Ha una storia ultracentenaria e nei suoi 3880 metri quadri di superficie ospita una vegetazione che merita di essere valorizzata mentre, tra i rami delle sue piante, hanno trovato casa numerose specie di uccelli stanziali e migratori. È considerato il quarto orto botanico di Sassari, situato tra via Pasquale Paoli e via Attilio Deffenu. Un’oasi di verde da salvare all’interno della città. Per questo alcuni cittadini riuniti in comitati e associazioni, nei giorni scorsi, hanno presentato al sindaco una petizione di 173 fogli con 2511 firme. La loro richiesta è quella di realizzare un giardino pubblico, attraverso l’acquisizione dell’area a patrimonio dell’amministrazione comunale.


L’area con l’approvazione definitiva del Puc a dicembre 2014 è stata vincolata a uso pubblico (S3) e per questo, dopo una campagna portata avanti dal 2008, adesso i comitati San Giuseppe, San Paolo-San Giuseppe e Ambiente Sassari, oltre alle associazioni Italia Nostra, Wwf, Fai e Studenti di Scienze naturali chiedono che, attraverso un concordato o un esproprio l’area diventi un giardino pubblico.

I Comitati nei giorni scorsi sono stati ricevuti dal primo cittadino al quale hanno consegnato una cartella con i 173 fogli firma.

«Si tratta di una iniziativa alla quale daremo il nostro supporto – ha detto il sindaco Nicola Sanna – e considerando che si tratta di un’area vincolata a uso pubblico, è possibile pensare di avviare una trattativa con la proprietà. L’idea da seguire è quella di utilizzare il nuovo strumento previsto nel nuovo Piano urbanistico, quello della perequazione che consentirebbe al Comune di acquisire le aree dando ai proprietari, che su quel terreno hanno un diritto edificatorio, la concessione volumetrica equivalente per poter edificare su un altro terreno di loro proprietà, con un aumento dell’indice fondiario volumetrico».

I comitati si sono impegnati a presentare al Comune un progetto di recupero dell’area che potrà essere realizzato dall’amministrazione.
Il progetto potrà essere utile anche nel caso in cui la trattativa tra Comune e privati dovesse portare alla necessità di un esproprio a fini di pubblica utilità.

I comitati che hanno organizzato la petizione fanno sapere che all’interno del giardino sono presenti tre grandi lecci, robinie, piante di alloro, bagolari, un esemplare di olmo, ornelli, un carrubo, un arbusto di fior d’angiolo, arbusti di viburno tino, esemplari di sanguinella, un fico d’india, un fico, esemplari di ailanto, piante del genere Prunus, rumex e acanto. È stata osservata, inoltre, la presenza di merli, pettirossi, fringuelli, verdoni, pigliamosche, cornacchie e altri uccelli stanziali e migratori.