L’impegno delle giornaliste e dei giornalisti verso un linguaggio antidiscriminatorio nei media della Sardegna si sta sviluppando in un programma organico di studio e approfondimento. Nel corso del pomeriggio formativo organizzato dall’Odg Sardegna e da Giulia Giornaliste Sardegna, verrà proposto un excursus sulle tappe dell’evoluzione del linguaggio ieri e oggi, con le posizioni dell’Accademia della Crusca espresse dalla presidente emerita Nicoletta Maraschio. “La storia dimostra che la lingua può essere non solo specchio ma anche motore del cambiamento. I tre più importanti fattori che stanno alla base dei mutamenti linguistici contemporanei, riscontrabili non solo in Italia ma in tutto il mondo, sono (secondo gli studi più accreditati) la globalizzazione e i fenomeni migratori ad essa connessi, i nuovi modi di comunicare tramite web e la presenza attiva delle donne nella società, spesso con ruoli pubblici rilevanti – spiega Nicoletta Maraschio – Vale la pena di chiedersi perché il rispetto del linguaggio di genere, non discriminatorio cioè nei confronti delle donne, susciti tante polemiche e tante reazioni contrarie”.

La discriminazione nel linguaggio di genere non è solo una semplice questione grammaticale ma un più complesso problema di sensibilizzazione sociale e culturale. Analizzerà questo aspetto il professore ordinario di linguistica dell’Università di Cagliari Massimo Arcangeli, mentre la giornalista Rai Claudia Stamerra, Giulia giornaliste, attraverso un focus sulla Germania, valuterà l’evoluzione europea della problematica. Il modo in cui utilizziamo parole e immagini contribuisce a consolidare schemi e stereotipi, oppure a contrastarli. Elisabetta Gola, docente del Dipartimento di Pedagogia, Psicologia e Filosofia dell’Università di Cagliari, mostrerà cosa accada quando i segni di cui ci serviamo veicolano metafore e come l’efficacia si rafforzi quando si crea un’alleanza tra canale visivo e verbale. Gli “Stereotipi e linguaggi del dominio maschile” saranno, invece, l’oggetto dell’intervento della professoressa del Dipartimento di Storia Romina Deriu (nella data sassarese del 16); sarà, invece, la professoressa Daniela Virdis, del dipartimento di Umanistica dell’università cagliaritana, ad analizzare quanto, nei personaggi femminili e postfemministi dei media contemporanei, attraverso la funzione discorsiva dell’ironia, si possano celare rappresentazioni femministe radicali o un sistema di valori patriarcale (il 17 a Cagliari).

Il corso si svolgerà dalle 14.00 alle 17.00 a Sassari e a Cagliari, rispettivamente il 16 maggio allUniversità di Sassari, Dipartimento di Storia, Scienze dell’uomo e della formazione, e il 17 maggio allUniversità di Cagliari – Aula Capitini – corpo aggiunto – Sa Duchessa, in piazza d’Armi, e darà diritto a 3 crediti formativi.

A Sassari sarà il Direttore del Dipartimento di Storia, Scienze dell’uomo e della formazione Marco Milanese a introdurre il pomeriggio formativo; il corso sarà moderato da Daniela Scano, giornalista de La Nuova Sardegna, presentato da Susi Ronchi, coordinatrice Giulia giornaliste Sardegna e Erika Pirina vicepresidente dell’Odg Sardegna, Giulia giornaliste.

La data cagliaritana, invece, grazie alla collaborazione con l’Università di Cagliari è inserita anche nel calendario delle iniziative “25 Novembre tutto l’anno” e sarà la Rettrice Maria Del Zompo a dare avvio al pomeriggio. Il corso sarà moderato da Roberta Celot, responsabile Ansa Sardegna, vicecoordinatrice Giulia giornaliste, presentato da Susi Ronchi coordinatrice Giulia giornaliste Sardegna e Daniela Paba rappresentante dell’Odg Sardegna, Giulia giornaliste.