Vietare gli assembramenti e potenziare l’uso massiccio della mascherina. Sono queste le basi su cui si fonda la nuova ordinanza firmata questa mattina dal sindaco Gian Vittorio Campus che, oltre a prorogare quanto disposto dalla precedente, reintroduce alcune prescrizione previste nei mesi scorsi e ne aggiunge altre, tutte in funzione del contrasto al diffondersi del coronavirus. Una decisione dettata anche dall’incremento di casi positivi sul territorio, che deve essere necessariamente bloccato, ancora di più in vista dell’apertura delle scuole. L’utilizzo delle mascherine è in grado di ridurre drasticamente la propagazione di goccioline da parte di individui infetti.

L’ordinanza è in vigore da oggi e fino a nuova disposizione. Prevede ancora l’obbligo «sull’intero territorio comunale di usare mascherine quali protezione delle vie respiratorie anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie, parchi) laddove per la natura, idoneità e caratteristiche fisiche di detti luoghi sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale, come fermate di mezzi pubblici, spazi antistanti esercizi commerciali, o uffici pubblici o di interesse pubblico». Il provvedimento ricorda anche che «l’utilizzo delle mascherine di comunità si aggiunge alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio (come il distanziamento fisico e l’igiene costante e accurata delle mani) che restano invariate e prioritarie».

L’ordinanza riporta e sottolinea alcuni obblighi a carico degli esercizi, come bar e ristoranti. Accorgimenti che in alcuni casi facilitano la tracciabilità delle persone che sono venute a contatto con un individuo infetto, e in altri riducono ulteriormente i rischi di propagazione del virus. «Nei locali adibiti alla ristorazione, quali ristoranti, trattorie, pizzerie, self-service, come pure all’interno di circoli privati per eventi con ristorazione anche solo occasionale, gli esercenti dovranno annotare in un registro il nominativo e il numero di cellulare di ogni cliente, sia di coloro che hanno prenotato che dei clienti occasionali. I suddetti elenchi dovranno essere tenuti a disposizione degli organi di vigilanza per 14 giorni» si legge nel provvedimento.

E ancora: «I tavoli dovranno essere allestiti in modo tale da assicurare costantemente il distanziamento non inferiore a un metro tra i clienti, a eccezione di persone abitualmente conviventi. Negli altri locali, adibiti prevalentemente alla somministrazione di bevande, quali bar, pub e, inoltre, nelle pasticcerie, nelle gelaterie e nelle rosticcerie, sia per quanto riguarda i clienti seduti ai tavoli, all’interno come all’esterno del locale, che per quelli che stazionano in piedi in prossimità di tavoli o dei banconi di mescita, deve essere rispettata la distanza interpersonale di almeno un metro, ad eccezione di persone abitualmente conviventi. In tutti i pubblici esercizi, in analogia a quanto disposto per gli istituti scolastici, in tutte le occasioni in cui, per il numero di presenze, si determini il rischio concreto per i clienti di poter avere contatti più ristretti a meno di un metro di distanza interpersonale, anche i clienti che fruiscono del servizio ai tavoli, posti sia all’interno che all’esterno, o dei banconi di mescita, dovranno indossare le mascherine protettive ad eccezione del momento in cui consumano alimenti e le bevande. Tali disposizioni hanno valore anche all’interno di circoli privati in cui si effettui attività di somministrazione per i soci». Mascherina obbligatoria sempre, dunque, a meno che non si sia conviventi, dove non è possibile mantenere la distanza di un metro, anche ai tavoli quando non si sta consumando. Obbligo costante di mascherina anche per tutto il personale che lavora in questo tipo di esercizi.

L’ordinanza ricorda poi che non possono essere usati «menù in formato cartaceo. Qualora non possano essere utilizzate modalità di consultazione online, potranno essere messi a disposizione della clientela menù in stampa plastificata o rivestiti da contenitori di plastica che dovranno essere sanificati dopo l’uso» e che è vietato, nei pubblici esercizi e in quelli che offrono servizi al pubblico, mettere a disposizione riviste.

Degli assembramenti saranno responsabili sia il legale rappresentante delle attività sia l’autore dell’illecito.

Inoltre «rimane ferma la sospensione all’aperto o al chiuso, delle attività del ballo che abbiano luogo in discoteche, sale da ballo e locali assimilati destinati all’intrattenimento o che si svolgono in lidi, stabilimenti balneari, spiagge attrezzate, spiagge libere, spazi comuni delle strutture ricettive o in altri luoghi aperti al pubblico».

Infine un passaggio sul corretto utilizzo della mascherina: «deve essere indossata correttamente, ovvero deve coprire dal mento al di sopra del naso: indossare irregolarmente la mascherina, come ad esempio tenerla sotto il mento equivale a non indossarla e configura inottemperanza alle prescrizioni imposte per contenere il diffondersi dell’emergenza epidemiologica».