Un visionario racconto per quadri sul filo delle emozioni con lo “Studio per ‘Pièce per CINQUE’” del danzatore e coreografo Andrea Gallo Rosso che debutterà – in anteprima nazionale – stasera (martedì 23 luglio) alle 21:30 all’ex Municipio di Pula sotto le insegne del XXXVII Festival La Notte dei Poeti organizzato dal CeDAC.

L’arte come antidoto alla paura nel nuovo progetto della compagnia MORSE – ispirato al tema delle nuove migrazioni di popoli e dell’idea dell’abitare “insieme” (o meno) in un luogo, di (con)dividere uno spazio in un’intersezione di storie in movimento metafora della moderna società liquida, con un intrecciarsi di pensieri, ricordi, sensazioni trasfigurate in geometrie di corpi danzanti.

“Pièce per CINQUE” – in versione work in progress – con concept e coreografia di Andrea Gallo Rosso e musiche composte e eseguite dal vivo da Andrea Cauduro, sotto i riflettori insieme alla danzatrice Elisabetta Bonfà è il frutto della residenza artistica svoltasi nei giorni scorsi in Sardegna – parallelamente al laboratorio inclusivo di danza contemporanea “Moving Closer” rivolto a persone over50 e richiedenti asilo.

Frammenti di esistenza, tra memorie perdute e ritrovate, graffi sull’anima e sulla pelle, passioni e nostalgie di altri tempi e altri luoghi affiorano in una performance inedita – nuovo step all’interno di un processo di creazione che trae ispirazione dai paesaggi e dagli incontri, attraverso una concezione non elitaria della danza, per cui alla ricerca della perfezione e della precisione del gesto, dell’eleganza e della potenza del performer si affianca una modalità inclusiva fondata sull’unicità della persona e sull’accettazione della diversità.

Fin dal titolo – come spiega Andrea Gallo Rosso nelle note – «“Pièce per CINQUE” gioca con il doppio significato della parola francese pièce, che ha sia un significato numerico – come un pezzo d’arte, o un pezzo di pane… – sia un significato abitativo – come una stanza in un appartamento. Idealmente la ‘pièce o stanza’ alla quale ci si riferisce in questo progetto è un luogo abitato, nel senso allargato del termine, da persone che possono decidere, più o meno liberamente, di vivere insieme…». In questa ipotetica “comunità” temporanea sorgono nuovi interrogativi che ci appartengono e riguardano questioni scottanti e cruciali del presente: «Quali sono le nuove regole che si devono creare per un’armonia interna?» e «Come si può valorizzare ogni singolo individuo che vive lì?».

Focus sulle difficoltà di una convivenza ma anche sulle opportunità che scaturiscono da una società multiculturale e multietnica, tra spunti di riflessione sul presente e auspici per il futuro. «Al giorno d’oggi, data la situazione socio-economica, un grande numero di persone si muovono nel mondo in un importante flusso di migratorio – ricorda il coreografo -. La diretta conseguenza nella nostra società è un aumento della paura e degli aspetti conflittuali che possono emergere negli incontri tra persone, a prescindere che siano richiedenti asilo. Infatti, ogni incontro con lo sconosciuto nasconde in sè un aspetto conflittuale, legato alla paura verso il “non conosciuto” che può portare ad una violenza psicologica prima ancora che essere agita. Seguendo lo studioso Johan Galtun, scopriamo che “la violenza è inscindibilmente legata al conflitto, e nasce nel momento in cui il potenziale dell’individuo non può esprimersi totalmente”, si collega ai vincoli connaturati nella struttura sociale nella quale viviamo».

“Pièce per CINQUE” indaga i fragili equilibri tra persone raccolte in uno stesso ambiente, tra le difficoltà nel comunicare e il timore di perdere la propria identità o dover rinunciare ai propri privilegi per far spazio ai nuovi venuti, il rifiuto del cambiamento e la consapevolezza di dover ripensare il sistema di regole in funzione di una realtà in costante evoluzione. «Il progetto parte dalla creazione di una connessione con la comunità – attraverso i laboratori integrati di “Moving Closer” – per una ricerca artistica e coreografica che porti in sé il tema delicato della conflittualità quotidiana nascosta nell’incontro con l’Altro, e in senso allargato, sulla co-esistenza.

Per informazioni e prenotazioni: biglietteria@cedacsardegna.it – cell. 3454894565 – 3459515704