È un coro unanime di no quello che si è levato ieri sera in Consiglio comunale, a Oristano, contro la campagna che trasforma i “Giganti di Mont’e Prama” negli “Eroi di Mont’e Prama”.

L’assemblea civica ha votato all’unanimità (20 voti a favore) la proposta di ordine del giorno di Andrea Riccio (Consigliere comunale del gruppo Capitale Oristano) che impegna “la Giunta ad intraprendere tutti gli atti possibili perché, di concerto con il Comune di Cabras nonché degli altri Comuni aderenti all’Unione di Comuni Costa del Sinis Terra dei Giganti, ma anche assieme a tutti gli altri comuni della Provincia e Sardi, come delle altre istituzioni territoriali agiscano nei confronti del Ministero dei Beni Culturali e della Regione Sardegna perché il nome utilizzato in qualsiasi mezzo promozionale relativo a Mont’e Prama sia l’originale di Giganti e non di Eroi”.

Illustrando la proposta, Riccio ha ricordato come la recente campagna promozionale a cura del Segretariato regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo della Sardegna, che sarebbe costata addirittura 273 mila euro, pur avendo il lodevole intento di promuovere e divulgare la conoscenza del sito nuragico Mont’e Prama, cambiando il nome delle statue, ha inciso molto negativamente sulla promozione di questo bene culturale.

“Il nome è importante – ha detto il consigliere Riccio -. È un elemento fondamentale per ciascuno di noi e allo stesso modo lo è per un bene di cui si vuole promuovere la conoscenza. La denominazione dei Giganti, frutto della felice intuizione dell’accademico dei lincei Giovanni Lilliu, viene cancellata in nome, si spiega, del rigore scientifico: dopo quarantaquattro anni, di cui quaranta trascorsi nell’oblio dei magazzini del Museo Archeologico di Cagliari, i Giganti vengono nuovamente sepolti. Ora diventano Eroi. Giganti è la denominazione a cui tutti nel territorio siamo ormai affezionati. Ormai per tutti i Giganti sono loro, le affascinanti e misteriose statue di Mont’e Prama. Libri e pubblicazioni, articoli su giornali, settimanali, riviste, ma anche numerose pagine su Facebook. Ancora, la grande Dinamo Sassari si gemella con questi splendidi reperti, banche pubblicizzano i loro mutui, poi ristoranti, pizzerie, vini e chissà quanto altro è stato denominato in onore delle sculture a cui tutti ormai siamo fortemente affezionati se non innamorati. I Giganti di Mont’e Prama. Questa è tutta ulteriore pubblicità gratuita alla cultura e stimolo alla sua diffusione”.

“Giganti è diventato un brand che rappresenta identità ed ha un valore – ha proseguito -. Anche le istituzioni lo utilizzano ufficialmente. Che senso ha, oggi, cambiarlo. Tutto questo produce un danno e occorre una mobilitazione per porre rimedio”.

“Quello che ha detto il consigliere Riccio è assolutamente vero – ha detto il Sindaco Andrea Lutzu aprendo il dibattito -. La nostra posizione è chiara ed è stata espressa anche recentemente dai sindaci del territorio che hanno avuto parole durissime nei confronti della Sovrintendenza per una decisione incomprensibile e inaccettabile”.

Forti le critiche da parte di tutti i consiglieri intervenuti (Patrizia Cadau, Antonio Iatalese, Maria Obinu, Angelo Angioi, Luigi Mureddu e Davide Tatti) secondo cui non si può disperdere il valore e il patrimonio, ormai consolidato e unanimemente riconosciuto, che deriva dal nome “Giganti di Mont’e Prama”.