Continua la rassegna letteraria a Torre delle Stelle. Dopo Anthony Muroni, il terzo appuntamento ha visto protagonista un altro importante giornalista isolano: Giacomo Mameli. Il suo ultimo libro, edito da Il Maestrale nel giugno di quest’anno, racconta la storia di Ida Naldini, giovanissima ostetrica membro di un gruppo di ventidue neodiplomate all’Università di Bologna, che nel 1939 arrivarono nella Barbagia e in Ogliastra per svolgere il praticantato. Il titolo del libro “Hotel Nord America” si riferisce alla prima tappa sarda in cui arrivano le ostetriche, ossia l’hotel che porta quel nome sito a Nuoro. 

Matteo Porru non nasconde l’emozione di ospitare il noto giornalista, e precisa sin dai primi minuti che Hotel Nord America è il libro più bello presente nella rassegna. «Io di questo libro so davvero tante cose – dice Porru–: alcune le ho volute custodire dentro di me, e lì rimarranno; altre ve le voglio far conoscere. È un romanzo che parla di un viaggio, di tante vite che si incastrano tra di loro ed è, di fatto, un racconto di quarant’anni di storia, dal 1939 al 1979

Quella di Giacomo Mameli è stata una presentazione all’insegna della grande capacità oratoria del giornalista di Foghesu, tanti sono stati gli aneddoti storici raccontati, spesso ironici, riguardanti il tempo in cui è ambientato il libro. 

Il libro comincia con l’arrivo delle ventidue giovani dottoresse a Nuoro. Tra di loro c’è Ida, madre del giornalista. «Il giorno successivo al diploma vengono spedite in Sardegna – racconta Giacomo Mameli –. Il prefetto consegna alle neodiplomate i biglietti del treno della tratta Bologna/Civitavecchia, da lì si imbarcano e arrivano nell’isola, a Nuoro. Vengono mandate dal prefetto all’hotel Nord America (che era un casino!). Gli uomini del posto, vedendole passare, pensano altro. I balordi del paese si appostano sotto l’hotel. Le ragazze, perciò, vanno dal prefetto a protestare, capitanate dalla signora Zaira. Il prefetto chiama il comandante dei carabinieri a presiedere l’albergo. E anche i carabinieri esprimono apprezzamenti…»

Giacomo Mameli, che ha impiegato quattro anni a scrivere il libro, approfittando anche di alcuni scritti lasciati dalla madre, afferma di aver cercato di ricostruire quegli anni attraverso lo stile della cronaca e del racconto. «Quando mi definisco cronista e non scrittore, non mi sto sminuendo –precisa l’autore – : Cronos era un dio. Erano cronisti anche Peppino Fiori, Sergio Zavoli, Enzo Biagi; usavano il linguaggio per farsi capire dalla gente, ed è quello che ho fatto anche io.»

Tanti gli argomenti affrontati nel corso della presentazione, e diversi episodi narrati da chi sa bene come farlo. Molto interessante è stata la considerazione relativa al cambiamento del costume femminile, avvenuto in quegli anni. «C’è un legame molto forte tra l’avanzare del progresso e la crescita di Ida – dice Matteo Porru –; nel libro si parla di cosa volesse dire essere donna a Nuoro, nel 1939, ed esserlo in un paesino come Perdasdefogu nel 1946. Si delinea una figura femminile che si evolve.» 

È un’influenza esterna, quella che dà il via al cambiamento: Giacomo Mameli racconta, infatti, di un gruppo di zingare antifasciste che vengono mandate a Perdasdefogu: tra loro anche tale Caterina Lo Giudice. «Questa donna, intelligentissima – racconta il giornalista – creò nei primi anni Quaranta un gruppo di lettura. Le ragazze di Perdas andavano da lei per sentirla leggere. Si formò una coscienza civica.» Hotel Nord America  è stato definito come un libro di “un inviato nella preistoria contemporanea”.

Il prossimo appuntamento della rassegna, pensata e diretta da Matteo Porru, è fissato per giovedì tredici agosto: ospiterà Vittorio Sanna e il suo “Leggende rossoblu“, edito da Grafiche Ghiani.