Sereno, appagato, sognante. Archiviata la 7ª edizione di Freedom in Water – 1° meeting Baia delle Ninfe, Gregorio Paltrinieri si fa riaccompagnare all’aeroporto di Alghero conscio che quei bellissimi momenti vissuti nell’isola saranno un autentico toccasana già dai prossimi giorni, quando dovrà mettersi sotto con la dura preparazione in vista delle Olimpiadi di Tokio.

Le tue impressioni sulla gara?
La distanza di 3,5 km, che reputo buona, ha prodotto una gara di alto profilo più tirata del previsto perché resa maggiormente competitiva dal nuotatore milanese Titta, rimasto al mio fianco fino in fondo. In definitiva lo reputo un buon allenamento in un periodo dove ho appena ricominciato con la preparazione. Direi che la distanza coperta è stato il giusto compromesso con le mie attuali possibilità.

Altre atmosfere algheresi?
Mi son goduto tutto, divertendomi un sacco. Non solo durante la gara ma anche nei momenti di relax dove ho avuto la possibilità di girare per la città e dintorni vedendo bei posti. E poi ho mangiato veramente bene.

Tutto secondo copione anche l’entusiasmo dei nuotatori nei tuoi confronti?
È stato molto bello. Sono abituato e non ha mai rappresentato un problema per me. Quand’ero piccolo facevo lo stesso quando mi capitava di incontrare sportivi che ammiravo e a cui mi ispiravo. Ci siamo passati tutti e devo dire che per me è un piacere constatare anche da queste situazioni quanto piaccia nuotare e quanta passione si mette nella disciplina. Sono emozioni e sensazioni che provo anch’io.

Di cosa hai parlato con i tuoi colleghi – fans?
Mi hanno chiesto informazioni sulla preparazione, su come mi alleno. Con qualcuno ho conversato addirittura di basket, altra disciplina che mi coinvolge un sacco, e siamo finiti a discorrere sulle prediction della NBA. Mi sono confrontato anche con gli atleti paralimpici

A quanto pare il livello di socializzazione ha preso il sopravvento
Si è creato un bell’ambiente, e poi quando ci si ritrova in spiagge così incantevoli il tutto si trasforma in qualcosa di divertente. Abbiamo vissuto momenti di grande socialità, come per esempio durante le premiazioni. La gara non è stato un appuntamento fine a sé stesso, ma si è cercato di coinvolgere tutti in ogni aspetto, pranzo compreso. Se i momenti conviviali vengono supportati da ricette gastronomiche paradisiache, le gare diventano particolari per tutti.

Silvia Fioravanti, Greg Paltrinieri e Danilo Russu. Foto Lorenzo Munzlinger

Con il presidente Russu state meditando qualcosa di importante
Ci piacerebbe in linea di massima portare in Sardegna il nuoto di fondo ad alto livello, ma che sia accessibile a tutti e quindi aperto anche agli amatori. Sono convinto che per i luoghi incantevoli che avete qui non si faccia abbastanza nello sfruttare le potenzialità legate al mare e all’ospitalità, che voi sardi ci sapete riservare. Per come la vedo io si potrebbero organizzare manifestazioni di livello mondiale. Ne parlerò nelle sedi apposite contando sulla collaborazione di tutti gli addetti ai lavori.

Non rimane che continuare con i sacrifici.
Con tutte le competizioni che sono state rimandate quest’anno, l’obiettivo primario rimangono le olimpiadi. Mi sto allenando duramente e cercherò di fare il possibile. Gare come questa di Alghero sono comunque importanti sia a livello tecnico, sia per acquisire esperienza. Buttarsi in mare e fare una gara in più non fa mai male.