Quando l’amore per il proprio lavoro, la tenacia e un briciolo di incoscienza incontrano un’area protetta, un sogno si può trasformare in realtà. Il visionario è il professor Giorgio Pintore, docente di Farmacognosia al Dipartimento di Chimica e Farmacia dell’Università di Sassari, l’area è il Parco Nazionale dell’Asinara e la magia che ne deriva è Farmasinara, marchio commerciale di sostanze naturali di Sardegna, spin off innovativa e unica nel suo genere. Un progetto sposato con entusiasmo dalla dirigenza del Parco nel 2012 e portato avanti negli anni con naturalezza, passo dopo passo.

Inizialmente la ricerca applicata, con tesi mirate alla maggior conoscenza delle essenze medicinali, in quel territorio preservato da un isolamento di oltre un secolo tra Colonia Penale e Stazione Sanitaria Marittima che, se da una parte ha contribuito a preservare un contesto naturalistico unico, dall’altra ne ha impedito uno studio approfondito ed esaustivo. Dallo studio alla produzione il passo è stato breve, le proprietà salutistiche delle piante autoctone quali lavanda, elicriso, mirto, calendula e rosmarino, sono state sperimentate nella loro efficacia e applicabilità nei prodotti cosmetici.

Il prof. Giorgio Pintore (destra) con Juri Masoni, responsabile marketing

È nata così l’Officina Cosmetica con una filiera interamente svolta nell’isola, dalla lavorazione delle piante sino l’estratto, dalla formulazione cosmetica al riempimento, etichettatura e confezionamento. Quaranta metri quadri nella località della Reale, la stessa che ha dato il nome al primo sapone prodotto e a un olio massaggi tutt’ora utilizzato dalla Dinamo Basket, hanno coronato ciò che dovrebbe essere l’aspirazione di ogni farmacista.

In pochi anni i cinque prodotti iniziali, in minime quantità, sono diventati una linea di cosmetici, antinfiammatori e decontratturanti, e la spin off una vera e propria impresa, con cinque dipendenti, due consulenti e due agenti commerciali, una fitta distribuzione e diversi punti vendita oltre allo shopping online.

L’azienda è ora autosostenibile, non ha più finanziamenti pubblici, e investe gli eventuali profitti in ricerca e macchinari, ma è soprattutto eco compatibile nel rispetto della natura e dell’ambiente, con un basso impatto inquinante e un alto livello tecnologico, secondo i dettami del Parco. Le materie prime utilizzate sono le essenze ricavate dal lavoro di pulizia dei sentieri e di sfalcio dei prati dell’isola, oltre che la posidonia e i residui di lavorazione di prodotti naturali quali i ricci di mare, facendo rivivere in ogni formulazione il ricordo dei profumi caratteristici dell’Asinara.

Le finalità del progetto si completano col laboratorio didattico attraverso il quale si svolgono stage formativi per laureandi e laureati, percorsi di alternanza scuola lavoro, progetti educativi e di sensibilizzazione ambientale per scuole e visitatori sia per ciò che concerne la fase produttiva che le specificità delle varie essenze spontanee del Parco, che come occasione di conoscenza per un uso consapevole dei prodotti naturali e una migliore qualità della vita.