Il Digital Media Fest, il primo festival internazionale nato in Italia e dedicato a tutti i prodotti audiovisivi webnativi di cui Janet De Nardis è fondatrice e direttrice, giunto ormai alla sua seconda edizione, si è svolto a Roma dal 30 novembre al 2 dicembre 2020.

Nonostante l’evento si sia tenuto on-line a causa delle restrizioni imposte per il Covid-19, i risultati si sono rivelati ottimi, essendo stato il più cliccato e condiviso con oltre 100.000 visualizzazioni e migliaia di persone raggiunte.

Diversi i premi assegnati ai partecipanti delle varie categorie in gioco, web series, vertical video e premi tecnici, da una giuria di eccezione composta, tra gli altri, dall’attrice Elena Sofia Ricci.

Proprio nella categoria delle web series, il premio come Best Italian Webserie è andato a “Viterbium – La caccia al tesoro” del regista, attore e autore Mattia Marcucci, a cui è stato assegnato il Panalight Award, il premio offerto da Panalight del valore di €5000 in noleggio di attrezzature.

Una passione nata da giovanissimo quella di Mattia: “Ho frequentato nel 2009 un’accademia di recitazione a Cinecittà per due anni, poi mi sono appassionato al teatro e ho iniziato a fare spettacoli teatrali. Da poco siamo diventati soci della cooperativa Attori&Tecnici del Teatro Vittoria di Roma. Contemporaneamente, già durante l’Accademia, avevo iniziato a frequentare anche corsi di sceneggiatura, stavo più con i registi che con gli attori, così pian piano ho cominciato a scrivere cortometraggi e a fare l’aiuto regista”.

Sono già diversi i riconoscimenti e i premi ottenuti dal regista: “Con il gruppo Trame, insieme a Chiara Bonome, nel 2017 ho girato La Festa Triste – Game Series con cui ho partecipato al Roma Web Fest nel 2018, vincendo il premio come miglior regia. Progetto riproposto anche lo scorso anno, alla prima edizione del Digital Media Fest, dove abbiamo vinto il premio come miglior serie sci-fi, oltre a vari premi un po’ in tutto il mondo”.

Nel 2018 realizza la seconda serie interattiva in collaborazione con l’Università degli Studi della Tuscia: “Con La Festa Triste – Game Series siamo stati chiamati dal professor Giacomo Nencioni a tenere una master class all’Università della Tuscia sul cinema ai tempi del web, da lì è nato Viterbium – La caccia al tesoro perché il professore ha lanciato la sfida di promuovere un territorio in maniera interattiva”.

Una serie interattiva diversa da quella viste finora perché incrocia diversi linguaggi audiovisivi: “Le web series hanno sempre avuto una struttura piramidale, a scelta multipla, ma si trattava sempre di fiction. La particolarità di Viterbium è che tra le quattro scelte possibili per mandare avanti la storia solo una è fiction ed è per quella via che continua la storia, mentre le altre tre sono delle appendici per scoprire di più il posto dove viene girata la serie: si tratta di un documentario, un quiz a premi sulla Tuscia e una pubblicità di un’azienda locale. Quindi si inizia vedendo una serie televisiva ma ad un certo punto ci si può trovare dentro ad un documentario o a una pubblicità. Il video non viene bruscamente interrotto dalla pubblicità perché si tratta di un gioco, lo spettatore può fare quattro scelte, se sceglie la pubblicità ha fatto la scelta sbagliata perché non continua a vedere la storia. Questo ci permette di raccontare a 360 gradi tutto il territorio in quanto lo possiamo raccontare in senso documentaristico, come fiction, o come pubblicità per promuovere le aziende locali”.

Lo scopo principale della webserie è quello di far conoscere Viterbo e tutta la Tuscia: “Siamo molto affezionati a Viterbium perché, a differenza delle altre opere che abbiamo fatto e che sono più artistiche e di nicchia, è nato con l’idea di promuovere un territorio agli occhi di un pubblico più vasto, è nazionalpopolare. Viterbo è una cittadina incredibile, la Tuscia ha luoghi bellissimi, un patrimonio paesaggistico veramente invidiabile, dalle montagne ai laghi ai monumenti storici. Questo è l’obiettivo principale della serie”.

Il progetto di Viterbium è poi proseguito grazie alle cifre raccolte con un crowfunding: “Il premio è stato vinto con la puntata pilota, quest’estate abbiamo girato altre puntate della serie che sarà composta da almeno 14 puntate di 5 – 10 minuti l’una, più 13 documentari, 13 pubblicità e 13 quiz che saranno visibili su YouTube. Sarà una vera opera, pur realizzata con un budget limitato”.

Le web series rappresentano un vero fenomeno in evoluzione: “La serialità interattiva si sta sviluppando sempre di più – spiega il regista – e la piattaforma web permette sicuramente una maggiore sperimentazione. Secondo me le web series troveranno spazio soprattutto nel racconto, anche a livello territoriale, magari attraverso pubblicità alternative che possono diventare, a differenza di quelle classiche, delle storie, speriamo sempre più di maggiore qualità”.

Intanto Mattia Marcucci continua a portare avanti la sua carriera di autore e attore, soprattutto a teatro, oltre che quella di regista, ma per il futuro non ha dubbi: “La cosa che mi piace di più in assoluto è scrivere, quindi essere molto prolifico come autore e sceneggiatore, la regia poi viene in automatico, sentendo mie alcune storie che scrivo di sicuro non abbandonerò anche questa vocazione perché sarebbe difficile affidarle ad altri”.