La Dinamo Banco di Sardegna si aggiudica anche gara-2 dei quarti di finale playoff scudetto di basket, al PalaSerradimigni. La squadra di coach Gianmarco Pozzecco si è imposta per 106-97 sulla Happy Casa Brindisi e potrà giocarsi il primo “match-point” per l’accesso alla semifinale dopodomani, quando la serie si trasferirà al PalaPentassuglia di Brindisi.

Partenza lanciata degli ospiti che, dopo 2′ di gioco, erano avanti 9-0. Il Banco rispondeva con un contro-parziale di 12-0, firmato da Cooley, Carter, Pierre e Smith, che valeva il 12-9 a 4’52” dalla prima sirena. Dopo un botta e risposta era ancora Brindisi a provare ad accelerare, trascinata da Moraschini e Banks. A 2’15” dal 10′ il tabellone diceva 20-14 per i pugliesi. Carter prendeva per mano i suoi, ma era poi Spissu, con due triple una delle quali da distanza siderale, dopo pochi passi dalla linea di metà campo, a riportare i biancoblù di casa a ridosso degli avversari, sulla prima sirena (25-26).

Polonara e Thomas dettavano i ritmi al match in avvio di seconda frazione e la Dinamo tornava a condurre. Per la Happy Casa faceva tutto Banks e, a 5’39” dall’intervallo, il punteggio era in perfetta parità, 38-38. E la prima parte di gara terminava con un punto a punto (49-47).

Al rientro in campo la musica non cambiava e la partita restava vibrante e combattuta. Erano poi Thomas, Pierre e Polonara a sbloccare la situazione, con Spissu che, poi, segnava il massimo vantaggio casalingo, sul 74-65 a 1’13” dalla terza sirena. Brindisi non mollava e chiudeva il quarto con un parziale di 5-0 firmato Greene e Chappell.

Ed era proprio Chappell a cercare di tenere a galla i suoi anche all’inizio dell’ultimo periodo. Banks segnava il sorpasso ospite sul 77-76, si andava avanti per un po’ tra parità e alterni, risicati vantaggi, poi il Banco piazzava la zampata decisiva. Polonara, poi un ottimo Gentile, Cooley e Pierre con due triple consecutive, e la Dinamo volava nuovamente sul +9, 96-87, a 3’27” dalla fine della gara. Banks e Moraschini spremevano le ultime forze, ma Gentile, Polonara, Spissu e Thomas spegnevano le loro speranze.

Gianmarco Pozzecco. Foto Luigi Canu