò che accade quando sbaglia. In una democrazia l’errore genera opposizione, informazione, elezioni, cambiamenti legislativi, talvolta governi nuovi. In un regime chiuso può essere invece protetto dalla stessa struttura di potere che lo ha prodotto. Il rumore democratico non è necessariamente il rumore di una macchina che si rompe; può essere quello di una macchina che si aggiusta mentre continua a funzionare.  

Viene alla mente On Freedom di Timothy Snyder, uscito nel 2024, “Freedom involves recognizing that you’re wrong”: la libertà comporta la capacità di riconoscere il proprio errore. La superiorità rivendicata dal modello aperto non è nell’essere immune dall’errore, ma nell’avere costruito istituzioni che permettono di identificarlo, contestarlo e correggerlo.  

Messa vuole puoi spostare lo sguardo dall’ossessione per una sola grandezza: la quota di Pil mondiale. 

Naturalmente quella quota è diminuita. Sarebbe strano il contrario, dopo l’ingresso di miliardi di persone nell’economia globale e l’ascesa di Cina, India e altri grandi Paesi. Ma Messa sostiene che scambiare la riduzione del peso relativo per declino assoluto significa guardare al XXI secolo con strumenti ottocenteschi. 

Bisogna osservare anche dove si concentrano università, ricerca, brevetti, capitali, innovazione tecnologica, imprese globali; dove scelgono di studiare gli studenti; dove si trasferiscono ricercatori e imprenditori; quali sistemi culturali continuano a generare linguaggi, mode, musica, serie televisive, modelli di consumo. L’Occidente, e ci scuseranno i disfattisti, resta ancora la “civiltà più desiderabile”: le persone votano anche con i piedi. I flussi migratori e quelli dei talenti continuano, nel complesso, a dirigersi verso società aperte, non verso i grandi sistemi autoritari.  

Silicon Valley, Berlino, Milano, Netflix, il dollaro, il design italiano, la ricerca biomedica americana, le università britanniche: sono tutti pezzi di un ecosistema in cui vige libertà di circolazione delle persone, delle idee e dei capitali. E la libertà non è soltanto un principio morale. È anche una tecnologia sociale. 

La parte più geopolitica del libro comincia quando l’autore si domanda perché, se questa forza materiale e culturale esiste ancora, la percezione sia tanto diversa. La risposta è che il declinismo occidentale non nasce tutto a Mosca o a Pechino (troppo comodo) ma offre a Mosca e Pechino un materiale straordinariamente facile da utilizzare. 

Messa parte esplicitamente dal rapporto del National Endowment for Democracy del 2024 sulle narrative autoritarie. Joseph Siegle mostrava come Russia e Cina non debbano necessariamente convincere il pubblico internazionale che l’autoritarismo è magnifico. È sufficiente convincerlo che la democrazia è ipocrita, inefficiente, caotica e incapace di mantenere le proprie promesse. La strategia è asimmetrica: l’autocrate non deve vincere la gara di reputazione, deve soltanto ridurre il vantaggio reputazionale dell’avversario.  

Eppure, nonostante i Brics, la Shanghai Cooperation Organization e i vari tavoli multilaterali e minilaterali che spuntano ogni mese, non c’è davvero una nuova Internazionale delle autocrazie fondata su una coerente ideologia comune. Ciò che le accomuna sono interessi, tecniche di sopravvivenza politica, sistemi finanziari opachi, propaganda e l’utilità reciproca che deriva dall’indebolimento delle società democratiche.  

Messa porta questo ragionamento un passo più avanti. Il pessimismo occidentale diventa una materia prima geopolitica. Le contraddizioni delle democrazie vengono prese, decontestualizzate e ricomposte fino a formare la prova di una tesi già stabilita: l’Occidente non funziona più. La corruzione scoperta da un’inchiesta giornalistica diventa la dimostrazione che “tutto è corrotto”; una protesta diventa caos; un’elezione contestata diventa collasso istituzionale; il dibattito sull’immigrazione diventa guerra civile latente.  

