L’apertura di uno spazio culturale è qualcosa che arricchisce tutta la comunità e Sassari, in questo periodo, appare particolarmente proficua da questo punto di vista. Facciamo una sintetica carrellata – non esaustiva – dei luoghi che offrono la possibilità di partecipare a diversi eventi culturali, ad iniziare dal centro.

All’inizio di via Mercato, in un quartiere che da sempre ospita locali cosiddetti “alternativi” troviamo il Quod Design che si presenta con una formula che sembra ispirata dalla Camden Town più vintage di Londra: si può bere un caffè o una birra artigianale e subito dopo curiosare nell’angolo dedicato al mondo dell’artigianato, della sartoria originale e del design auto-prodotto. La mission è quella di far interagire persone e idee, grazie anche ad un’area dedicata al coworking. Gli eventi proposti spaziano dalle presentazioni di libri agli spettacoli teatrali; dalle mostre fotografiche ai concerti tenuti da band proponenti musica originale. Un vero e proprio luogo di variegata fruizione culturale, dove il contesto informale permette di attirare categorie di persone che difficilmente sarebbero interessate a frequentare luoghi “standard” come librerie e teatri.

Quod Design

Continuando a perlustrare il centro storico, in via Cetti – storica traversa di Corso Vittorio Emanuele già famosa per l’esposizione perenne di quadri a cura della galleria d’arte Gabrieli – troviamo Sa domo de totus – la prima casa del popolo e della cultura di Sassari: un luogo che parte con l’ambizione di diventare, come dice il nome stesso, una “casa comune” in cui mettere in connessione l’intera società, dove la solidarietà funge da collante. Dietro a questo spazio autogestito c’è un progetto che mira a stimolare l’impegno collettivo e politico, nel senso più nobile del termine, e soprattutto a creare occasioni di discussione su temi di importanza mondiale, spesso partendo dal locale, quali possono essere l’ambiente e l’emergenza climatica, l’immigrazione e le problematiche ad essa connesse, le questioni legate alla presenza dei poligoni militari. In pochi mesi dalla sua nascita “Sa domo” ha messo in piedi un corso di sardo, un gruppo di acquisto anticoloniale e solidale, uno sportello di supporto psicologico e ospitato già una trentina d’iniziative culturali e dibattiti.

Sa domo de totus

Fuori dal centro, in via Porcellana, troviamo lo Spazio Bunker, sede di due associazioni: la storica compagnia teatrale Meridiano Zero, nata ventiquattro anni fa, e l’associazione culturale 4 cani per strada, collettivo formato da fotografi, registi, documentaristi, sociologi. L’idea alla base del progetto è quella di creare un luogo di discussione tra le realtà artistiche presenti nel territorio e i cittadini che costituiscono solitamente il pubblico. Lo “Spazio Bunker” ospita proiezioni teatrali e cinematografiche, presentazione di documentari, cortometraggi e altro ancora. Quello che contraddistingue queste iniziative è il fatto che ogni evento è preceduto da una presentazione e seguito da un dibattito che coinvolge autori e spettatori, resi parte attiva, in un contesto piuttosto riservato (la sala può ospitare al massimo trentacinque persone). Attraverso la realizzazione di piccoli spettacoli, il “Bunker” ambisce a far emergere un sottobosco di artisti che incontra difficoltà a portare avanti delle iniziative che non hanno finalità commerciali; si offre inoltre come luogo alternativo per sopperire, per quanto possibile, alla difficoltà di accesso, non soltanto economica, relativa agli spazi comunali. Un contributo culturale senza dubbio apprezzabile.

Spazio Bunker

Un’altra realtà da tenere sott’occhio è la neonata APP – Atelier di Poesia Popolare, con sede in via Principessa Jolanda: una APP da visitare e non da installare, uno spazio basato sul principio della cooperazione e della creatività che ospita la prima biblioteca poetica internazionale della Sardegna; sede operativa del PLICS, Premio Letterario Internazionale Città di Sassari e della Lùdo Edizioni. Tante le iniziative in via di definizione, correlate principalmente al mondo dell’editoria: laboratori teatrali, di scrittura, di lettura creativa, di poesia e improvvisazione poetica.

Al di fuori di questi elencati, è facile scoprire in città spazi commerciali pubblici che non disdegnano di unire la cultura all’offerta del semplice svago, ospitando installazioni artistiche, mostre e mettendo a disposizione libri in consultazione gratuita. Luoghi dove gustare un aperitivo diventa l’occasione di assistere a interessanti eventi.