Si alza il sipario sulla Stagione de La Grande Prosa, Danza & Teatro Circo 2019-2020 organizzata dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna al Teatro Civico di Alghero con il patrocinio e il sostegno del Comune di Alghero attraverso la Fondazione di Alghero, della Regione Sardegna e del MiBACT con il contributo della Fondazione di Sardegna. Undici titoli in cartellone da dicembre a aprile per un totale di quindici recite perché in risposta alle istanze e alle sollecitazioni del pubblico è stato istituito un secondo turno di abbonamento che comprende cinque spettacoli, con l’obiettivo di raddoppiare l’intera stagione e contribuire ad ampliare e arricchire l’offerta cultura della città catalana.

Le Sommelier

Ouverture “spumeggiante” domenica 15 dicembre alle 21 con “Le Sommelier” del duo Freaklown – al secolo Alessandro Vallin e Stefano Locati, per la regia di Philip Radice: un raffinato divertissement con la cifra poetica e fantastica del nouveau cirque tra acrobazie e numeri di giocoleria per “una degustazione ad alto tasso di comicità”. Tra bicchieri volanti e bottiglie sonore i due artisti rendono il loro speciale omaggio alla bevanda di Dioniso e alla moderna cultura del vino, in una spettacolare performance tra sketches esilaranti e battute surreali, vertiginosi equilibrismi e buffe gags, in un ideale brindisi inaugurale ad arte, tanto più che – come diceva Luigi Veronelli – “Il vino è il canto della terra verso il cielo”.

Francesco Montanari e Alessandro Bardani

Riflettori puntati su Francesco Montanari (il Libanese di “Romanzo Criminale”) e Alessandro Bardani – eclettico attore, regista, sceneggiatore e conduttore televisivo – in scena domenica 12 gennaio alle 19 (turno A) e alle 21 (turno B) con “La più meglio gioventù”. Una commedia ironica e dissacrante che racconta le amarezze e le paure di una generazione, tra battute fulminanti e riflessioni sulla vita e sul mondo, con un’unica certezza: “Dobbiamo sistemare le cose… Ma domani però, tanto c’è tempo”. Una pièce che rimanda allo stile di films come “Clerks” e “Coffee and Cigarettes”, alla comicità di Woody Allen e Ben Stiller e al teatro-canzone di Giorgio Gaber spaziando tra Pier Paolo Pasolini e Marco Tullio Giordana fino al beckettiano “Aspettando Godot”.

Riccardo3. Foto di Luca Del Pia

Nel segno di William Shakespeare – giovedì 13 febbraio alle 21 – con “Riccardo3/ L’avversario” di Francesco Niccolini, originale rilettura in chiave contemporanea della tragedia di un pluriomicida, condannato alla solitudine dai suoi efferati delitti, in cui la figura del Duca di Gloucester si accosta a quella di un moderno assassino – il francese Jean-Claude Romand. Sul palco Enzo Vetrano e Stefano Randisi (che firmano la regia) insieme con Giovanni Moschella per un dramma che affronta temi delicati e complessi come la giustizia e l’eutanasia. “Riccardo risorge dai suoi peccati e con il suo ultimo monologo visionario si congeda…” si legge nelle note: “È l’inizio del recupero o la fine della speranza?”.

Il Test

Ironia in scena venerdì 28 e sabato 29 febbraio alle 21 con “Il Test” di Jordi Vallejo nell’interpretazione di Roberto Ciufoli (sua anche la regia) con Benedicta Boccoli, Simone Colombari e Sarah Biacchi: “Cosa preferisci: centomila euro subito o un milione fra dieci anni?” è la domanda cruciale che trasforma una cena tra amici nell’occasione per fare un bilancio dagli esiti non scontati e forse cambiare la propria vita. Un innocente test di personalità fa emergere lati nascosti e pensieri e desideri inespressi e mette i protagonisti di fronte a scelte impegnative che potrebbero influenzare il loro futuro, in un comico crescendo in cui la tensione sale, si svelano segreti imbarazzanti e le due coppie si trovano a fare i conti con la realtà in una pièce piena di humour che fa sorridere e pensare.

Bolero con Luciana Savignano

“Bolero/ Prigionia di un amore” della coreografa Milena Zullomartedì 3 e mercoledì 4 marzo alle 21 – con l’étoile Luciana Savignano e l’attore Massimo Scola, insieme con i Solisti di C.P.P. Padova Danza (diretta da Gabriella Furlan Malvezzi) affronta il tema della violenza sulle donne, tra abusi fisici e psicologici che troppo spesso sfociano nella ferocia del femminicidio. Uno struggente racconto per quadri sulle note del Bolero di Maurice Ravel, inno alla sensualità nella versione indimenticabile di Maurice Béjart, quasi a contrasto con le azioni e gli impulsi, i tentativi di sopraffazione di chi, prigioniero di un’atavica tradizione maschilista e di una cultura del possesso, in nome di un supposto amore, ferisce e uccide “ciò che ama”. “Bolero” descrive l’inutile crudeltà e la distruzione della bellezza.