Però non si può rispondere alla propaganda censurando la critica. Sarebbe una contraddizione fatale che confermerebbe il racconto dei suoi avversari. Bisogna imparare a distinguere autocritica e autoflagellazione, informazione e manipolazione, pessimismo razionale e fatalismo. 

India, Brasile, Indonesia, Arabia Saudita, Turchia e, più in generale, quel vastissimo insieme di Paesi che non intendono scegliere stabilmente tra un “Occidente” e un presunto blocco alternativo: Messa osserva che uno degli errori occidentali è stato immaginare che modernizzazione, commercio e crescita avrebbero prodotto automaticamente convergenza politica. Non è successo. Ma l’alternativa non è pretendere una nuova Guerra fredda con due campi rigidamente separati. L’Occidente deve piuttosto competere attraverso infrastrutture, investimenti, tecnologia, sicurezza e partnership tra pari. Da qui l’attenzione all’Imec, agli accordi nel Golfo, al Piano Mattei e alla possibilità di costruire reti che non chiedano necessariamente ai partner un atto preliminare di adesione ideologica.  

La vera misura della vitalità occidentale non sarà convincere Londra, Parigi o Washington che l’Occidente è vivo. Sarà convincere Jakarta, Riyad, Delhi, Brasilia e Pretoria che mantenere un rapporto profondo con economie e società aperte continua a essere conveniente. 

Non c’è nessuna “fine della storia” in queste pagine. Il modello democratico non trionfa perché la storia abbia una direzione obbligata. Deve concorrere sul mercato geopolitico delle istituzioni, delle tecnologie, delle infrastrutture e delle idee. 

L’Occidente è vivo, certo, ma essere vivi non significa essere immortali. Significa, semmai, avere ancora qualcosa da perdere. E soprattutto qualcosa da inventare. 

Tags: adnkronoslibriultimora
Redazione

Redazione

Leggi anche

Nero Mediterraneo di Antonio Boggio
Libri

Antonio Boggio a Tempio Pausania con “Nero Mediterraneo” e il commissario Terranova

di Viola Carta
5 Ottobre 2026
Festival Premio Emilio Lussu 2026
Libri

Premio Emilio Lussu 2026: ecco i dieci libri finalisti nelle sezioni Narrativa e Saggistica

di Marco Cau
5 Ottobre 2026
Libri

Campiello, Marcello Fois vince l’edizione 2026 con “L’immensa distrazione”. La dedica a Murgia: “Una donna bellissima”

di Redazione
3 Ottobre 2026
Libri

Da Myrta Merlino a Natalia e Corrado Augias, le novità in libreria

di Redazione
3 Ottobre 2026
Barbara Serra "Fascismo in famiglia". ©Simone Sechi
Porto Torres

Barbara Serra presenta “Fascismo in famiglia” a Porto Torres

di Redazione
30 Settembre 2026
Carolina Bello (©Leo Mainé) e Cristina Caboni (©Yuma Martellanz)
Libri

Éntula, a Cagliari due incontri con Carolina Bello e Cristina Caboni

di Marco Cau
28 Settembre 2026
Libri

Da Calabresi a Gentiloni, le novità in libreria

di Redazione
26 Settembre 2026
Festival LeThèrario ad Assemini
Libri

Festival LeThèrario 2026 ad Assemini: libri, teatro e incontri dal 2 al 4 ottobre

di Viola Carta
26 Settembre 2026
Prossimo articolo

Report, Ranucci replica a Mottola, Nerazzini e Bellavia: "Mai censurato nessuno, sempre difeso i miei inviati"

Oasis, ritirate dall'asta le inedite 'Desk Tapes': la band blocca la vendita

GLI ARTICOLI PIÙ LETTI

  • Amazon Echo Show 21

    Echo Show 15 e 21, i nuovi dispositivi Amazon con integrazione Alexa sempre più grandi e intelligenti

