Viso pulito, quasi angelico, un lungo ciuffo biondo che lascia intravedere gli occhi azzurri come il cielo e un sorriso che esprime tutta la trasparenza dei suoi 12 anni. Andrea Arru, attore giovanissimo che in realtà sogna di fare il calciatore, proprio in questi giorni sta ultimando le riprese di “Calibro 9” al fianco di Marco Bocci, Michele Placido e Alessio Boni sotto la regia di Toni D’Angelo e sta per intraprendere il suo primo vero ruolo da protagonista in “Glass boy”, liberamente tratto dal romanzo “Il ragazzo di vetro” di Fabrizio Silei e adattato alla regia di Samuele Rossi. Una carriera, iniziata per gioco a sei anni, come modello in sfilate di moda e campagne pubblicitarie per grossi marchi come Armani, Ferrè e Original Marines che lo ha portato ad appassionarsi al teatro e al cinema.

Lo incontro nella periferia di Ploaghe, in una casa immersa in un bosco di querce dove vive coi genitori e i suoi tre cani. Mi racconta delle sue passioni, del grande amore per il calcio che pratica insieme al nuoto, del desiderio di una moto, di videogiochi e youtuber. Il cinema e la recitazione sono una cosa in più, un gioco folle e divertente che svolge però con determinazione e impegno. Predilige i ruoli drammatici ma si dichiara pronto a interpretare anche qualcosa di comico o più leggero. Studia con facilità i copioni e non gli pesa provare più volte la stessa scena. Gli piace la sfida, adora le competizioni ma nel modo corretto e franco proprio dei bambini.

La sua vita si divide tra scuola, sport, amici, lezioni di recitazione teatrale nella compagnia Boboscianel e cinematografica con Maurizio Pulina per perfezionare i linguaggi comunicativi ed esprimere le emozioni. Prima di avere ruoli importanti, ha partecipato a diversi casting ottenendo piccole parti in alcuni cortometraggi ma anche maggiori come in “Resurrection” di Alfredo Moreno dove ha assunto sembianze da horror. (I film di terrore ora non gli fanno più paura, vedere i trucchi gli ha tolto la suspance.) È stato poi protagonista ne “Lo scarabocchio” di Mirko Zaru che affronta il tema del mutismo selettivo e verrà distribuito in tutte le scuole.

Non sa ancora che effetto farà vedersi in un grande schermo, né ha un’idea di dove lo porterà questa avventura, per il momento vive nel presente senza un progetto a lungo termine, sfrutta la sua grande dote naturale e la vede come un divertimento puro, apprezza l’esperienza del set, le attenzioni della troupe e le coccole del trucco e del camerino dedicato, senza farsi impressionare dai lunghi periodi lontano da casa e da scuola con un istitutore privato e coi genitori a disposizione a turno, o dal calibro dei nomi famosi con cui si trova a recitare.