«Esiste uno stretto legame fra il 25 aprile e la continua lotta contro le diseguaglianze, le sopraffazioni, lo sfruttamento. Perciò nel ricordare la Resistenza non ci può essere nessuna ritualità, nessuno stanco adempimento di un cerimoniale. Solo una modalità di riflessione consapevole e collettiva può ben rappresentare la forma ideale per ricordare la tragedia che il popolo italiano ha vissuto».

Queste le parole del sindaco di Sassari Nicola Sanna nel discorso che ieri mattina ha rivolto alle cittadine e ai cittadini riuniti in piazza del Comune per l’anniversario della Resistenza.

«Alla liberazione dell’Italia dalla dittatura – ha continuato – si arrivò grazie al sacrificio di tante ragazze e ragazzi che, pur appartenendo a schieramenti politici differenti, si sono voluti chiamare con un solo nome: Partigiani. E ha poi puntato l’accento sulla necessità di tenere viva, oggi, la memoria della Liberazione, di renderla attuale: «a quelle ragazze e a quei ragazzi il Comune di Sassari ha voluto intitolare una piazza, all’ingresso della città, a rappresentare l’ingresso in una città aperta, libera, democratica, antifascista».

E della necessità di mantenere viva la memoria del nostro passato ha parlato anche il commissario straordinario della Provincia di Sassari Guido Sechi. «In un tempo in cui si riaffacciano, senza vergogna e in modo inquietante, xenofobia e razzismo – ha detto – assistiamo preoccupati a un imbarbarimento del dibattito politico e culturale a cui occorre rispondere con fermezza», per poi parlare della nuove generazioni: «I nostri giovani sembra non abbiano dimenticato il profondo sentimento di giustizia sociale e di riscatto per le future generazioni tracciato dai principi della nostra costituzione».

Giovani generazioni rappresentate da Alessandro Cossu, studente che ha preso parte al progetto dell’Arci “Viaggi della Memoria. Promemoria_Auschwitz”. Ha sottolineato che «le azioni devono essere guidate dalla sensibilità e dal rispetto per il bene collettivo», perchè, come ha detto la presidente provinciale dell’Anpi Caterina Mura, «il male peggiore è l’indifferenza. Bisogna saper utilizzare la lezione del passato per leggere il presente».

Un concetto che ritorna anche nei momenti musicali e teatrali che hanno accompagnato i festeggiamenti odierni. Hanno ricordato le persone cadute durante la lotta partigiana Michelle Kramer, Puccio Savioli e Maria Paola Cordella del Theatre en vol, che hanno coinvolto il pubblico nella performance “Tracce ripercorrendo la memoria di…”, mentre Silvia Pilia ha dato voce a un canto di resistenza, I ribelli della montagna e Luana Mulas ha raccontato la storia di Renata Viganò, infermiera, scrittrice, staffetta e partigiana nella guerra di resistenza.

A chiudere la cerimonia, dopo la deposizione delle corone d’alloro presso la lapide commemorativa nel cortile di Palazzo Ducale è, come di consueto “Bella Ciao”, canto della ribellione, della libertà, canto simbolo della Resistenza italiana, suonato dalla Banda “Città di Sassari”.