    3134 condivisioni
    Condividi 1254 Tweet 784
  • Amazon lancia le nuove Smart TV Fire TV in Italia: Omni QLED, Serie 4 e Serie 2 per un intrattenimento completo

    1415 condivisioni
    Condividi 566 Tweet 354
  • Chi è Drusilla Foer, la nobildonna alter ego di Gianluca Gori

    2741 condivisioni
    Condividi 1096 Tweet 685
  • Le origini misteriose dei Mamuthones

    2018 condivisioni
    Condividi 807 Tweet 505
  • 5 luoghi magici dove ammirare il tramonto in Sardegna

    2434 condivisioni
    Condividi 974 Tweet 609

EVENTI IN SARDEGNA

  • Tutti
  • Teatro
  • Musica
  • Libri
  • Food
Nero Mediterraneo di Antonio Boggio

Antonio Boggio a Tempio Pausania con “Nero Mediterraneo” e il commissario Terranova

5 Ottobre 2026
Maribor Puppet Theatre con “Transport: Cargo”

A Cagliari torna Anima IF, il teatro di figura per adulti in scena a Sa Manifattura

5 Ottobre 2026
“Notturno”, mostra fotografica di Antonio Loi

Antonio Loi racconta il quartiere di Castello: alla Galleria Siotto di Cagliari la mostra fotografica “Notturno”

4 Ottobre 2026
©Depositphotos

Cosa fare in Sardegna dal 5 all’11 ottobre 2026: sapori d’autunno, borghi in festa e tradizioni da vivere

3 Ottobre 2026
Cattedrale di San Nicola a Sassari. ©Depositphotos

Ottobre con il FAI nel Nord Sardegna tra Giornate d’Autunno e Grazia Deledda

3 Ottobre 2026
“Onora i padri e paga la psicologa” di e con Paolo Rossi. ©Alessandro Botticelli

Da Manzoni a Pirandello, Carbonia racconta passioni e follie al Teatro Centrale

3 Ottobre 2026
“Una vita”, la mostra di Gavino Sanna

Gavino Sanna in mostra a Seui: un viaggio fra creatività e ironia

2 Ottobre 2026
“Napoléon / Il Fantasma dell’Imperatore”, scritto e diretto da Franco Franchini

Da Manzoni a Ginzburg, Lanusei attraversa guerra, memoria e commedia al Teatro Tonio Dei

