Si alza il sipario sulla Stagione de La Grande Prosa e Danza 2019-2020 al Teatro “Nelson Mandela” di Santa Teresa Gallura – organizzata dal CeDAC/ Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna con il patrocinio e il sostegno del Comune di Santa Teresa Gallura, della Regione Sardegna e del MiBACT e con il contributo della Fondazione di Sardegna. Sette titoli in cartellone da gennaio a aprile con i grandi protagonisti della scena – da Lucia Poli con “Animalesse”, un delizioso e divertente bestiario “al femminile” per un inedito e ironico affresco della società, all’attore e comico Jacopo Cullin in coppia con Gabriele Cossu tra sketches e battute di “È inutile a dire!”.

Ouverture poetica mercoledì 15 gennaio alle 21 con il “Lago dei Cigni” – in prima regionale – nell’intrigante riscrittura in chiave contemporanea firmata da Luigi Martelletta per la Compagnia Nazionale di Raffaele Paganini e Almatanz tra classici assoli e pas de deux ma senza le pantomime e i manierismi, per riscoprire il fascino e l’eleganza di una favola sulle punte con le musiche evocative di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Sotto i riflettori Maria Chiara Grasso, Carlo Pacienza, Lilia Ivanov, Assunta Di Marino, Lucia Bini, Lucrezia Serafini, Stefano Candelori e Luca Ricci che daranno vita a un poetico racconto per quadri sulla falsariga del libretto di Vladimir Petrovic Begičev nella versione di Johann Karl August Musäus. Una romantica storia d’amore in cui le raffinate coreografie di Marius Petipa e Lev Ivanov si arricchiscono di nuove scene e dettagli sui sentimenti e le azioni dei protagonisti – la bella Odette, vittima di un crudele incantesimo, le fanciulle-cigno, il principe Siegfried e il mago Rothbart con sua figlia Odile – in uno spettacolo immaginifico che fonde fantasia e realtà.

“Lago dei Cigni” della Compagnia Nazionale di Danza di Raffaele Paganini e Almatanz

Ironia in scena martedì 21 gennaio alle 21 con “La cena delle belve” (Le Repas des fauves) dello scrittore e drammaturgo armeno Vahè Katcha, con la regia di Julien Sibre (che firma anche l’adattamento) e Virginia Acqua: una commedia nera, nella versione italiana di Vincenzo Cerami, che mette a nudo impulsi primordiali, pronti ad affiorare sotto la patina della civiltà. Un cast “spettacolare” – Marianella Bargilli, Emanuele Cerman, Alessandro D’Ambrosi, Maurizio Donadoni, Ralph Palka, Gianluca Ramazzotti, Ruben Rigillo e Silvia Siravo – per la pièce (vincitrice di tre Premi Molière) che descrive l’irrompere della cruda realtà in una festa di compleanno durante l’occupazione nazista. La richiesta della Gestapo di consegnare due ostaggi per una rappresaglia, in seguito all’assassinio di due ufficiali davanti alla palazzina, scatena il panico e risveglia l’istinto di sopravvivenza, nessuno dei convitati si offre volontario in nome dell’amicizia, al contrario tutti trovano buone ragioni per “sacrificare” qualcun altro e salvarsi la vita.

“Uccelli” di Aristofane

Fuga dalla guerra – martedì 4 febbraio alle 21 – con “Uccelli” di Aristofane, riletta in chiave contemporanea da Emilio Russo, che firma adattamento e regia della celebre commedia sulla fondazione di una città nel cielo per ricreare una “età dell’oro” (spettacolo vincitore del Premio Franco Enriquez 2019 – produzione Tieffe Teatro Milano). Un’utopia fantastica per sfuggire all’orrore e all’assurdità del conflitto tra Atene e Sparta e ritrovare la perduta armonia di un tempo in cui – spiega il regista – «gli uccelli, più antichi di Crono e dei Titani, padroni del tempo, erano sovrani di una patria dolce e materna, senza leggi né violenza». Una versione “pop” di un classico del V secolo a.C. con un cast di giovani attori – Camilla Barbarito, Maria Giuditta Costantini, Nicolas Errico, Daniele Gaggianesi, Claudio Pellegrini, Claudio Pellerito, Giulia Perosa, Chiara Serangeli, Fabio Zulli – per riscoprire la vis comica e le atmosfere oniriche del viaggio dei due “profughi” Pisetero ed Evelpide alla ricerca di una “vita ideale”.

