Si svolgerà presso il C.C.S. Borderline in via Rockfeller a Sassari il 22 febbraio 2020 l’evento creato per celebrare l’indipendenza del Gambia e presentare la neonata associazione gambiana in Sardegna, racconta il presidente dell’associazione Osman Fatty.

I cittadini gambiani, residenti in Sardegna, considerati i problemi che ognuno di loro affronta in Italia, hanno deciso di formare un’associazione senza fini di lucro denominata Gambia Society in Sardinia.

L’associazione si propone di sostenere e collaborare con ogni istituzione italiana attraverso iniziative per facilitare l’inserimento dei Gambiani membri nel sistema socio-economico italiano e nelle strutture produttive.

Avrà lo scopo anche di presentare e diffondere i valori e le tradizioni del popolo gambiano nonché sostenere e aiutare i connazionali nei momenti di difficoltà e nel processo di inserimento e integrazione.

“Non è facile, ma grazie alla buona volontà e all’impegno dei soci, siamo cresciuti, pronti ad affrontare questa avventura. Anzi pronti ad affrontare mille avventure simili.

Noi abbiamo fiducia nel futuro e abbiamo il coraggio. Quindi ce la possiamo fare”, racconta ancora Osman Fatty.

In futuro l’associazione organizzerà eventi di promozione sociale e solidarietà per le persone che sono iscritte regolarmente nell’Associazione Gambiana. La sua attività si svolgerà in grande parte con finalità di solidarietà sociale nel campo dell’assistenza senza alcuna discriminazione ideologica, culturale e religiosa.

L’azione educativa e formativa, nonché l’attività occupazionale, è svolta tramite le prestazioni offerte da personale qualificato e dal supporto di operatori volontari formati.

“Elemento fondamentale della nostra offerta educativa sarà il Progetto di vita: anche le persone con difficoltà dovute a traumi, scarsa scolarizzazione, disabilità come tutte le persone, hanno desideri e sogni ma soprattutto talenti. Vogliamo partire da questo presupposto e valorizzare questi talenti affinché la persona che parte da una condizione svantaggiata, diventa una risorsa per la comunità di cui fa parte. Per fare ciò occorre partire da un progetto educativo personalizzato che tenga conto delle capacità di queste persone.
La nostra intenzione è di collaborare con le altre associazioni di volontariato, culturali, di promozione sociale del territorio in modo da promuovere l’accesso ai servizi e ai progetti attivi a favore sia dei nostri soci che delle altre persone.
Infatti abbiamo già avviato una collaborazione con l’ONG Minevaganti che ha portato la possibilità per alcuni ragazzi della nostra associazione di partecipare ai percorsi di formazione all’estero. E allo stesso tempo nostri ragazzi hanno portato il loro contributo al progetto.
Grazie alla collaborazione con il Movimento Omosessuale Sardo, possiamo oggi celebrare questa giornata.
Dunque questi sono solo pochi esempi che dimostrano che insieme possiamo fare tante cose.
Ci tengo a ringraziare anche i rappresentanti delle altre associazioni che hanno apportato il loro contribuito oggi. In particolare la professoressa Ninni Tedesco dell’associazione del DOMO DE TOTUS che ha porterà la sua testimonianza spiegandoci alcuni aspetti fondamentali della cultura sarda e il rapporto con l’Africa e Liliana Pais dell’associazione Alisso Onlus che ha coordinerà le esposizioni”.