1 Ottobre 2026

LE USCITE MUSICALI DEL MESE

seguici su instagram

  • Tinnura, il piccolo paese della Sardegna dove i muri raccontano storie e tradizioni. 🏡🎨  Nel cuore della Planargia, a pochi chilometri da Bosa, questo borgo di appena 250 abitanti trasforma le sue strade in un racconto a cielo aperto.  I murales di Tinnura restituiscono i gesti della vita contadina, i mestieri, le feste e la memoria di una comunità. Accanto alle pareti dipinte, l’arte dell’intreccio continua a dare forma ai cestini di giunco, salice e asfodelo, mentre opere come S’Iscrarionzu e la Fontana dello Zodiaco aggiungono nuovi dettagli a un paese che sorprende passo dopo passo. 🧺💧  C’è poi la chiesa di Sant’Anna, le colline della Planargia, i vigneti della Malvasia di Bosa e una storia antica che riporta fino all’età nuragica. ⛪🍇  Non servono grandi dimensioni per custodire grandi storie: quale dettaglio di Tinnura racconta meglio la Sardegna che più emoziona? 💬  📰 L’articolo completo di Raffaella Piras è su SHmag.it. Per non perdere le prossime storie, curiosità e meraviglie della Sardegna, entra nel canale di S&H Magazine: il viaggio continua qui 👇🏻  #tinnura #sardegna #sardegnadascoprire
  • 🎶 Il ritorno degli Oasis continua a scrivere la storia: Oasis Live ’27 ha registrato un sold out in tre giorni, con accesso riservato ai fan preregistrati.  🎟️ I 42 concerti del tour abbracceranno nove Paesi, dall’Europa agli Stati Uniti, non sono previste nuove date in programma.  ⚠️ Attenzione alle truffe: i biglietti circolanti sui social non sono validi. Chi non è riuscito ad assicurarsi un posto potrà trovare biglietti in rivendita ufficiale su Ticketmaster, al prezzo originale, solo in prossimità delle date dei concerti.  🏟️ Intanto il 2026 consegna nuovi record: Wonderwall diventa inno ai Mondiali e Morning Glory? supera i Beatles nelle classifiche britanniche.  📰 L’articolo completo è su SHmag.it. Per non perdere le prossime storie, curiosità e meraviglie della Sardegna, entra nel canale di S&H Magazine: il viaggio continua qui 👇🏻  #Oasis #OasisLive27 #LiveMusic
  • 🌿 Eva Mameli Calvino non è stata soltanto la madre di Italo Calvino. Nata a Sassari nel 1886, è stata una botanica, ricercatrice e pioniera dell’emancipazione femminile, capace di costruire il proprio percorso in un mondo scientifico dominato dagli uomini.  La sua storia, nata in Sardegna e sviluppatasi tra Pavia, Cuba, Cagliari e Sanremo, arriva sul grande schermo con il docufilm “Eva Mameli Calvino. La Signora dei fiori”, scritto e diretto da Alessandra Usai e prodotto da Nical Films. 🎬  Il film sarà presentato in prima mondiale alla Festa del Cinema di Roma, il 17 ottobre al MAXXI, nella sezione Special Screening. Un racconto dedicato alla scienza, alla natura e al coraggio di una donna che ha aperto nuove strade. 🔬🌺  📰 L’articolo completo è su SHmag.it. Per non perdere le prossime storie, curiosità e meraviglie della Sardegna, entra nel canale di S&H Magazine: il viaggio continua qui 👇🏻
  • 🗿 Sette sculture monumentali di Kan Yasuda trasformano il lungomare di Cagliari in un museo a cielo aperto. Fino al 25 novembre 2026, tra la Calata via Roma e il Molo Dogana, è possibile ammirare gratuitamente le opere in marmo di Carrara e bronzo dell’artista giapponese, in un dialogo unico con la luce e l’orizzonte marino.  La mostra, promossa dalla Fondazione di Sardegna nell’ambito del progetto ArtiJanus/ArtiJanas, rende l’arte accessibile a tutti, invitando il pubblico ad avvicinarsi, attraversare e toccare le sculture. Un’occasione per riscoprire il porto di Cagliari come luogo di cultura quotidiana.  📰 L’articolo completo è su SHmag.it. Per non perdere le prossime storie, curiosità e meraviglie della Sardegna, entra nel canale di S&H Magazine: il viaggio continua qui 👇🏻
  • 🌼 Bianco, profumato e sorprendentemente resistente: il giglio di mare è uno dei tesori più delicati delle dune sarde. Conosciuto come Pancratium maritimum o “su lillu de mari”, cresce sulla sabbia sfidando sole, vento e salsedine, regalando una fioritura che accompagna l’estate fino all’autunno. 🌊  Dietro i suoi petali candidi vive anche una leggenda antica, quella della giovane pastorella dai capelli biondi e del fiore nato sulle rive dell’Isola. Un simbolo di bellezza fragile, oggi protetto e da non raccogliere. ✨  🌿 Per conoscere caratteristiche, curiosità, leggenda e ragioni della sua tutela, leggi l’articolo completo di Raffaella Piras su SHmag.it  Per non perdere le prossime storie, curiosità e meraviglie della Sardegna, entra nel canale di S&H Magazine: il viaggio continua qui 👇🏻
