Rientro a scuola. Dopo mesi di lockdown, di polemiche e di insicurezze inizia un anno scolastico diverso da tutti i precedenti: la scuola post Covid, quella con misure igienico-sanitarie rigorose, senza abbracci, ma con la consapevolezza che non si possa “ripartire davvero” se non si riparte dall’istruzione. La pensano così anche i tanti studenti italiani di quarta superiore che, nonostante la pandemia, non hanno rinunciato al proprio sogno, hanno scelto di partire e stanno iniziando in questi giorni la scuola in un paese fuori dall’Italia.

A garantire un soggiorno studio in sicurezza YouAbroad, da oltre 10 anni punto di riferimento per i tanti ragazzi (dai 14 ai 18 anni) che scelgono di studiare in una scuola superiore estera per un trimestre, un semestre oppure un intero anno.

Tra questi c’è anche Fabio Cimino, 17 anni, di Sassari, iscritto al Liceo Scientifico Marconi che quest’anno frequenta la quarta superiore alla Westfield High School in Indiana, US.

Fabio racconta: “Sono sempre stato motivato a partire, la mia famiglia mi ha sostenuto certa che se YouAbroad e i governi degli Stati coinvolti autorizzano il programma significa che si parte in sicurezza. Ho iniziato la scuola già in agosto in quarantena, ora siamo in presenza. Anche qui in America ci sono norme simili a quelle italiane: distanziamento, mascherine, igienizzazione, classi con numero ridotto di studenti, attività sportive all’aperto e in piccoli gruppi. Inoltre alterniamo giorni in presenza e a distanza, la didattica da casa però non prevede video chat, piuttosto lezioni preregistrate e compiti. Il tracciamento degli spostamenti è rigido: a mensa dobbiamo scannerizzare il QR code del tavolo a cui sediamo, le persone qui hanno più paura della quarantena per questo tracciamento così rigoroso e severo che del virus in sé. In effetti davvero mota gente viene messa in quarantena, però da un lato è giusto, io mi sento molto sicuro!”

Sto vivendo a Baerum, un comune vicino ad Oslo. – spiega Sandra Piga che in Italia frequenta l’Istituto Magistrale Carlo Baudi di Vesme a Iglesias. – La partenza per l’anno all’estero è da sempre il mio sogno e il Covid non mi ha fermata. Sicuramente è stato un percorso con alcune difficoltà dovute alla pandemia ma YouAbroad si è occupata di tutto e ci ha rassicurati sempre. La mia prima scelta erano gli Stati Uniti ma ho cambiato destinazione, i miei genitori si sono sentiti rassicurati dall’avermi più vicina e in un paese con pochi casi come la Norvegia. La scuola è iniziata il 18 agosto e tutto è proceduto come se nulla fosse. Sin dai primissimi giorni ho provato una sensazione strana nel vedere le persone non indossare le mascherine nei negozi e sui mezzi pubblici: qui non è obbligatorio però sono tutti molto responsabili e seguono le norme di sicurezza, ad esempio si mantiene la distanza, non ci si stringe la mano, si disinfettano molto spesso le mani, vengono evitati assembramenti anche dai più giovani. La mia scuola è abbastanza grande e sono state adottate diverse soluzioni per evitare contagi: ad ogni ingresso c’è un dispenser di disinfettante per le mani che ogni studente utilizza di sua spontanea volontà senza la supervisione di nessuno, le classi sono da circa 25 persone ma abbiamo diverse aule per diverse materie, quindi non rimaniamo mai tutta la giornata nello stesso ambiente chiuso. Dopo ogni lezione disinfettiamo il banco con lo spray, ci sono degli schermi all’interno della scuola che ricordano le istruzioni per la sicurezza di ognuno e se qualcuno avverte anche solamente dei leggeri sintomi di raffreddore o simili è tenuto a rimanere a casa”.

Tommaso Lodolini, fondatore di YouAbroad, spiega:Nonostante la situazione internazionale attuale, sono sempre di più le famiglie che si rivolgono a noi per organizzare l’anno di studio all’estero dei propri figli, riconoscendo il valore inestimabile di questa esperienza, soprattutto in termini di crescita personale e accademica. La possibilità di studiare in una High School all’estero, di apprendere una nuova lingua, di crearsi un network internazionale destinato a durare per sempre, nonché lo sviluppo di competenze trasversali indispensabili per il futuro accademico e professionale, sono solo alcune delle motivazioni che, anche in tempo di Covid, spingono le famiglie ad investire sul futuro dei propri figli. A questo si somma l’etica e la professionalità che tutti in YouAbroad perseguono quotidianamente. Negli scorsi mesi, abbiamo scelto di mantenere attivi solo i programmi che garantissero una totale sicurezza, ne abbiamo cancellati la maggior parte, anche in Paesi e Stati dove gli italiani sarebbero stati ammessi. Per noi è stato un grave peso economico anche perché abbiamo scelto di rimborsare tutte le famiglie degli studenti il cui programma è stato annullato, integralmente, senza imporre voucher, ma l’abbiamo fatto nella consapevolezza che fosse la scelta corretta verso tutte le persone che avevano scelto YouAbroad senza indugi. Da sempre, in questo momento così difficile più che mai, le priorità per YouAbroad restano il benessere degli studenti e la gestione impeccabile del programma all’estero, un sogno che ogni anno, da anni, diventa un progetto di vita per molti studenti ambiziosi”.