È iniziato il secondo biennio del programma di protezione per richiedenti asilo e rifugiati attivato dal Comune, che fa leva sul Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. Il Servizio centrale Sprar del Ministero dell’Interno ha svolto il monitoraggio delle attività, degli stabili cittadini in cui vivono gli ospiti e dei percorsi di inserimento che il Gus, l’associazione affidataria del servizio tramite bando di gara, sta realizzando per gli utenti. Nei giorni scorsi l’Amministrazione comunale ha ricevuto il riscontro della Direzione del Servizio Centrale.

«La recente visita effettuata dai responsabili del Ministero dell’Interno – sottolinea l’Assessora alle Politiche sociali, Rosella Nuvoli – ha avuto esito positivo. Gli ispettori hanno visionato i sei appartamenti. È stata evidenziata la posizione centrale e la buona condizione sostanziale delle strutture, migliorabile con piccoli interventi di manutenzione che verranno effettuati dai gestori del servizio. Inoltre, sono stati rilevati tanti punti di forza del progetto, a partire dal coinvolgimento degli utenti nella gestione della struttura, dai percorsi per la loro autonomia, dalla programmazione e dai servizi di mediazione linguistico-culturale, educazione, formazione, tutela e inserimento. Dal 2016 sono stati cento i richiedenti asilo ospitati a rotazione in diversi appartamenti di Porto Torres, senza mai però superare la quota delle venticinque unità presenti contemporaneamente in città. Questo progetto ci ha permesso di effettuare un maggiore controllo, anche numerico, dell’accoglienza, con una supervisione molto attenta sia negli ingressi che nella verifica dei costi e delle effettive attività d’integrazione svolte. Siamo stati tra i primi comuni a scegliere di aderire poco più di due anni fa allo Sprar ed è stata una scelta lungimirante, perché è l’unico strumento che ci consente di vigilare sull’accoglienza e sulla corretta gestione dei migranti. In questo modo abbiamo potuto anche arginare il proliferare di nuovi Cas, proprio grazie alla clausola di salvaguardia prevista dallo Sprar».

Il programma utilizza fondi ministeriali. Il Comune contribuisce per una quota del 5% quantificata solo sulle ore di lavoro che il personale in carico all’ente dedica al programma. Il servizio, per il biennio 2018-2020, sarà svolto dall’associazione Gus, vincitrice della gara pubblica bandita dal Comune.

«L’associazione ha operato anche nello scorso biennio, collaborando con associazioni locali e Consulta del volontariato, occupandosi degli inserimenti scolastici e lavorativi degli utenti e svolgendo attività d’integrazione come ad esempio lo spostamento della posidonia nelle spiagge, la partecipazione a eventi culturali, la creazione di percorsi di autoimprenditorialità e l’attivazione di tirocini attraverso la collaborazione con l’Aspal. Abbiamo apprezzato in questo primo biennio l’impegno dei referenti del Gus che hanno rispettato gli indirizzi del progetto, dimostrando professionalità nella gestione dei richiedenti asilo, verso i quali è stata svolta una dettagliata attività di formazione e integrazione. È da sottolineare anche che l’adesione dell’Amministrazione comunale allo Sprar, oltre a consentirci di svolgere una verifica attenta delle spese per i fini prestabiliti, ci ha permesso di monitorare i percorsi intrapresi dai beneficiari di questa misura di protezione – conclude l’Assessora Nuvoli – di sostenerli e formarli, creando opportunità di reale inclusione e socializzazione con la nostra comunità».