Oggi, 9 novembre 2019, ricorrono i 30 anni dalla caduta del Muro di Berlino, che ha rappresentato un evento storico e politico che ha cambiato il volto del pianeta, gli equilibri, i rapporti, i confini ed il futuro stesso. Tanto la sua costruzione, quanto la caduta del muro sono state tra gli eventi fortemente simbolici del XX secolo. Quella data, il 9 novembre del 1989. ha decretato la fine di un’epoca ancora oggi ispiratrice, che verrà ricordata e festeggiata in tutto il mondo.

Ozieri vuole rendere omaggio a questo anniversario con la mostra fotografica “Il Muro, la sua caduta e il dopo” di K.L. Lange.

L’autore tedesco vive a Berlino e ad essa ha dedicato buona parte della sua produzione, fotografandola con costanza e progetto.

In questa esposizione presenta immagini in bianco e nero, realizzate tra il 1973 e il 2000 e mostrano il Muro che divideva la città, la sua trasformazione e l’epilogo.

La mostra, curata da Gino Puddu e realizzata con la collaborazione dell’Istituzione San Michele, sarà inaugurata sabato 9 novembre alle 18:30 nella Pinacoteca cittadina “G. Altana” alla presenza del Sindaco del Comune di Ozieri Marco Murgia e dell’Assessore alla Cultura Ilenia Satta.

Sarà possibile visitare la mostra fino al 1° dicembre dal martedì alla domenica dalle 16:00 alle 19:00, il costo del biglietto è di 2 euro. Aperture su prenotazione per le scuole.

Per info contattare l’Istituzione San Michele al numero 079 787638

Karl Ludwig Lange. Foto Friedhelm Denkeler

Karl Ludwig Lange, nato in una agiata famiglia a Minden, Westfalia (Nordgermania) nel 1949, in pieno dopoguerra, del quale ricorda ancora bene distruzione, macerie, comunità lacerate, invalidi.

Dopo le prime scuole e 5 anni di collegio (“un’esperienza importantissima”), a 17 anni decide di andare a vivere a Berlino Ovest, dove inizia a lavorare prima come assistente fotografo poi volontario presso l’agenzia dpa (Deutsche Presse Agentur), in seguito ancora assistente da Will McBride a Monaco di Baviera. Seguono viaggi in mezza Europa (anche in Italia) e in Giappone.

Di nuovo a Berlino, dal 1973 decide di mettersi in proprio concentrandosi, come Stadtfotograf/reporter urbano, su quello che è il suo interesse fotografico principale: la città nel suo esistere e divenire, le architetture come forma di linguaggio, privilegiando progetti di ampio respiro.

La sua è fotografia documentaristica, strade, abitazioni, edifici, la gente se c’è. In bianco e nero, una 35 mm e una 6×7, grandangolo, poco teleobiettivo, tanta camera oscura.

Realizza progetti quali Situation eines Jugendlichen (Situazione di un giovane 1975), Berlin – Prenzlauer Berg (1978), Il Gasometro di Schöneberg (1981), Il nuovo gotico in Berlino (1982-84), Berlin Wedding (1983-84), La ricostruzione del Martin Gropius Bau (1981-86), Topographie der Berliner Mauer 1973-1990 (2005) fino a Berliner Jahre 1973-2004, imponente lavoro presentato in forma di dieci esposizioni in contemporanea al Mese della Fotografia berlinese nel 2014.

Progetti, costellati da stipendi e premi, che nel tempo hanno prodotto un enorme archivio, le cui immagini hanno trovato forma in decine di pubblicazioni ed esposizioni (anche, tra l’altro, nel 1983 al Diaframma di L. Colombo).