È un momento intenso e incerto per ognuno di noi. Abbiamo tante domande, ma pochi elementi per poter dare risposte certe.

Io, molto spesso, per trovarle, leggo. Questi sono solo alcuni passi di opere meravigliose, che mi sono venute in mente in questi giorni. Perché di questo momento, alla storia, rimarranno numeri e parole. Ho cercato di pensare a un breve viaggio di frasi che, pur essendo state scritte in momenti e circostanze diverse, e con finalità diverse, riescono a essere attuali anche in questa metà di marzo.

“E inoltre un oblio di tutte le cose invase alcuni al punto di non essere più in grado, essi stessi, di riconoscersi.”

(Lucrezio, De rerum natura, liber VI)

“[La peste] aveva ricoperto ogni cosa: non vi erano più destini individuali, ma una storia collettiva e dei sentimenti condivisi da tutti.”

(Albert Camus, La peste, 1947)

“La peste che il tribunale della sanità aveva temuto che potesse entrar con le bande alemanne nel milanese, c’era entrata davvero, come è noto; ed è noto parimente che non si fermò qui, ma invase una buona parte d’Italia.”

(Alessandro Manzoni, Promessi sposi, XXXI)

“-La paura acceca-, disse la ragazza dagli occhiali scuri. -Parole giuste, eravamo già ciechi nel momento in cui lo siamo diventati, la paura ci ha accecato-. Chi sta parlando?-, domandò il medico. -Un cieco-, rispose la voce.”

(Josè Saramago, Cecità, 1995)

“Tutto passa: le sofferenze, i tormenti, il sangue, la fame, la pestilenza. Le stelle rimarranno allo stesso modo, immutabili.”

(Michail Bulgakov, La guardia bianca, 1925)

Leggere non è una mascherina, non è un immunostimolante o un tubetto di Amuchina. Ma è una cura per la fantasia, per il nostro tempo.

Matteo Porru