La Dinamo Banco di Sardegna Sassari interrompe la striscia di quattro sconfitte consecutive espugnando il difficile campo della Segafredo Virtus Bologna. Nella nona giornata di andata della Serie A di basket, la squadra di coach Esposito si è imposta con il punteggio di 86-74.

Inizio di gara caratterizzato da un Punter assolutamente “on fire”. L’atleta della Virtus segnava con incredibile continuità e la formazione bianconera prendeva da subito un buon vantaggio, portandosi sul 10-2 in poco più di 3′ di gioco. Smith provava a scuotere i suoi, ma Bologna era decisamente più precisa. A 3’15” dalla prima sirena, ancora Punter segnava il massimo vantaggio, sul 23-12, poi il duo Polonara-Pierre faceva chiudere il quarto alla Dinamo in rimonta (25-18 per Bologna).

Ancora Pierre, insieme a Bamforth, permetteva al Banco di proseguire il proprio recupero. Ora la Dinamo appariva più concentrata. A 7’08” dall’intervallo Cooley metteva a segno il 28-29, ma Bologna reagiva subito e ricacciava i biancoblù sul -7 (30-37 a 4’08” dalla fine del quarto). Bamforth indovinava poi una serie di triple che riportavano la Dinamo in scia e Cooley impattava sul 37-37 a 2’18” dalla seconda sirena. L’ennesima “bomba” di Bamforth dava al Banco il proprio primo vantaggio sul 40-37, prima che la frazione terminasse 43-42 per la squadra padrona di casa.

Al rientro in campo Bamforth era ancora caldissimo e la Dinamo rimetteva la freccia. Dopo un breve botta e risposta, il Banco allungava il passo. In una prova personale piuttosto grigia, “batteva un colpo” anche Petteway e Thomas firmava il +11, 66-55, quando mancavano 1’14” dalla fine del periodo. Ed al 30′ lo scarto era lo stesso, sul 69-58 biancoblù.

Ma la gara non era finita e Bologna aveva una reazione d’orgoglio in avvio di ultima frazione, con una fiammata di Punter, che riportava i suoi sul -2, 69-71, a 6’10” dalla fine del match. Prima Smith, poi il solito Bamforth ed il preziosissimo Cooley davano un nuovo strattone alla gara. A 2’49” dal termine, il tabellone diceva 80-69 per il Banco. La Virtus si aggrappava a Kravic e Aradori, ma la Dinamo non si disuniva e chiudeva la contesa sul massimo vantaggio.