Ritratto di famiglia in un inferno – martedì 10 marzo alle 21 – con “Lucido” di Rafael Spregelburd nella traduzione di Valentina Cattaneo e Roberto Rustioni: una storia paradossale che mette a nudo contrasti, incomprensioni, obblighi morali e legami di sangue per la commedia “nera” del drammaturgo argentino (Premio Ubu 2011 per il miglior nuovo testo straniero), nella mise en scène firmata da Jurij Ferrini. Sotto i riflettori – insieme all’attore e regista, tra gli artisti più interessanti e apprezzati del panorama italiano – Rebecca Rossetti, Agnese Mercati, Federico Palumeri, che danno vita a uno spietato affresco della società dove, sottolinea Ferrini: “l’antieroe moderno si muove cercando di schivare la catastrofe, pronto a mentire perfino a se stesso, pur di evitarla”

Il fascino di una “Serata Romantica” venerdì 13 marzo alle 21 con lo spettacolo di danza, musica e poesia ideato e diretto da Fredy Franzutti per il Balletto del Sud: un’antologia preziosa di celebri assoli e pas de deux, scene corali e significative firmate da coreografi come Michel Fokine e Marius Petipa, Arthur Saint-Léon, Jean Coralli, Jules Perrot, August Bournonville e dallo stesso Franzutti. Un ideale itinerario nella storia della danza con capolavori come “Giselle”, “La Sylphide” – il famoso ballet blanc, “La Bayadère” e il “sogno romantico” de “Les Sylphides” interpretati dai Solisti e dal corpo di ballo del Balletto del Sud con il contrappunto delle poesie di Giacomo Leopardi affidate alla voce di Andrea Sirianni sulle note di Fryderyk Chopin, in una notte nel segno dell’arte e della bellezza.

Andrea Scanzi

“E pensare che c’era Giorgio Gaber” di e con il giornalista e scrittore Andrea Scanzimercoledì 18 e giovedì 19 marzo alle 21 è un omaggio all’attore e musicista, nonché inventore insieme a Sandro Luporini del teatro-canzone, un nuovo genere con cui raccontare la realtà, con sottile umorismo e istigazioni al pensiero. Un artista raffinato e versatile, figura di spicco della cultura italiana del Novecento, sempre pronto a rimettersi in gioco e a rischiare per affrontare nuove avventure, capace di rinunciare al successo televisivo per ritrovare sul palcoscenico la piena libertà d’espressione. “La presenza scenica, la mimica, la lucidità profetica, il gusto per la provocazione, il coraggio (a volte brutale) di “buttare lì qualcosa” – scrive Scanzi – fanno del pensiero di Gaber-Luporini, oggi più che mai, un attualissimo riferimento”.

Fantastiche visioni – venerdì 3 aprile alle 21 – in “Night Garden” dell’eVolution Dance Theater diretto dal danzatore e coreografo Anthony Heinl – uno spettacolo affascinante e coinvolgente, tra atmosfere oniriche e giochi di luci e ombre, misteriosi riti e strane apparizioni in un giardino incantato, con una sapiente miscela di fra tecnologia ed arte, danza, acrobazie ed illusionismo. Una performance di grande suggestione che prende spunto da quel particolare “momento tra il giorno e la notte, che trasforma il paesaggio e le sensazioni. Questo cambiamento di luce risveglia i nostri istinti più primitivi. E la timida luce del crepuscolo ci porta a riflettere e fantasticare sul domani”. In quel tempo sospeso prende vita il “Night Garden”, dove tutto è possibile e “nulla è come sembra”.

Barbablu – Mario Incudine

(Auto)ritratto di un assassino – lunedì 20 aprile alle 21 – con “Barbablù” di Costanza DiQuattro, ispirato alla celebre favola di Charles Perrault, con l’attore e cantastorie Mario Incudine nel ruolo dello spietato uxoricida, per la regia di Moni Ovadia. Una storia nera per affrontare la tragedia del femminicidio dal punto di vista di un uomo che sceglie di uccidere, distruggendo per gelosia o rabbia l’immagine e la vita di colei che dice di amare. “In un tempo che non c’è, Barbablù si racconta in un delirio surreale di lucida follia”, svelando le ferite dell’infanzia, il dolore del bambino non amato e dell’amante deluso, rievoca “le sette vite distrutte fino all’ultima, l’unica per la quale valeva la pena fermarsi”. Una trama antica, che ancora si ripete nelle cronache di ogni giorno, una strage infinita.

Le allegre comari di Windsor

Il sipario si chiude – mercoledì 29 aprile alle 21 – su “Le allegre comari di Windsor” – dalla fortunata commedia di William Shakespeare nella moderna rilettura di Edoardo Erba: una pièce tutta al femminile con Mila Boeri, Annagaia Marchioro, Chiara Stoppa, Virginia Zini e Giulia Bertasi alla fisarmonica per la regia di Serena Sinigaglia. In un tranquillo pomeriggio le quattro protagoniste – la signora Page e la signora Ford, la giovane Anne Page e la serva Quickly – decidono di vendicarsi di Falstaff, uomo di grandi appetiti e poca sostanza, organizzando una crudele beffa. In fondo, pur assente, il grottesco cavaliere resta il fulcro della vicenda: “Per la sua ostentata dissolutezza in Falstaff si possono scorgere dei tratti di Don Giovanni e respirare aria buona di libertà” – sottolinea la regista – “nella sua evidente “decadenza” si rispecchia quanto di più umano e disarmato si possa concepire”.