Dicembre come mese della tanto attesa e conclamata svolta: può essere questa la sensazione con la quale il Cagliari chiude un 2017 fatto di troppi alti e bassi. L’ultimo mese dell’anno per i rossoblù era iniziato con un pareggio in casa del Bologna. Un punto che sapeva tanto di amaro in bocca e di occasione buttata al vento per come era maturata la partita. Ma poi qualcosa sembra esser cambiato in maniera radicale. La prima dimostrazione è arrivata nella partita casalinga con la Sampdoria. Gli uomini di Diego Lopez sono stati in grado di rimontare il doppio svantaggio, mettendo in mostra quel carattere e quella personalità che troppe volte sono mancati. E poi ecco finalmente i gol degli attaccanti, con Leonardo Pavoletti che si è prepotentemente preso la scena. L’ex giocatore del Genoa pare essersi definitivamente sbloccato e gli isolani possono gioire e aggrapparsi ai suoi gol nella corsa salvezza. Importante anche l’apporto di Diego Farias. Il brasiliano può diventare una vera e propria arma letale e non solo a partita in corso. Gli servono convinzione e fiducia.

Zero punti con Roma e Fiorentina: questo hanno detto le due partite successive al pari casalingo con i doriani dell’ex Marco Giampaolo. Ma stavolta i rossoblù hanno tanto da recriminare, soprattutto nella sfida dell’Olimpico contro i giallorossi. Una sconfitta maturata all’ultimo respiro e con un episodio a dir poco dubbio. Il tocco di mano di Fazio nell’azione decisiva che ha dato i tre punti agli uomini di Eusebio Di Francesco è parso evidente, ma l’arbitro ha deciso di convalidare il gol, scatenando la rabbia di Lopez e dei suoi. Un pari, per quanto visto in campo, sarebbe stato il risultato più giusto e la delusione è stata tanta. Ed ecco che il successivo ko con la Fiorentina è sembrato quasi essere la naturale continuazione di una sorta di maledizione. Contro i viola ai sardi sono mancate concentrazione e attenzione nei momenti decisivi. Sembrava essere l’ennesimo momento critico della stagione, con la classifica che iniziava a fare anche un po’ paura. Ma ecco la vittoria che non ti aspetti, quella sul campo dell’Atalanta. Una prestazione fatta di personalità, cinismo e capacità di soffrire. Tre punti conquistati su un campo difficile e che danno respiro e tranquillità. Sugli scudi ancora Pavoletti, ma soprattutto quel Padoin troppe volte oggetto di critiche immeritate.

I rossoblù hanno chiuso il 2017 e il girone d’andata con 20 punti, frutto di 6 vittorie, 2 pareggi e 11 sconfitte. Analizzando i numeri, non vi è alcun dubbio sul fatto che a pesare sono i gol subiti, ben 30. Quella dei sardi è la sesta peggior difesa della Serie A e di certo qualcosa deve migliorare. La scelta di affidarsi alla difesa a tre potrebbe finalmente portare quell’equilibrio, grazie all’esperienza di Andreolli e alla definitiva esplosione di Romagna, la più grande sorpresa di questo primo scorcio di stagione. Da sottolineare anche la crescita di Cragno. L’estremo difensore sta dando sicurezza e tranquillità al reparto. Questo è un segnale importante, visto che la salvezza sembra inevitabilmente passare dalla tenuta e dall’equilibrio difensivo. Certamente le tabelle di marcia lasciano il tempo che trovano, ma solo subendo meno gol si riusciranno a fare quei punti necessari per allontanarsi dalle zone calde. E questo perché, eccetto il Benevento, tutte sembrano essere in corsa. Meglio non distrarsi per non correre il rischio di esser risucchiati in un ingorgo a dir poco spiacevole. La teoria dei piccoli passi, di cui ha parlato il direttore generale Passetti, può non bastare. Servono tenacia, determinazione, carattere e personalità, ma soprattutto servono punti. Sono questi ultimi a fare la differenza. Il Cagliari sembra averlo capito e la prestazione di Bergamo è lì a dimostrarlo. L’avvio del 2018 e del girone di ritorno dovrà confermarlo. E chissà che la Sardegna Arena non inizi a essere quel fortino inespugnabile che tante volte, negli anni passati, è stato il Sant’Elia. La permanenza in Serie A passa anche da questo piccolo ma grande dettaglio. E chissà che non arrivi qualche piccolo regalo dal mercato. Al 31 gennaio l’ardua sentenza.

 

Alessio Cragno. Foto Roberto Tronci