Sono la moda e l’impatto crescente dei social network a dettare sempre di più le tendenze tra prodotti hi-tech, accessori e gadget del momento, decretandone spesso il successo.
Se il 2025 è stato l’anno della Labubu mania – i buffi peluche creati dall’azienda cinese Pop Mart, con orecchie dritte a punta e un sorriso malizioso a nove denti, utilizzati come charms da appendere a borse e zaini – un altro è il must-have pronto a diventare l’oggetto del desiderio del 2026: il Mirumi.
Dall’unione delle parole “miru”, che significa guardare, e “nuigurumi”, cioè peluche, il Mirumi non è solo un simpatico pupazzetto, ma racchiude al suo interno una sofisticata tecnologia tale da renderlo un piccolo e particolare robot da compagnia.
Questo gadget è stato ideato dalla start-up giapponese del tech Yukai Engineering. Per finanziare il progetto di creazione, l’azienda si è affidata con successo a Kickstarter, una piattaforma statunitense di crowdfunding, ossia di finanziamento collettivo, dove artisti, designer, inventori e altri creativi di vari Paesi, tra cui l’Italia, presentano un’idea che intendono realizzare e che può riguardare la musica, film, giochi o prodotti tecnologici. La campagna prevede che si stabilisca un obiettivo di finanziamento e un periodo di tempo durante il quale una comunità di sostenitori può aiutare lo sviluppo della proposta con contributi economici. Se l’obiettivo viene raggiunto entro il periodo di tempo stabilito, i fondi vengono trasferiti all’ideatore, altrimenti il pubblico non paga nulla e il progetto non si realizza.
Il prototipo del Mirumi è stato presentato per la prima volta al CES di Las Vegas 2025, la fiera mondiale della tecnologia, e in breve tempo è diventato virale su Instagram e TikTok, facendo breccia nel cuore di tanti giovani creator e influencer.


Ma che aspetto hanno i Mirumi?
Ispirati agli Yokai, le creature soprannaturali, spesso malefiche, protagoniste di leggende e credenze popolari del Paese del Sol Levante, questi nuovi animaletti di peluche sono morbide palle di pelo dai colori pastello, abbastanza piccoli da stare sul palmo di una mano. Hanno sembianze che ricordano un mix tra un orsacchiotto e uno yeti, con occhi grandi e un’espressione davvero tenera. Le braccia flessibili e i magneti posizionati sulle loro zampe permettono di appenderli alle tracolle e ai manici di borse e zaini, trasformandoli in charms da portare ovunque.
La particolarità dei Mirumi, tuttavia, va ben oltre. A differenza dei Labubu che sono statici e inermi, ciò che rende davvero unico questo moderno peluche è la presenza di un piccolo motore avanzato e di sensori tattili e sonori che gli permettono di interagire con chi gli sta vicino. È capace di muoversi quando viene accarezzato, girare la testa e guardarsi intorno in modo curioso quando percepisce voci o rumori, e addirittura ritirarsi per la timidezza. In un mondo sempre più 2.0, dove la vita è scandita da smartphone, notifiche e visualizzazioni, la sua funzione è quella di comunicare gioia ed emozioni, senza chiedere nulla o essere invadente.
Il Mirumi non è destinato a offrire affetto e compagnia solo a chi lo possiede, ma è pensato anche per sorprendere e rallegrare chi incrocia il suo sguardo, creando così una connessione tra le persone, anche se breve, e contribuendo a sconfiggere la solitudine che affligge sempre di più gli ambienti, i locali e le strade, pur affollate, delle grandi città.
In un’epoca in cui anche gli oggetti sembrano chiamati a essere sempre più performanti, il successo di questi piccoli animali di pezza che si limitano a essere presenze rassicuranti, racconta molto dei bisogni che attraversano la società contemporanea.
Il peluche robot è realizzato con materiali di alta qualità e disponibile in tre colorazioni, grigio, rosa e avorio. Per ora è prodotto in edizione limitata: si contano 100 unità per ciascun colore. Nonostante il prezzo non sia proprio “popolare” (circa 100 euro), gli ordini sono tantissimi e sta già andando a ruba. I primi acquirenti dovrebbero riceverlo, salvo ritardi, a partire dal mese di aprile.
Manca dunque poco perché i Mirumi, dopo il web, diventino anche i nuovi protagonisti e compagni d’avventura della nostra quotidianità. La certezza è che riusciranno a distinguersi e a farsi notare in un panorama ancora troppo dominato da stimoli continui e sovraccarico digitale, dove anche il contatto umano e un po’ di semplicità diventano una forma di rivoluzione.








































