Venerdì 28 agosto, alle 18:30, nel il giardino dell’Ex-Montegranatico a Donori (CA), sarà presentato il libro “Il leone imbrigliato”, di Maurizio Coccia, edito da Castelvecchi nel 2019. Il testo indaga il rapporto fra i tre principali protagonisti dell’arte contemporanea: artisti, istituzioni, pubblico. Si discutono i pionieri della pratica risalendo nei decenni sino al principio del nuovo secolo, quando entrano in gioco strategie alternative e prendono slancio nuove pratiche curatoriali più accentratrici e performative. Insieme all’autore, ne discuterà Roberto Loddo de “Il Manifesto Sardo”.

L’iniziativa si offre anche come presentazione dell’edizione 2021 di “Contemporary – Festival di Arte e avanguardia”, di cui saranno anticipati i lineamenti principali e le attività connesse. È prevista anche una diretta disponibile sulla pagina Facebook del manifesto sardo del Contemporary Festival D’Arte D’Avanguardia.

Contemporary – Festival di Arte e Avanguardia è una manifestazione biennale, della durata di tre giorni, che si tiene a Donori, a fine estate. Nasce da un’idea di Roberto Follesa che, dal 2015, è affiancato nella direzione artistica da Maurizio Coccia. Silvia Schirru, Roberto Loddo, Pietro e Paolo Marchi completano il gruppo. Ogni nuova edizione conferma e consolida la sua originaria vocazione internazionale.

Contemporary si rivolge a tutte le espressioni culturali che si incrociano sul terreno della sperimentazione, della ricerca e dell’avanguardia. Avanguardia, Resistenza, Accoglienza e Condivisione sono le parole chiave del progetto, che rifiuta ogni steccato, sia tra i linguaggi sia tra le persone. È composto da due sezioni: una residenza artistica di una settimana; un ricco programma notturno di performance sonore, nei giorni finali del festival. In parallelo si svolgono anche dibattiti pubblici, letture, presentazioni di libri, incontri di filosofia, che si avvicendano nei luoghi più sorprendenti di Donori. Contemporary è caratterizzato da un’atmosfera di coinvolgimento con i temi e le opere, le persone e il territorio, ma tutto in modo informale, senza accademia, paludamenti, gerarchie. Così, ad artisti, musicisti, performer, non è chiesto di lasciare una traccia concreta, un “oggetto” della loro esperienza.