Inaugurata ieri, a Tempio Pausania, la terza edizione di Bookolica, il “Festival dei lettori creativi” ideato dall’associazione Bottega No-made. Il primo degli appuntamenti, denominato “Universo Battiato”, è stato incentrato sulla figura di uno dei personaggi artistici più complessi del panorama italiano contemporaneo. Abbiamo fatto qualche domanda allo scrittore (e musicista) Fabio Zuffanti, autore di “Franco Battiato. Tutti i dischi e tutte le canzoni, dal 1965 al 2019” (Arcana, 2020) e “Battiato. La voce del padrone. 1945-1982” (Arcana, 2018).

Fabio, come è stato svolto il lavoro di ricerca sulla carriera musicale (e sulla vita) di Battiato? 
L’ho costruito attingendo da interviste a Franco apparse negli anni in svariate riviste musicali e da testimonianze che ho raccolto da parte di suoi collaboratori. In altri libri sull’argomento spesso la voce di chi nel tempo ha conosciuto bene Battiato sono assenti. Io ho voluto colmare questo vuoto anche per avere una narrazione vista da angolazioni diverse.

Tu sei un musicista e scrivi di musica da tempo ma ultimamente hai anche pubblicato opere di narrativa. Da quale attività hai attinto di più, nello scrivere su Battiato? 
Dal mio essere musicista ho attinto quando si è trattato di descrivere perché Franco abbia usato certi suoni, certi strumenti. L’essere anche narratore mi è stato utile per imbastire la storia quasi come fosse un romanzo, per renderla accattivante anche per un non appassionato. 

Franco Battiato è ritenuto uno dei personaggi più complessi e carismatici della Storia della musica italiana. C’è qualcosa che hai scoperto mentre lavoravi ai testi a lui dedicati che ti ha sorpreso, che non avresti pensato potesse riguardarlo? 
Più che scoprire cose inedite ho avuto la conferma di quanto “spericolato” fosse Battiato. Nella sua carriera ha rincorso il successo e poi ha fatto il possibile per evitarlo, si è lanciato in imprese musicali impossibili, ha fatto tutto e il contrario di tutto fino a che il successo non è arrivato come lui lo voleva. Come non considerare un maestro un uomo così pregno di coraggio e inventiva? Per me è un vero esempio, di arte e di vita.