Lo sport più seguito e praticato in Italia da adulti e piccini? Sicuramente il calcio. Ed ecco che finalmente, dopo un lungo stop causato dal Covid-19, sono ripresianche i campionati giovanili di calcio della F.I.G.C. interrotti, con un congelamento delle classifiche, in concomitanza con il lockdown, senza promozioni né retrocessioni. Nonostante la lotta al coronavirus non sia affatto conclusa, ha prevalso per il momento la voglia irrefrenabile di calciatori e dirigenti di tornare al calcio giocato, senza ovviamente trascurare di predisporre tutte le misure necessarie al contrasto della diffusione del virus.

Proprio sullo spirito con cui i dirigenti federali stanno vivendo questa ripresa dei campionati giovanili di calcio, Gian Piero Pinna, consigliere del Comitato regionale LND – F.I.G.C., ha dichiarato: “La Federazione in Sardegna, come in tutto il territorio nazionale, si è adoperata realizzando delle linee guida per le società, per cercare di rendere questo spettro sempre più debole. È tuttavia difficile generalizzare sulla risposta che stanno dando le società, i genitori e i ragazzi. Alcuni sono molto attenti al rispetto delle regole ed altri un po’ meno. Diciamo che il mondo del calcio rispecchia quello che accade nella società italiana. Ritengo giusto che anche nel calcio la profilassi vada fatta in modo scrupoloso, che ogni società conservi nel proprio ufficio, per 14 giorni, le autocertificazioni dei giocatori, che si rispetti un distanziamento di 2 mq per calciatore, e che venga effettuata la sanificazione degli spogliatoi. Anche se si parla di dilettantismo, i genitori dei ragazzi pagano una quota ed è giusto che abbiano un servizio da parte delle società. Con impegno da parte di tutti si può cercare di evitare la comparsa di nuovi focolai”.

Massimo entusiasmo ma anche senso di responsabilità nei giovani calciatori, che non vedevano l’ora di tornare a calcare i campetti delle periferie di tutta la Sardegna. A questo proposito, Antonio Giuseppe Seddaiu, 16 anni, fantasista degli Allievi Regionali del Porto Rotondo, con qualche presenza in prima squadra proprio nella stagione in corso, racconta: “È stato molto brutto che ci abbiano bloccato il campionato e gli allenamenti, durante la quarantena non riuscivo a pensare ad altro, solo a quando potessi tornare in campo. Adesso che ci hanno fatto riprendere sono felicissimo e non sono spaventato, sono molto contento anche perché la stagione è partita nel migliore dei modi e in campo mi sento sicuro perché le società stanno adottando tutti gli accorgimenti necessari per garantire la sicurezza dei giocatori”.

Ora non resta che sperare che, con il rispetto delle linee guida e col buon senso di tutti, gli sforzi siano premiati e il calcio possa continuare a regalare emozioni.