Associazione DONNE+DONNE, presenta “Covid19 – Cancro ogni anno” campagna di sensibilizzazione per il tumore al seno 2020. La campagna di questo difficile anno esce in ritardo sul mese della prevenzione e con un messaggio differente dal solito.

All’invito intrinseco “prenditi cura di te”, si unisce un prepotente messaggio di protesta. L’impossibilità di accedere alle cure e ai controlli di follow-up ha spinto l’associazione ad abbandonare l’iniziale progetto in fase di realizzazione, per dare maggiore forza alle tante richieste da parte di chi sta affrontando patologie difficili da superare, vivendo nella paura dell’aggravarsi della malattia, troppo spesso inascoltate.

L’iniziativa vuole stigmatizzare il fatto che durante il lockdown e tuttora, sono stati negati i controlli programmati, mettendo così a rischio la salute e forse la vita dei soggetti più fragili, non rispettando il diritto del malato. Sono state previste, quindi, una serie di immagini che ritraggono alcune donne dell’Associazione, già partecipanti ai precedenti progetti, per la quale diffusione è prevista una campagna con affissione muraria di poster 6×3 m in luoghi visibili alla popolazione, soprattutto quella femminile.

Il progetto nasce dalla reale e drammatica necessità di vedere riconosciuta la continuità delle cure per tutte le patologie oncologiche (data la natura della nostra Associazione, rappresentata da quella del tumore al seno).

Il cambio in corsa, dell’iniziativa alla quale l’associazione stava lavorando, è stato accolto con entusiasmo dalle Donne+Donne, protagoniste dei progetti fotografici degli scorsi anni, proprio per il moto di empatia e vicinanza ad un problema tanto urgente quanto grave. Nessuna difficoltà nel mettersi a nudo, pur con la consapevolezza che in questa occasione, le loro immagini avrebbero campeggiato ovunque, dal momento che quest’anno saranno ospitate anche nelle maggiori città della Sardegna, a partire dal 26 ottobre 2020.

“Covid19 – Cancro ogni anno”, avrà inizio il 26 ottobre con l’affissione di manifesti 6×3 e proseguirà fino a quando tutte le principali località, che hanno aderito al progetto, saranno toccate dalla protesta silenziosa.

Inoltre, l’iniziativa è stata considerata di “utilità istituzionale” oltre che dai Comuni, anche dalla Consigliera di Pari Opportunità della Regione Sardegna che ha concesso il patrocinio. Anche quest’anno la campagna è sostenuta dal prezioso contributo della Fondazione di Sardegna.

Il dovere principale di una fotografa – dice Daniela Cermelli, fotografa ideatrice del progetto e Presidente dell’Associazione – è quello di saper riconoscere i disagi di una società spesso disattenta ai problemi degli altri. Essere pronta a cogliere i segnali di chi ha richieste inascoltate, di chi troppo spesso è costretto a rassegnarsi al “andrà come deve andare”, stanco di chiedere ciò che spetta di diritto, quasi fosse invisibile!”.

La comunicazione attraverso le immagini, impone attenzione anche ai più distratti, se poi le immagini che sono volutamente forti ed “arroganti” faranno anche parlare. Tanto meglio!

Capita che, quando studiamo l’ideazione e l’impianto di un nuovo progetto, ricerchiamo la chiave di lettura in qualcosa di eclatante. La soluzione, nella maggior parte dei casi, arriva da una frase ascoltata senza troppa attenzione, che torna all’improvviso, come un guizzo. È sempre da un sentito, spesso doloroso, che nascono i progetti più efficaci. Quelli che restano” – prosegue Daniela Cermelli.

Così è nato “Covid19 – Cancro ogni anno”, dall’ascolto di chi ogni giorno combatte con la malattia tra le naturali difficoltà di una salute precaria e, incomprensibilmente, tra quelle legate a ostacoli burocratici e organizzativi.”

Il Covid ci ha cambiati ma non in meglio, come romanticamente si era sperato. Ha solo disperso la comunione del sentire, legittimando, semmai ce ne fosse bisogno, egoismi e indifferenze.

Questo è ciò che ho detto alle donne protagoniste esponendo loro il progetto, temendo una loro legittima perplessità, ho lavorato per questo, e le mie foto saranno la loro Voce.” –  conclude Daniela Cermelli.

Le loro risposte sono state chiarissime: “Metto a nudo, senza remore, le cicatrici di una battaglia che non ho voluto io”-“Mi metto a nudo perché la mia protesta per il diritto alla salute sia evidente!” – “ Mi metto a nudo perché nulla si fermi…di cancro si muore ogni giorno” – “ Vergogna non è mostrare le cicatrici di chi ha avuto la possibilità di curarsi e guarire da un tumore, bensì l’impossibilità di potersi curare per visite negate a causa del Covid19”-“ MI sono spogliata, ho mostrato le cicatrici, grido a gran voce, dobbiamo fare i controlli: Il covid non può congelare il cancro che purtroppo non si arresta mai”- “Ho deciso di mostrarmi. Il cancro al seno offende il fisico minando l’integrità dell’animo. Permetteteci di fare i controlli e la prevenzione. Non possiamo aspettare la giusta cura per il Covid19”- “ Non mi piace essere al centro dell’attenzione ma, scelgo di mettermi a nudo in questo progetto per dare voce alle donne che vivono il mio stesso disagio” – “ Alcune ferite non possono essere mostrate, neanche mettendosi a nudo, ma può essere un primo passo verso la comprensione”- Quando la vita ti dona tre possibilità di lottare credici e vai fino in fondo. Io ne sono la prova, non lasciare che il cancro porti via il meglio di te”.