  • Forza, creatività e radici: sono gli elementi al centro di Donne dell’isola, il progetto nato da Gabriella Campus e Sabrina Maccioni per raccontare le donne sarde che costruiscono, innovano e valorizzano il territorio. 🌿  Attraverso Instagram, YouTube e Substack, le due ideatrici danno voce ad artigiane, imprenditrici, custodi di antiche tradizioni e pioniere del cambiamento. Dai mestieri del passato alle nuove attività, ogni storia mostra una Sardegna autentica, fatta di coraggio, dubbi, scelte e voglia di restare. ✨  📲 Scoprite il progetto e le sue protagoniste nell’articolo di Chiara Medinas: la storia completa è su SHmag.it
  • 🌙 La bardana: quando la notte portava paura in Sardegna.
Nell’Ottocento, tra Barbagia e Gallura, un fenomeno criminale unico ha segnato i villaggi sardi.  Gruppi di cavalieri armati, coordinati da “su bardaneri”, pianificavano assalti notturni a dimore e stazzi isolati. Niente venerdì: la scaramanzia faceva parte del codice. 🐴⚔️  Tortolì, 13-14 novembre 1894 🗡️
Un gruppo armato assalta la villa del cavaliere Vittorio Depau. Il possidente è a Cagliari, nella dimora restano servitù e famiglia. Un servo oppone resistenza e viene ucciso. Il brigadiere Pietro Giua cade in combattimento, il carabiniere Bulciolu resta ferito. I malviventi fuggono col bottino, lasciando il paese nel terrore.  Esterzili, Venerdì Santo 1840 ⚰️
La nobile famiglia Capece viene assaltata nella sua dimora. Don Salvatore, il capofamiglia, perde la vita. La figlia Francesca testimonia: i cugini Giulio e Salvatore Tolu vengono accusati, arrestati e giustiziati. Anni dopo si scopre la verità: erano innocenti. I veri colpevoli vengono individuati, la refurtiva recuperata. Due vite spezzate ingiustamente.  Due episodi che hanno segnato la storia sarda dell’Ottocento. 🏔️📖  🔗 Articolo completo di Chiara Medinas su shmag.it
#Sardegna #StoriaSarda #Bardana #Barbagia #Gallura
  • 🌿🎥 Una Sardegna autentica, fatta di luoghi, persone e tradizioni che continuano a sorprendere. È il cuore di @quandocigira, il progetto di travel storytelling nato dalla passione di Manuela Fiori e Andrea Sini, content creator sardi che hanno trasformato l’amore per il territorio in un racconto continuo.  Dai borghi meno conosciuti alle tradizioni antiche, passando per artigiani, musicisti e comunità che custodiscono l’identità dell’isola, ogni episodio diventa un tassello di un mosaico più ampio: quello di una Sardegna viva, raccontata con rispetto, curiosità e autenticità. 🏞️🎶  Il progetto si sviluppa su più piattaforme, da YouTube a Instagram, con format che uniscono narrazione, immagini e video per scoprire angoli nascosti e storie inedite. 📱✨  🔗 Su SHmag.it, Chiara Medinas racconta la loro storia, le passioni che li animano e la visione dietro i loro contenuti. Il link per leggere l’articolo completo è anche nel nostro Canale.
  • 📍 Il Bastione di Saint Remy è uno dei simboli più riconoscibili di Cagliari, ma la sua storia va ben oltre l’impatto visivo. Nato su antiche fortificazioni, racconta secoli di strategie difensive, trasformazioni urbane e memoria bellica ancora visibile nella città.  L’approfondimento completo è nell’articolo di Chiara Medinas su SHmag.it 🔎
  • 🧙🏻‍♀️ Julia Carta non era una strega. Era una donna che il tempo non ha cancellato.  Julia Casu Masia Porcu nacque intorno al 1561 a Mores, in una famiglia segnata dalla povertà e dall’analfabetismo. A circa 25 anni si sposò e si trasferì nella vicina a Siligo.  🧉 Aveva appreso dalla nonna conoscenze terapeutiche: curava, preparava rimedi, aiutava chi si rivolgeva a lei.
Ma quelle stesse persone finirono per accusarla.  👨🏻‍⚖️ Processata due volte dal Tribunale dell’Inquisizione spagnola di Sassari, condotta nel Castello Aragonese, minacciata di tortura: Julia confessò sotto terrore. La pena fu di tre anni, poi tornò a Siligo.  Ma le accuse ripresero. Un secondo processo.
Dell’esito finale non si hanno certezze. Le sue tracce si fermano nel 1614, nel National Historical Archive di Madrid.  Probabilmente non fu arsa sul rogo. Riuscì a salvarsi.  🌑 La sua storia è rimasta nella memoria di Siligo, che nel 2025 è entrata nella prestigiosa Rete delle Città delle Streghe.  Julia non fu una martire.
Non fu una strega.
Fu una donna fuori dal tempo.  👉 La storia completa di Raffaella Piras ti aspetta su SHmag.it 📰  #JuliaCarta #Siligo #cittàdellestreghe
Facebook Twitter Instagram LinkedIn Youtube Telegram
  • CONTATTI
  • PUBBLICITÀ
  • REDAZIONE
  • PRIVACY POLICY

