Si parlerà ancora una volta di calcio a “Mintuà” e lo si farà con Paolo Condò, una delle firme più conosciute del giornalismo sportivo italiano, per quella che sarà la giornata conclusiva della rassegna. Dopo Luca Telese e il suo seguitissimo reading sul Cagliari scudettato del 1970, “il vero romanzo nazionale della Sardegna”, Mintuà ospita un altro libro dedicato al calcio, appartenente più alla saggistica o alla narrativa aneddotica che al genere del resoconto di cronaca con il quale si raccontano spesso gli eventi sportivi.

È “La storia del calcio in 50 ritratti”, il libro che il giornalista di Sky Sport, Paolo Condò, ha pubblicato con Centauria, avvalendosi delle belle illustrazioni di Massimiliano Aurelio, autentico valore aggiunto di questo bel prodotto editoriale. Sollecitato dalle domande di Marco Giordo e accompagnato dalle musiche di Roberto Acciaro e Massimo Debidda, Condò sarà chiamato a ripercorrere in sintesi il filone che lega i 50 ritratti della sua galleria d’autore, sapendo bene che dietro ogni scelta c’è sempre una ragione.

Triestino, sessantaduenne, una vita professionale dedicata e consacrata al giornalismo sportivo, in particolare alle due discipline che più ama, il calcio, che ha nel sangue, e il basket, che ha praticato da ragazzo, Paolo Condò racconta il calcio con quelle doti di sagacia e moderazione che danno colore alla narrazione sportiva. Ha esordito, giovanissimo, con “Il Piccolo” di Trieste, occupandosi naturalmente di calcio, per poi approdare alla “Gazzetta” e iniziare una fortunata carriera professionale anche sugli schermi televisivi.

Sono sette i mondiali di calcio che ha seguito per la Gazzetta, ma sono ancor più numerosi i Giri d’Italia. Segno che nel suo orizzonte di interessi, passioni e competenze non c’è solo il mondo del calcio. Nei suoi 50 ritratti si raccontano quasi settant’anni di storia del soccer. S’inizia, infatti, dal 1955, con la prima coppa dei Campioni e il match che la inaugurò: Sporting e Partizan Belgrado. Storia di costumi e, in un certo senso, civiltà, i ritratti di Condò raccontano le gesta non solo atletiche di professionisti del calcio come Beckam, Zoff, Bobam, Baggio, Alfredo Di Stefano, Cruyff eTotti, di cui si era già occupato con una biografia andata a ruba nelle librerie. Ma ci sono anche Weah e Jean-Marc Bosman, il calciatore che con una memorabile sentenza in suo favore cambiò il destino di un’intera categoria professionale. E c’è perfino Pierluigi Collina, una delle eccellenze arbitrali degli ultimi decenni. Segno che di calcio si parla, ma lo si fa non cedendo la parola ai soli calciatori.