Fino alla chiusura dei teatri, lo spettacolo continua sul web: di fronte alle drastiche misure necessarie per il contenimento del Covid-19 – a partire dalle norme inserite del DPCM del 4 marzo e seguenti – il CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna propone una selezione di pièces teatrali e coreografie classiche e contemporanee, concerti e incontri tra artisti e pubblico rigorosamente in rete.

Sulla pagina Facebook, sul canale YouTube, su Instagram e su Twitter si accendono i riflettori sulla cultura.

Spettacoli tutti da guardare (e riguardare) online per esempio su RaiPlay – dall’indimenticabile “Trilogia della Villeggiatura” firmata da Toni Servillo, felice e moderna rilettura dell’opera di Carlo Goldoni, a “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” con la regia di Luca Ronconi (con spunti e approfondimenti a tema sulla figura di uno dei maestri del teatro del Novecento – e non solo) a “La misteriosa scomparsa di W” di Stefano Benni nell’interpretazione di Ambra Angiolini, un surreale monologo sull’amore e sulla guerra che fa sorridere e pensare per un’intensa prova d’attrice. E ancora la danza con l’affascinante “Giselle” di Akram Khan – un’intrigante versione contemporanea di un capolavoro della storia del balletto. E a seguire nei prossimi giorni nuove suggestioni fra prosa e danza, musica e nouveau cirque, per un “Teatro dell’Immaginario” nel segno dell’arte e della bellezza.

Sul canale YouTube del CeDAC Sardegna – come su un ideale “Palcoscenico della Memoria” – scorrono le immagini degli incontri con gli artisti per uno sguardo “Oltre la Scena” – nell’ambito de “I Pomeriggi della Fondazione” in collaborazione con la Fondazione di Sardegna: protagonisti del calibro di Pierfrancesco Favino, Carlo Cecchi e Maria Paiato, Alessio Boni, Selma Yilmaz, Arturo Cirillo e Milvia Marigliano per un ideale viaggio dietro le quinte, alla scoperta dei segreti e delle tecniche della recitazione, come della genesi di una rappresentazione di un testo dall’idea fino alla realizzazione della messinscena, tra riflessioni sul mestiere dell’attore (e del regista) e sul dialogo fra teatro e società.

Spazio alla musica improvvisata – ideale prosecuzione del Jazz Club Network – sul palco virtuale del Jazzino con il progetto Jazzin’ Home – #AcasaConLaMusica: ogni sera intorno alle 19:30 (sulla pagina facebook.com/jazzinocagliari) si potranno ascoltare i live dei concerti registrati o in diretta. «In questi difficili giorni, a tutti è richiesto uno sforzo in più per contribuire a contenere il contagio. Pur preoccupati dalla situazione, guardiamo al futuro con fiducia e crediamo fortemente che da tutto ciò possa nascere qualcosa di nuovo, di buono, di autentico» scrivono gli organizzatori dell’iniziativa nello spirito dei Jazz Club. «Probabilmente le nostre abitudini cambieranno radicalmente, ma ciò che non vogliamo che manchi nelle nostre nuove vite è la musica! Musica come messaggio di unione, di fratellanza, collaborazione e speranza! In questo momento, è un nostro dovere stare in casa, ma è un nostro diritto farlo in compagnia della buona musica».

Una forma se si vuole di resistenza, o meglio resilienza, un modo per tenere viva la fiaccola della cultura, in giorni difficili, in cui il presente e ancor più il futuro del mondo dello spettacolo appaiono estremamente incerti, pur con il dichiarato impegno (anche finanziario) delle istituzioni nel sostenere un settore estremamente fragile in un momento di grave crisi, a causa della necessaria “sospensione” di tutte le manifestazioni (al momento “ufficialmente” fino al 3 aprile, ma evidentemente almeno fino al termine dell’emergenza sanitaria).

«Nella convinzione che nulla possa sostituire l’emozione dello spettacolo “dal vivo”, in questo momento in cui tutte le manifestazioni sono sospese abbiamo scelto di offrire attraverso i social media e il Canale YouTube dei contenuti che possano comunque essere interessanti e stimolanti in attesa della riapertura dei teatri» spiega la direttrice artistica del CeDAC Valeria Ciabattoni. «Prendendo spunto dal “Decameron”, proponiamo un’antologia di storie, rappresentate attraverso i linguaggi della scena, come dei semplici “suggerimenti” per nutrire la mente e lo spirito in questi giorni di isolamento – un antidoto speriamo alla noia se non alla paura, un appello alla ragione con l’auspicio di ritrovarci quanto prima a teatro, in un prossimo ritorno alla normalità».