Ventisei fotografie per la maggior parte in bianco/nero, per immergersi in una Parigi contemporanea e del tutto inedita. L’artista Mario Pischedda torna allo Spazio Domo de Arte di Sassari, dopo la presentazione del suo ultimo libro “Fare e dimenticare”, con una sorprendente serie di immagini scattate nei suoi più recenti soggiorni nella capitale francese. L’esposizione sarà inaugurata nello Spazio di via Capo d’oro, 8, il 24 maggio alle 18.30 e potrà essere visitata tutti i giorni dalle 18.00 alle 20.00, esclusa la domenica, fino al 31 maggio.

Una mostra fotografica è per Mario Pischedda un evento più unico che raro, non perché la sua attività sia limitata, tutt’altro: la sua produzione è fluviale ma passa perlopiù attraverso i social network, dove Pischedda pubblica le sue fotografie che scatta senza soluzione di continuità, per poi rimuoverle poche ore dopo.

Un modo di divulgare la sua arte eccentrico, come del resto è per i suoi libri, performance, corto e lungometraggi, interviste, performance e tutto quanto l’artista di stanza a Tempio Pausania produce, senza prevedere mai forme canoniche per dialogare con il suo pubblico.

Perciò “Parigi non finisce mai” – titolo della mostra tratto da una frase di Hemingway in Festa mobile, poi ripresa dallo scrittore Enrique Vila-Matas – è un evento unico e imperdibile per i fan ma anche per chi non conosce Pischedda. Le immagini, stampate in uno splendido bianco/nero, alcune anche a colori, oltre che un omaggio alla Ville Lumière – che Pischedda ama per il senso di libertà che gli ispira e per quella douceur de vivre per cui è nota e amata nel mondo – rappresentano un tributo ai grandi street photographer come Doisneau e Cartier-Bresson.

E, ai grandi della fotografia del ‘900, Pischedda può senz’altro accostarsi senza timori reverenziali. Le sue immagini hanno uno stile autoriale molto forte con il valore aggiunto di essere contemporanee e di fissare in un istante emblematico, con freschezza e ironia, il fluire della vita nelle strade e piazze di una città che ancora non smette di affascinare.

Dunque un evento eccezionale per un artista che non espone a Sassari dalla fine degli anni ’90 e che negli ultimi anni ha prodotto solo un’altra mostra fotografica similare – la serie My Muse esposta a Londra nel 2017 alla Pocko Gallery – ma anche per lo Spazio Domo de Arte, diretto dall’artista Francesco Zolo; un luogo che si conferma come vivace e interessante punto di divulgazione per una serie eterogenea di artisti, accomunati solo dalla qualità della loro opera.