Pubblichiamo la lettera che il Dr. Andrea Gasperini ha indirizzato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Ministro della Salute Roberto Speranza, ai Presidenti e agli Assessori alla Sanità di Regione.

Mi presento sono il Dr. Andrea Gasperini un dirigente medico, uno dei tanti che lavorano in prima linea; uno dei tanti consapevoli e testimone della gravità della situazione; uno dei tanti, non un eroe: non un angelo; uno che fa il suo dovere e cura le persone.

Uno dei tanti che ha vissuto e vive ogni giorno nella sua professione fianco a fianco a molti giovani medici, infermieri, ostetriche ed OSS che lavorano instancabilmente con sacrificio e abnegazione lontani dalle proprie famiglie ed affetti molti in auto quarantena per questo morbo assassino. Essi sono stati assunti a tempo determinato o attraverso le agenzie interinali e conoscono il loro destino; dopo che il Covid andrà via torneranno ad essere dimenticati e disoccupati in attesa di un sogno ed una speranza che da molti anni in Sanità’ si è trasformata in triste routine cioè il precariato.

Loro, si loro, più che altri si stanno offrendo in sacrificio per il loro Paese, per i loro concittadini, per contribuire a non far affondare un sistema, quello sanitario pubblico, che con il tempo è stato utilizzato per colmare il dissesto finanziario che ogni anno invece che diminuire si accresceva e tutto ciò si è abbattuto lentamente e irreversibilmente sui servizi territoriali e con l’impoverimento progressivo e l’aumento del personale precario negli ospedali.

Io, insieme a 2000 firme di cittadini consapevoli e sensibili di cui vado orgoglioso, “gli ultimi idealisti” che hanno apposto la firma sulla piattaforma change.org di cui posseggo l’elenco vi chiediamo una Sanità diversa, una sanità a misura d’uomo, una sanità con i conti in rosso perché solo i conti in rosso paradossalmente danno il valore di un sistema sanitario pubblico; i conti in positivo li lasciamo ai privati.

Chiediamo, infine, di premiare questi professionisti assorbendoli definitivamente in un sistema che ha necessità di linfa ed entusiasmo più di apparecchi elettromedicali di ultima generazione. Vi chiediamo una inversione ad U dove U sta Umanità.

Concludo dicendo che il sottoscritto non fa parte di nessun partito politico, nessun sindacato e, per sua fortuna ed in questo periodo un po’ meno, un dirigente medico di una certa età (Covid a rischio dicono) che mette al primo posto l’etica del lavoro ed il riconoscimento sacrosanto del sacrificio e del diritto al lavoro di questi stimati lavoratori.