Le luci sfavillanti del cinema, l’essere rapiti da immagini, musiche, storie, poter viaggiare con la mente solo attraverso uno schermo, affascina un po’ tutti noi, poter essere gli artefici di queste creazioni ancora di più.

È proprio un forte spirito creativo, il desiderio di affermarsi nel mondo degli audiovisivi e diffondere la cultura cinematografica in Sardegna ad aver portato Sara Arango e Paolo Pisanu a dare vita, nella città di Sassari, alla casa di produzione video Burnout Films e alla Bipolar Service Video, una divisione della Burnout dedicata al noleggio di attrezzature video.

Nomi, quelli della Burnout e della Bipolar, che denotano proprio la sconfinata passione per questo mestiere, capace di assorbire completamente chi lo fa.

Una storia che nasce da lontano, dall’incontro tra due mondi e due culture diverse, ma che ha come comune denominatore la volontà di lavorare nel mondo degli audiovisivi, quella che porta alla nascita della Burnout Films.

I due fondatori si conoscono a Roma grazie ad amicizie in comune. Sara Arango, colombiana, parte per Roma per studiare cinema al Centro Sperimentale di Cinematografia, e resta poi in città per lavorare come direttore della fotografia in diverse produzioni. Paolo Pisanu, di Sassari, si trasferisce a Roma per studiare Cinema, diventa regista e realizza vari videoclip musicali. Iniziano a collaborare a Roma, in un ambiente tuttavia già saturo e dalla forte concorrenza. La realizzazione però, sempre nella Capitale, di un videoclip per il gruppo musicale “Primochef Del Cosmo” di Sassari, con il cantante Pasquale Demis Posadinu, segna un punto di svolta. Iniziano i primi contatti con gli ambienti sardi. Paolo ritorna a Sassari, dove anche Sara decide di trasferirsi, e portano con loro il desiderio di proseguire nell’Isola la strada già intrapresa. Sette anni fa, nel 2013, fondano infatti la Burnout Films.

L’obiettivo è, fin dall’inizio, quello di diventare uno dei pilastri dell’industria cinematografica in Sardegna, creare un laboratorio audiovisivo per realizzare videoclip, cortometraggi, lungometraggi e, al contempo, favorire la diffusione della cultura e della tecnica degli audiovisivi attraverso lezioni alla Scuola Civica di Sassari, all’Università, corsi di formazione e video tutorial.

Da subito, tuttavia, emerge il problema della scarsità delle attrezzature presenti in Sardegna. La Burnout stessa si trova a dover acquistare fuori quasi tutta la strumentazione necessaria. Questo problema, unito al sempre maggior numero di giovani che vorrebbero realizzare il sogno di diventare filmmaker, ha portato Sara e Paolo a far nascere, circa tre anni fa, la Bipolar Service Video, l’unica vera realtà presente a Sassari che si occupa dell’affitto di obiettivi, droni, cavalletti, luci, telecamere e macchine da presa ad appassionati e professionisti che ne facciano richiesta.

L’azienda si propone così di diventare il centro di riferimento nel settore, almeno per il Nord Sardegna, fornendo una risposta anche alle produzioni estere o nazionali, che per la realizzazione di film e pubblicità in Sardegna tendono, di solito, a portare o ad affittare tutta l’attrezzatura a Milano o a Roma, con maggiori costi di affitto, assicurazione e trasporto.

Il risultato, essendo la Bipolar forte della disponibilità di molto materiale, consultabile attraverso un ricco catalogo sul sito internet, è anche la partecipazione a coproduzioni di cortometraggi e documentari, ma non solo. In pochi anni l’azienda è già riuscita a creare una vera e propria squadra con i colleghi presenti sull’Isola, che possono, attraverso la Bipolar, anche subaffittare i propri strumenti, e a proporsi come punto di appoggio per altre case di produzione italiane per il reperimento di professionisti, risorse e location. Una vera guida insomma in un mercato, quello del noleggio degli strumenti per audiovisivi, sicuramente complesso, ma che è capace di regalare anche soddisfazioni. Nemmeno l’epidemia causata dal Covid-19 è riuscita a fermarlo, anzi, inaspettatamente ha inciso in modo positivo su questo settore. Il lockdown ha consentito ai creativi di avere il tempo per mettere insieme molte idee e, di conseguenza, le richieste per poterle poi sviluppare, dopo la quarantena, sono state numerose.

E dato che solo dei veri appassionati riescono a trasformare un mondo che regala sogni al pubblico in una realtà capace di fare impresa e creare lavoro, non possono mancare aspettative per il futuro. Sara Arango e Paolo Pisanu non hanno dubbi, vogliono continuare a impegnarsi per far crescere e rendere la Bipolar il service più importante della Sardegna e, un giorno, perché no, riuscire ulteriormente ad espandersi.