Domenica 13 novembre avrà a luogo a Sassari, in Piazzale Segni, una seconda manifestazione  per esprimere pacificamente il dissenso nei confronti dei circhi che basano la propria offerta di intrattenimento sullo sfruttamento animale. Il presidio è stato ideato dal comitato spontaneo riunitosi attorno al frequentatissimo gruppo Facebook “No al Circo con animali Sassari e provincia”, un appello mediatico a cui hanno prontamente risposto numerosi cittadini e  rappresentanti delle associazioni animaliste operanti a Sassari e dintorni, suscitando un vivace dibattito sul social network.

Il 28 ottobre, giorno dell’inaugurazione degli spettacoli, un primo corteo aveva accolto il circo “Darix Togni”, il quale vanta nei suoi manifesti pubblicitari la presenza di oltre cento animali all’interno delle proprie strutture itineranti. Lo scopo di questo secondo raduno non sarà esclusivamente quello di riunire coloro che trovano anacronistica e diseducativa la riduzione dell’animale esotico a oggetto di divertimento per grandi e piccini, negandogli basilari necessità etologiche, ma avrà l’intento di dimostrare che un altro tipo di intrattenimento è possibile e lo farà coinvolgendo, dalle 17 alle 20, artisti di strada, giocolieri e proponendo attività di animazione rivolte ai bimbi.

Un’occasione gioiosa per riflettere, discutere e informarsi rispetto alle possibilità di diffusione di una diversa cultura, che promuova tra le generazioni più giovani il rispetto per le altre specie viventi e il riconoscimento in esse di individui capaci di provare ed esprimere sofferenza fisica ed emotiva, soprattutto se sottoposti a una routine che nega loro la soddisfazione di esigenze sociali e comportamentali. Secondo gli organizzatori dell’evento, la conoscenza del mondo animale può infatti rivelarsi un’importante esperienza educativa per i più piccoli, rendendoli in grado di comprendere il valore dell’alterità. Valore che però viene meno nel momento in cui viene addotto come naturale e positivo un modello che vuole la riduzione di altri esseri viventi a meri strumenti, sfruttati a fini di lucro dall’industria dello spettacolo.

Un messaggio che ha animato anche un’altra importante iniziativa del movimento sassarese “No al circo con gli animali”: un documento inoltrato al Provveditorato agli Studi di Sassari e ai Circoli Didattici e sottoscritto dalle associazioni ENPA (Sezione di Sassari), Amici di Maia, LIDA (sezione di Sassari), Fuori di Zampa, A-Mici di Matisse, Impronta sul cuore, Le Gatte Matte, Noi e gli altri, Qua la Zampa, Zoe Progetto Antispecista. Oltre a porre l’attenzione sulle problematiche causate agli animali dalla cattività, dallo stress derivato dai continui spostamenti, dall’imposizione di pratiche educative coercitive e dal mancato rispetto dei loro bisogni etologici, ulteriore finalità della missiva è quella di disincentivare gli alunni a visitare giardini zoologici e circhi, e incoraggiare i docenti a promuovere la conoscenza degli animali selvatici solo all’interno del proprio habitat naturale favorendola attraverso libri e documentari poiché: “Spesso si considerano gli zoo e i circhi come istituzioni che svolgono il compito di educare il pubblico alla conoscenza della fauna selvatica. Ma conoscere, rispettare e apprezzare i comportamenti degli animali selvatici diventa impossibile se essi sono soggetti alla prigionia e all’umiliazione.”

Dello stesso parere sono alcuni specialisti del benessere animale che hanno aderito alla causa rilasciando alcune dichiarazioni al riguardo. Valentina D’angelo, medico veterinario esperto in comportamento animale, afferma: “Imparando il rispetto per un elefante, una tigre, una scimmia che  rappresentano l’Altro da sé, con le loro caratteristiche ed esigenze differenti, i loro comportamenti peculiari, organi di senso che sono finestre sul mondo diverse, in grado di dare una diversa lettura della realtà, il bambino impara il rispetto per l'”altro” umano. Impara ad ascoltare l'”altro” (chiunque sia) senza pregiudizio, a comprenderlo. E si arricchisce.”

Anche Sabrina Porcu, presidente dell’associazione Annestru ed educatore cinofilo SIUA, sottolinea come “I bambini dovrebbero conoscere questi animali affascinanti attraverso i libri, guardando i documentari che li mostrano per quello che sono e coltivando il desiderio di poterli andare a vedere, un giorno, liberi nel loro ambiente di vita. Se parliamo invece esclusivamente degli animali, è impossibile credere che il soddisfare i bisogni essenziali, quali cibo, acqua e riparo dalle intemperie, possa bastare per rendere la loro vita degna di essere vissuta. Convivenza in spazi ristretti tra prede e predatori, separati da pochi metri, viaggi di centinaia di chilometri in gabbie, senza la possibilità di scegliere quando sgranchirsi le zampe, costrizione nel partecipare a spettacoli all’interno di un tendone con musica assordante e luci innaturali, sono i punti sui quali dibattere per fare in modo che, nel 2016, questa ridicolizzazione dell’altro possa finalmente cessare.”

 

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