Debutta stasera (sabato 28 settembre) alle 20 nel giardino della Biblioteca Comunale di Dolianova (in piazza Europa) “La bottega del babbo, la nuova produzione della compagnia Salto del Delfino, da anni impegnata nell’importante lavoro di divulgazione e accrescimento dell’attività culturale nell’intero Parteolla, attraverso il costante lavoro di studio, recupero e valorizzazione delle tradizioni locali. Nei medesimi spazi lo spettacolo verrà replicato il giorno dopo (domenica 29 settembre) e poi sabato 5 e domenica 6 ottobre alle 20, mentre il 3 e il 5 ottobre alle 10 ne verrà proposta una versione esclusiva per le scuole (a ingresso gratuito).

Il biglietto per gli spettacoli del 28 e 29 settembre e del 5 e 6 ottobre costa 5 euro, mentre è gratuito lo spettacolo mattutino del 3 e 5 ottobre dedicato alle scuole.

L’opera, tratta e adattata da un testo originale di Francesco Picciau, è diretta e interpretata da Nicola Michele, con la collaborazione musicale di Ivana Busu, il video mapping di Emanuele Mocci e la partecipazione del giovane Luca Meloni. Lo stesso Francesco Picciau ha curato, inoltre, la scenografia, valorizzata con alcuni strumenti di lavoro dell’epoca.

“La bottega di babbo”, partendo da un’esperienza autobiografica, racconta la storia di un bambino che cresce nella Dolianova a cavallo tra gli anni ’60 e ‘70. Il mondo del lavoro, la tradizione agreste, gli affetti familiari e il contesto sociale sono alcuni dei temi trattati, sviluppati e narrati attraverso gli occhi di un bambino che vive un’esperienza unica frequentando la bottega artigianale di calzoleria di suo padre: immerso tra gli strumenti del mestiere, avvolto dal profumo della colla e incuriosito dal continuo susseguirsi dei clienti. È questo il contesto in cui il bimbo fantastica e immagina dialoghi e relazioni tra le scarpe che stazionano nelle mensole della bottega, in attesa di essere riparate, e impersonando, ciascuna, fantasiosamente i propri legittimi proprietari.


Uno spaccato della Dolianova di quegli anni, quindi, raccontato in modo poetico e divertente, che porta lo spettatore a ricordare e conoscere meglio i personaggi del paese, le loro storie di vita, attraverso racconti che toccano il cuore.

Lo spettacolo è organizzato dalla Cooperativa Sociale Salto del Delfino, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna (Ass.to Pubblica Istruzione, Cultura e Spettacolo), con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Dolianova, in collaborazione con la Biblioteca Comunale di Dolianova. Info e prenotazioni attraverso WhatsApp al numero 393 887 9311.

Dal prossimo mese di ottobre, inoltre, la Compagnia Salto del Delfino riattiva i laboratori teatrali per adulti e bambini condotti dall’attore Nicola Michele. Per informazioni scrivere all’indirizzo mail ilsaltodeldelfino@tiscali.it o attraverso WhatsApp al numero 393 887 9311.

“C’era una volta a Dolianova, tra gli anni ’60 e ’70, La bottega di babbo – racconta Francesco Picciau, ricordando il suo vivo passato sul quale affonda le radici l’opera -, e grazie a questo testo per il teatro, arriva fino a noi la memoria del piccolo paese del Parteolla immerso nel verde dei vigneti e degli oliveti, nel quale convivevano poco più di seimila e cinquecento anime. Ricordo che ci si incontrava con gli amici nel piazzale della chiesa e si decideva tutti insieme di stare a giocare lì, tornare nel vicinato o andare da qualche altra parte. D’inverno, poi, nelle giornate fredde e piovose, mi capitava spesso di rifugiarmi nella bottega di mio padre, che faceva il calzolaio di fianco alla casa dove abitavamo. L’esperienza di crescita in provincia, dove il ritmo dello scorrere del tempo era cadenzato dal calore delle persone e dalla loro solidarietà, favorirono la crescita e il consolidamento dei rapporti umani, permettendomi, oggi, di tornare a guardare con gratitudine e sana nostalgia il mio passato. Un’importante testimonianza di quel periodo è fornita dalle fotografie sopravvissute, in bianco e nero, che contribuiscono a dare un senso corale al lavoro di recupero della memoria storica di un’intera comunità.

La fantasia infantile, si sa, permette di proiettarsi in mondi inesplorati e ricchi di sorprese: le scarpe, in quel periodo protagoniste del mio mondo, come dei personaggi dalla vita propria parlano e danno voce a personaggi come Danti, Chicchirichì, tziu Piricu; i gambali da cavallerizzo di Pineddu Lepuri si agitano sopra la mensola e le scarpette da calcio di Ulisse, Bastiano e Pino si divertono a palleggiare con una pallina fatta di cera e pece.
Persone e vissuti che probabilmente hanno dei punti in comune con la biografia di tanti uomini e donne, che creano una delicata empatia, sul confine tra la risata e una delicata lacrima di commozione.”