Giovedì 17 gennaio a Cesena, presso la Sala San Giorgio della Biblioteca Malatestiana, è stata inaugurata la mostra documentaria realizzata dalla Fondazione Gramsci Onlus Gramsci. I Quaderni del carcere e le riviste ritrovate.

In questa edizione sono esposti al pubblico gli originali dei trentatré quaderni del carcere scritti da Antonio Gramsci fra il 1929 e il 1935 e, in anteprima, i due ricevuti a Turi nel 1933 lasciati in bianco – mai esposti in precedenza – unitamente ad alcune riviste recentemente ritrovate a Ghilarza.

La scelta di modificare l’allestimento della mostra dei Quaderni del carcere, già presentata a Roma, Cagliari, Torino e Londra, è stata presa a seguito del recente rinvenimento a Ghilarza di un importante corpo documentale costituito dalla collezione di riviste letterarie e d’avanguardia appartenute al giovanissimo Antonio. Si tratta in maggioranza delle riviste alle quali Antonio Gramsci era abbonato prima come studente ginnasiale a Santu Lussurgiu, poi come allievo al liceo Dettori di Cagliari e infine come studente universitario nei primi anni da lui trascorsi a Torino.

Le riviste facevano parte della biblioteca personale che il giovane Gramsci aveva voluto costruire nella sua casa di famiglia a Ghilarza e che continuò ad aggiornare con l’invio di nuovi libri e riviste.

La collezione è composta dalle testate “Il Marzocco” (1907-1911), “Le cronache letterarie” (1909-1911), “La Lupa” (1910-1911), “Piemonte” (1911-1912), “La Voce (1910-1914), L’Unità. Problemi della vita italiana” (1911-1913) e “Patria” (1912). Alcune annate sono rilegate.

Il ritrovamento delle riviste arricchisce il ritratto del giovane Gramsci di nuovi elementi biografici e ci permette di accedere a fonti che hanno contribuito alla sua formazione culturale in Sardegna; fra queste un ruolo non secondario, per molteplici aspetti, ebbero le riviste di inizio Novecento.

Integrano l’esposizione una piccola selezione di libri provenienti dalla biblioteca di Ghilarza e di schede di lettura facenti parte dello schedario bibliografico redatto da Gramsci negli anni del liceo e dell’università. Come sottolineato dal curatore: I collegamenti che si possono stabilire fra manoscritti del carcere, riviste, libri e schede retrodatano agli anni trascorsi in Sardegna la conquista di una già significativa maturità culturale.

La mostra è promossa dal Comune di Cesena con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna ed è realizzata in collaborazione con la Fondazione Casa Museo di Antonio Gramsci di Ghilarza Onlus, dalla Fondazione Radici della sinistra di Cesena e con il contributo di Formula Servizi.

Catalogo MetaMorfosi a cura di Gianni Francioni, Francesco Giasi e Luca Paulesu.

Cesena, Biblioteca Malatestiana – Dal 17 gennaio al 31 marzo 2019

Orari: lunedì 14 – 16; da martedì a sabato 9 – 16; domenica e festivi 10 – 16