Una straordinaria Lucia Poli per un curioso e divertente “bestiario” moderno – martedì 18 febbraio alle 21 – con “Animalesse” ovvero un’antologia di “storie di animali in prosa, in poesia, in musica” di cui è regista e interprete sulle note dell’organetto di Rita Tumminia, in un’intrigante mise en scène ispirata alle trame fantastiche evocate dalle creature parlanti, “illustrate” da Giuseppe Ragazzini e “illuminate” da Henry Banzi (produzione Pupi e Fresedde-Teatro di Rifredi). Un viaggio tra gatte e topastre, asine e altre “bestiole, bestiacce e bestioline” che si raccontano senza troppi pudori o censure, esprimendo il proprio pensiero e il proprio giudizio, non sempre benevolo, sull’umanità e sul mondo. Ritratti al femminile tra prosa e poesia, dalle novelle di Aldo Palazzeschi ai monologhi di Stefano Benni, alle opere di Patricia Highsmith e Leonora Carrington per un excursus nel regno degli animali e nelle vicende surreali e inquietanti, satiriche e grottesche che vedono protagoniste “eroine” a quattro o più zampe, in una prospettiva capovolta e interessante sulla realtà.

Jacopo Cullin. “È inutile a dire”. Foto Damiano Picciau

S’intitola “È inutile a dire!” il nuovo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Jacopo Cullin, in scena con Gabriele Cossu e con i musicisti Matteo Gallus (violino), Andrea Lai (contrabbasso) e Riccardo Sanna (fisarmonica) venerdì 6 marzo alle 21 per una riflessione in chiave umoristica sulla fragilità delle relazioni e le crisi esistenziali nella moderna società liquida. Tra sketches e dialoghi surreali, sfilano alcuni degli “storici” personaggi nati dalla fantasia dell’artista cagliaritano, dal Signor Tonino con l’inconfondibile richiamo al figlio Roberto, a Salvatore Pilloni e Angioletto Biddi ‘e Proccu, maschere di una Sardegna in bilico fra tradizione e futuro, alle prese con nevrosi e paure tra sedute dall’analista e incontri (apparentemente) casuali. Jacopo Cullin ritorna sui palchi dell’Isola dopo il successo del film “L’uomo che comprò la luna” di Paolo Zucca, che l’aveva già diretto ne “L’arbitro” e de “La stoffa dei sogni” di Gianfranco Cabiddu, dove recita accanto a Sergio Rubini e Ennio Fantastichini, con un nuovo lavoro teatrale – capace di far sorridere e pensare.

Omaggio a Giuseppe Verdi domenica 15 marzo alle 21 con la “Grande Suite Classique Verdiana” del Balletto di Siena: le coreografie di Marco Batti disegnano un inedito ritratto del grande compositore, dove vita e arte s’intrecciano per un viaggio tra i capolavori del melodramma, tra arie indimenticabili e affascinanti pagine d’opera. Sulle note de “La Traviata”, “Simon Boccanegra”, “I Vespri Siciliani”, “Nabucco” e “Rigoletto” i danzatori del Balletto di Siena interpretano le vicende dei protagonisti e i momenti cruciali dell’esistenza del maestro, «uomo dell’Ottocento, ma con uno spirito dai tratti contemporanei, innovatore musicale e esploratore della psiche umana». Una partitura avvincente, un emozionante racconto per quadri da cui affiorano le figure di eroine tragiche come Violetta e Gilda, innamorata del capriccioso e volubile Duca, del pirata e del buffone, degli esuli e dei rivoluzionari, accanto all’artista che ha messo in musica le loro storie, tra drammi privati e successi di una fulgida carriera.

Fantastiche visioni in “Night Garden” dell’eVolution Dance Theater diretto dal danzatore e coreografo Anthony Heinl che chiuderà in bellezza sabato 4 aprile alle 21 la Stagione del CeDAC al Teatro “Nelson Mandela” di Santa Teresa Gallura regalando agli spettatori un fantastico sogno ad occhi aperti. Uno spettacolo affascinante e coinvolgente, tra atmosfere oniriche e giochi di luci, misteriosi riti e apparizioni in un giardino incantato, con una felice miscela di tecnologia e arte, danza, acrobazie ed illusionismo. Una performance di grande suggestione ispirata al momento sospeso tra il giorno e la notte «che trasforma il paesaggio e le sensazioni», alla vaga luce del crepuscolo che «risveglia i nostri istinti più primitivi» e fatalmente «ci porta a riflettere e fantasticare sul domani. Mentre ci rifugiamo nel calore dei nostri desideri più profondi tutto un altro mondo, al di fuori, sta per svegliarsi». Tra vortici di vento fluorescente e lampi improvvisi, prende vita il “Night Garden”, dove tutto è possibile e «nulla è come sembra».

Biglietti e abbonamenti
abbonamento Prosa: intero 45 euro – ridotto 35 euro
abbonamento Danza: intero 35 euro – ridotto 30 euro
abbonamento Prosa e Danza – 7 spettacoli: intero 70 euro – ridotto 60 euro – ridotto studenti 50 euro
biglietti: intero 13 euro – ridotto 11 euro

Per informazioni e prenotazioni: 3791253989 – teatronelsonmandela@gmail.comcomunestg.it