A seguito dell’interruzione immotivata di tutti i controlli in follow up delle pazienti oncologiche e di altri pazienti, da parte della AOU e ATS di Sassari, il movimento Donne Libere in Lotta per il Diritto alla Salute si interroga con grande apprensione sul futuro della propria e altrui salute.

Pubblichiamo di seguito la lettera scritta dalla portavoce Luana Farina.

Come pazienti oncologiche e portavoce delle tante donne e uomini che ci segnalano i molti disservizi riscontrati in questi due ultimi mesi della sanità pubblica sassarese, vogliamo ancora una volta manifestare il nostro profondo dissenso e grandissima preoccupazione riguardo l’interruzione, a seguito dell’emergenza Corona Virus, che a noi è parsa arbitraria, da parte delle Direzioni Sanitarie AOU e ATS di Sassari.

Molte di noi pazienti oncologiche senologiche e tante altre persone, dalle quali abbiamo ricevuto continue segnalazioni e proteste, abbiamo vissuto in prima persona la più grande delle discriminazioni come pazienti oncologiche e non solo.

Infatti pur avendo garantito le terapie oncologiche e radiologiche, che hanno slittato solo di pochi giorni, sono state invece bloccate, e rimandate a data da stabilirsi, le visite di controllo programmate in Follow Up della SMAC: ecografie, visite cardiologiche, ginecologiche, controlli radiologici, interventi chirurgici e controlli strumentali per il carcinoma mammario, screening seno, utero, colon e tutto ciò che riguarda la prevenzione sia della malattia, sia delle recidive.

Stesso destino è toccato a tante persone affette da altre gravi patologie cardiache, polmonari, renali ecc. Interi reparti aperti solo ai ricoverati e sbarrati per noi! Spesso l’abbiamo scoperto presentandoci ai controlli o telefonando, perché nessuno ci ha avvisato!

Va da sé che se non ci ammaleremo di Corona Virus potremo ammalarci, o ricadere nella precedente malattia o in nuove anche peggiori, a causa dei mancati controlli!

Sappiamo dalla cronaca che queste gravi criticità sono comuni ad altre strutture pubbliche sanitarie sarde, ma come mai non lo sono state proprio in quelle regioni a grave rischio contagio, Lombardia e Veneto, in cui in questi due mesi i controlli di tutte le pazienti e i pazienti a grave rischio: oncologici, cardiopatici, diabetici, nefrologici, con insufficienza respiratoria grave, sono stati garantiti?

Ovviamente per garantire la sicurezza reciproca operatori- pazienti, è stato fatto a tutti prima il tampone o il test sierologico e i controlli ematici necessari.

Ci domandiamo, e lo domandiamo alle Direzioni Sanitarie competenti, come mai a Sassari e in Sardegna non sia stato seguito lo stesso protocollo invece che abbandonare i pazienti allo sconforto e alla paura di un incerto domani!

Infine, se non si profili, nella negazione di un diritto alla salute e alle cure (NON SOLO PER IL CORONA VIRUS) e in questa immotivata interruzione di pubblico servizio essenziale, un abuso da parte dei vertici, ai quali chiediamo conto di ciò che sta succedendo, che speriamo ci rispondano immediatamente e in maniera soddisfacente.

Diversamente sarà compito di chi preposto, verificare la legittimità delle decisioni prese sulla nostra pelle.

Movimento Donne Libere in Lotta per il Diritto alla Salute • Fèminas in Lùta pro su Deretu a sa Salude. Noi che non aspettiamo l’8 Marzo