Chiudono domani, domenica 30 agosto, i lavori del Cantiere teatrale di Progetti Carpe Diem, che per il venticinquesimo anno ha portato in Sardegna il grande teatro italiano di ricerca, in simbiosi con le piccole comunità della Marmilla per dare vita a quattro intense giornate di spettacoli, musica, laboratori e processi creativi in movimento.

La giornata conclusiva del Festival Cantiere comincia al mattino, quando a partire dalle 11:30 nel centro storico di Baradili andrà in scena “Ritratto di un Paese”, per la regia e drammaturgia di Gigi Gherzi, Franco Marzocchi, Giuseppe Semeraro, Simone Petrucci, con gli allievi del Cantiere di Lavoro Teatrale. Lo spettacolo, che riprende il tema di questa edizione del festival, vuole essere un’indagine sul senso di appartenenza e di estraneità, di isolamento e di collettività. Un concetto che nasce dall’incontro con le persone di una comunità e che allarga il proprio sguardo a una realtà più ampia e complessa, a un’idea concreta e meno convenzionale di Paese.

Il viaggio sonoro di Luca Mannutza è invece al centro dell’incontro delle 18, sul palco di eccezionale bellezza allestito nel bosco di Mitza Margiani (Villa Verde). Dall’improvvisazione allo standard jazz, dalla forma canzone alle composizioni originali, una storia raccontata tramite musica e accordi per piano solo, dal titolo Music around the world.  

A seguire, uno degli appuntamenti più attesi del Cantiere 2020, il concerto di due musicisti con storie diverse ma con un unico respiro e un’autentica visione dei poteri taumaturgici della musica: da un lato il mantice malinconico di Rocco Nigro, giovane protagonista del “Rinascimento salentino”, e dall’altro Redi Hasa, il maestoso violoncellista albanese che da molti anni gira il mondo con Ludovico Enaudi. Radici musicali che congiungono due sponde del Mediterraneo, evocando sonorità ancestrali che attingono dalla grande tradizione dei Balcani e del Sud Italia e la portano verso esiti molto vicini alle invenzioni e al clima della migliore musica contemporanea.  

Ma a calare il sipario su questa venticinquesima edizione sarà la terza e ultima tappa de La boutique del mistero, il percorso nel mondo letterario di Dino Buzzati nato dalla felice esperienza del Lavoratorio di Firenze, e che vede in scena alcuni dei più interessanti attori del panorama teatrale italiano: Giusi Merli, Silvia Paoli, Andrea Macaluso (che cura anche la regia), Alessandro Baldinotti e Daniel Dwerryhouse. Lo spettacolo sarà musicato dal vivo da Francesca Corrias, Filippo Mundula e Nicola Pedroni. Otto artisti sullo stesso palcoscenico a formare un mosaico di voci e suggestioni, in un dialogo costante con la bellezza delle parole di Dino Buzzati. 

Il Festival Cantiere è uno dei più longevi progetti culturali del panorama regionale, nato 25 anni fa nelle miniere di Montevecchio e organizzato – oggi come allora – da Progetti Carpe Diem, per la direzione artistica e organizzativa di Aurora Aru e Franco Marzocchi. Sempre attento alla qualità delle proposte, alle connessioni tra arte, ambiente e comunità, il Cantiere è il luogo in cui gli artisti dialogano e creano, in cui gli spettacoli si sviluppano o prendono forma, in cui le arti si contaminano dando vita a nuovi percorsi. 

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