Senza dubbio, l’inizio del XXI secolo è un punto di svolta nella creazione poetica. Infatti, la poesia, vista come un qualcosa con regole ferree e finalizzata a celebrare il mondo, è diventata gradualmente un luogo per delle nuove esplorazioni. Attraverso innovazioni formali e tematiche, la poesia, pertanto, si rinnova per servire nuove ambizioni.

Poiché la sua funzione è rivelare il mondo agli uomini, il poeta cerca un nuovo equilibrio tra divulgazione e sublimazione. Nel XXI secolo, seppure molti poeti siano legati a soggetti come, per esempio, l’amore, la morte, altri, anche se gradualmente, si rivolgono a temi finora ignorati nella poesia. D’altra parte, questo fenomeno, prende il suo avvio proprio dal progresso tecnico e della stessa psicoanalisi.

Non per nulla, già a partire dallo scorso secolo, i poeti si dedicano sempre più ad andare alla scoperta dell’inconscio e ad esplorare l’interiorità umana vista e considerata come un qualcosa che è in grado di manipolare la possibilità, l’immaginazione, il sogno e la stessa analisi e realtà.

Dal medioevo fino al XIX secolo, le forme poetiche debbono confrontarsi con il rispetto di regole precise, ovvero sul numero e il tipo di strofe, il tipo di versi, di rime e via dicendo. Il valore estetico della poesia, quindi, viene ad essere, al contempo, caratterizzato e delimitato da metafore, immagini e confronti volti a fornire una ricercata musicalità e un ritmo che venga ad essere dato da armoniosi versi. In altre parole, la poesia è vista più come una ricerca di un ideale linguistico che appare essere molto lontano dalla comunicazione quotidiana.

Con l’avvento del romanticismo e, successivamente, con lo sviluppo del movimento culturale noto come simbolismo, i poeti rivendicano una maggiore libertà creativa, opponendosi, quindi, al rispetto di regole troppo restrittive. In sostanza, si incomincia a considerare come l’estetica non richieda necessariamente una forma fissa. Di conseguenza, si andranno ad usare versi meno usuali, moltiplicando le interruzioni del ritmo.

In sostanza, si ha una prima, e molto importante, apertura all’innovazione del linguaggio. Grazie a forme non fisse, a versi liberi, il lettore scopre nella lettura delle poesie nuove dimensioni, non solo sonore ma, anche, visive. Da quel momento in poi, l’intero mondo della poesia, inizia un nuovo periodo. Per diversi aspetti, si può parlare di poesia evocativa, ovvero la capacità delle parole di legarsi fra loro per creare delle immagini.

Quindi, un po’ come è avvenuto, ad esempio, oggi per le slots online, la modernità fa il suo trionfale ingresso anche nella poesia. Difatti, a partire dal XIX secolo, si possono trovare sempre più forme poetiche divenute un potente strumento impegnato nella politica e nel grande contesto delle grandi lotte e innovazioni che scaturirono a partire dal diciannovesimo secolo.

Un forte impegno che si andrà a sviluppare nei secoli successivi. Quindi, andando a concludere, il XXI secolo e chiaramente un punto di svolta così come di sintesi nella creazione poetica, ove il poeta si va ad interrogare su l’utilizzo del linguaggio e diventa protagonista nello sforzarsi, non tanto per adornare il pensiero secondo codici prestabiliti, ma nel dispiegare tutte le ricchezze di un linguaggio per dare accesso ai suoi molteplici significati.