© 2026 ESSEACCA S.r.l.s. Via Oriani, 5/a – 07100 Sassari (SS). P.IVA 02639070909. Pubblicazione registrata presso il Tribunale di Sassari al n° 324 del 8.7.1996
Hosting: Serverplan srl società unipersonale. Via G. Leopardi, 22 - 03043 Cassino (FR) - P.IVA 02495250603 - Register: Serverplan srl

Benvenuto!

Accedi con Google
O

Accedi al tuo account qui sotto

Password dimenticata? Iscriviti

Crea un nuovo account!

Iscriviti con Google
O

Compila i moduli qua sotto per registrarti

Tutti i campi sono obbligatori. Log In

Recupera la password

Inserisci il nome utente o l''indirizzo email per reimpostare la password.

Log In
  • Login
  • Iscriviti
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • HOME
  • News Sardegna
    • Sassari
    • Cagliari
    • Oristano
    • Nuoro
    • Gallura
    • Alghero
    • Porto Torres
    • Medio Campidano
    • Ogliastra
    • Sulcis Iglesiente
  • Italia & Mondo
  • Eventi
  • Sport
    • Tennis
    • Calcio
    • Basket
    • Pallamano
    • Altri Sport
  • Show
    • Musica
    • Cinema & Serie TV
    • Teatro
    • Spettacolo
    • Danza
    • Televisione
  • Lifestyle
    • Animali
    • Ambiente & Natura
    • Benessere & Salute
    • Costume & Società
    • Economia & Impresa
    • Food
    • Giochi
    • Lavoro
    • Moda
    • Motori
    • People
    • Viaggi
  • Cultura
    • Libri
    • Arte
    • Fotografia
    • Fumetti
    • Scuola & Università
    • Storia
  • InSardegna
    • Itinerari
    • Archeologia
    • Folklore & Tradizioni
  • Tecnologia
    • Web & Social
    • Smartphone & Tablet
    • Computer
    • Gadget
    • App
  • Lettere al giornale
  • OFFERTE DI LAVORO
  • La Redazione
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Privacy Policy

© 2026 ESSEACCA S.r.l.s. Via Oriani, 5/a – 07100 Sassari (SS). P.IVA 02639070909. Pubblicazione registrata presso il Tribunale di Sassari al n° 324 del 8.7.1996
Hosting: Serverplan srl società unipersonale. Via G. Leopardi, 22 - 03043 Cassino (FR) - P.IVA 02495250603 - Register: Serverplan srl