Il fascino intramontabile del “Don Chisciotte” rivive sulla scena nell’immaginifica trasposizione del celebre romanzo di Miguel de Cervantes Saavedra con adattamento di Francesco Niccolini, per la regia di Alessio Boni, Roberto Aldorasi e Marcello Prayer– in cartellone da mercoledì 3 aprile fino a domenica 7 aprile al Teatro Massimo di Cagliari (tutti i giorni da mercoledì a sabato alle 20.30 e la domenica alle 19, mentre giovedì 4 aprile doppia recita con la replica pomeridiana alle 16.30 – turno P) sotto le insegne della Stagione 2018-2019 de La Grande Prosa & Teatro Circo organizzata dal CeDAC – nell’ambito del Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna.

Sotto i riflettori – nel ruolo dell’ingenioso hidalgo innamorato dei libri e diventato cavaliere errante per amore di un ideale – Alessio Boni (volto noto e amatissimo del grande e del piccolo schermo, da “La donna del treno” di Carlo Lizzani e “Incantesimo”, a “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana e “La bestia nel cuore” di Cristina Comencini, fino ai recentissimi “La compagnia del cigno” di Ivan Cotroneo e “Il nome della rosa” di Giacomo Battiato – nonché attore di teatro, diretto da maestri come Peter Stein, Luca Ronconi e Giorgio Strehler) accanto all’attrice turca Serra Yilmaz, musa di Ferzan Özpetek, artista eclettica, raffinata interprete teatrale e cinematografica nonché vocalist per gruppi musicali come Baba Zula e Islak Kopek, che presta volto e voce al fido scudiero Sancho Panza – giovane contadino simbolo di purezza di cuore la cui saggezza di matrice popolare contrasta con la “lucida follia” di Don Chisciotte.

Alessio Boni. Foto Andrea Ciccalè

Nel cast dello spettacolo – prodotto dalla compagnia Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo – anche Marcello Prayer (che ha condiviso spesso la scena con Alessio Boni, dai progetti nel segno di Cesare Pavese e Pier Paolo Pasolini a spettacoli come “I duellanti”) oltre a Francesco Meoni, Pietro Faiella, Liliana Massari, Elena Nico e a Nicolò Diana (che “anima” il cavallo Ronzinante); le scenografie sono di Massimo Troncanetti, i costumi di Francesco Esposito, il disegno luci di Davide Scognamiglio e le musiche di Francesco Forni, la drammaturgia “collettiva” porta le firme di Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Marcello Prayer e Francesco Niccolini.

La pièce narra le strabilianti avventure di un eroe fuori dal tempo il cui spirito, infiammato dalla lettura dei poemi cavallereschi e insofferente alle regole e alla routine di una tranquilla esistenza in un paesino della Mancia, anela a epiche imprese degne degli antichi guerrieri in armatura: abbandonata la sua dimora il nobiluomo Alonso Chisciano affronta il vasto mondo, andando incontro a pericoli sconosciuti, in cerca di avversari con cui mettere alla prova il suo valore.

Il visionario cavaliere si imbatterà in temibili “nemici” – in un avvincente racconto per quadri sulla falsariga del capolavoro di Cervantes – dall’immancabile battaglia contro i mulini a vento che egli scambia per spaventosi “giganti” ai più o meno fortunati incontri, tra apparizioni di dame e feroci duelli, in cui immerso nelle sue fantasie il protagonista mostra, a dispetto di tutto, nonostante le sconfitte e le cadute – e le beffe e lo scherno degli astanti – il suo immenso coraggio.

Il segreto di Don Chisciotte è forse in quella singolare miscela di temerarietà e innocenza, in quel suo sguardo da eterno sognatore capace di reinventare la realtà plasmandola a misura delle sue ambizioni – egli aspira alla (meritata) gloria dei grandi eroi del passato, persegue ideali come la giustizia, soccorritore dei deboli e liberatore di prigionieri, salvatore di dame in pericolo dedica tutte le sue mirabili gesta all’incantevole Dulcinea del Toboso. La sua anima guerriera non teme di misurarsi con i mostruosi “giganti” e pur sconfitto dalle pale rotanti di un mulino, ingloriosamente battuto da un perfido meccanismo, egli non si arrende, e ancora si cimenta contro un intero esercito (formato ahimè di pecore, suscitando lo sdegno e la reazione dei pastori), scorge dentro una carrozza l’improbabile prigioniera di un incantesimo mentre un teatrino diventa opera di “demoni”, ma pur nelle sue stravaganze e nelle sue indubbie allucinazioni egli persiste – fino in fondo – con una sua profonda coerenza.

Serra Yilmaz

Nel suo anacronistico inseguimento di un ideale irraggiungibile, l’hidalgo incarna con la consapevole e necessaria “follia” degli eroi il vero coraggio, che non consiste nell’ignorare il rischio ma nel fronteggiarlo ben sapendo che il fallimento è dietro l’angolo, ma che non basteranno le sconfitte a spegnere la sete di giustizia e di verità. Il romanzo di Miguel de Cervantes Saavedra – tra i capolavori della letteratura mondiale tocca differenti registri – dal comico al drammatico, dallo stile epico a quello picaresco – in un vivace affresco della società spagnola e europea tra Cinquecento e Seicento in cui si riscontrano caratteri e comportamenti umani – anzi fin troppo umani – ravvisabili in ogni epoca.

“Don Chisciotte” è un perfetto eroe post-moderno – una creatura dell’immaginario sospesa tra vita e sogno, un uomo capace di guardare oltre le apparenze e decostruire e ricostruire la realtà – sfidando il dolore e perfino la morte per dare un significato alla propria esistenza. La pièce ripropone l’amletico dilemma dell’essere o non essere, combattere pur sapendo che tutto condurrà a un’inevitabile fine o rassegnarsi davanti alla malvagità e ai “colpi della sorte” – in una mise en scène “lirica” e coinvolgente, che riflette la complessità e ricchezza dell’opera letteraria. La storia del “Cavaliere dalla Trista Figura” riemerge dalle pagine – e dalla memoria – per proiettarsi in una dimensione onirica e a tratti grottesca, tra verità e invenzione – ironia e poesia.

Oltre la Scena – I Pomeriggi della Fondazione: incontro con gli artisti venerdì 5 aprile alle 17.30 nella sala conferenze della Fondazione di Sardegna in via San Salvatore da Horta n. 2 a Cagliari: la parola ai protagonisti – Alessio Boni e Serra Yilmaz con la compagnia – per un ideale viaggio dietro le quinte e per una riflessione sul potere evocativo del teatro e sul rapporto tra arte e società- ingresso libero (fino a esaurimento posti).

INFO & PREZZI

Biglietti: Primo settore: intero 35 euro – ridotto 27 euro; Secondo settore: intero 30 euro – ridotto 22 euro; Loggione – posto unico 15 euro; Biglietti pomeridiana intero 16 euro – ridotto 12 euro.

Per informazioni e prenotazioni:
Cagliari – Teatro Massimo: La Biglietteria del Teatro Massimo di Cagliari sarà aperta nelle sere di spettacolo a partire dalle ore 17 (e dalle 15.30 per la pomeridiana). info: cell. 345.9515704 – 345.4894565 – biglietteria@cedacsardegna.itwww.cedacsardegna.it

Prevendite: BoxOffice-Sardegna e – online su www.vivaticket.it