La radio ne ha passate tante. Dall’avvento della televisione a quello di Internet, in oltre un secolo dalla sua nascita il mondo della radiofonia è stato messo alla prova, sfidato, dato per perso ma mai veramente sconfitto. Anzi, si è evoluto, migliorato, digitalizzato, e oggi si conferma uno dei mezzi di comunicazione più longevi, in perfetta salute. Per dare qualche dato, l’ultima indagine TER (Tavolo Editori Radio) parla di oltre 35 milioni di ascoltatori giornalieri in Italia, con dati in crescita; mentre la diffusione delle web radio aumenta, insieme ai contenuti audio on demand: i podcast, considerati il nuovo fenomeno di massa. Celebrare il medium allora è quasi d’obbligo. Ed è proprio ciò che da sempre fa il FRU: il Festival delle Radio Universitarie, che per la prima volta approda in Sardegna con tre giorni di eventi, incontri, workshop e musica live.

Il FRU è la manifestazione più importante dedicata alla radiofonia universitaria italiana e quest’anno, alla sua 12ª edizione, si terrà a Cagliari dal 10 al 12 maggio, sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo. Il capoluogo sardo ospiterà 33 radio universitarie nazionali, con 24 ore di diretta condivisa, e circa 300 studenti provenienti da tutta Italia e dal resto d’Europa.

Gli studenti saranno i principali protagonisti dell’evento. Ma il FRU non si rivolge esclusivamente ai futuri lavoratori del mondo radiofonico ma anche a tutti i cittadini amanti della radio, della musica e non solo. Si parlerà di nuovi linguaggi espressivi, new media, comunicazione nei social e tanto altro, all’insegna della “contaminazione”, elemento «imprescindibile» per fare radio oggi, come spiega Simone Cavagnino, direttore responsabile di Unica Radio, la web-radio dell’Università di Cagliari che ospiterà la nuova edizione.

Tema di quest’anno: il viaggio, filo conduttore dell’intero evento e dei numerosi incontri: «Vivendo in Sardegna è inevitabile confrontarsi con il viaggio», dice Cavagnino. Viaggiare significa «scambio, osmosi, è la possibilità di un confronto».

Tra gli ospiti più attesi ci sarà Salmo, che aprirà il festival e incontrerà il pubblico per parlare del rapporto tra musica e grafica. Il produttore musicale Paolo Alberto Lodde aka Dusty Kid invece si racconterà per la prima volta, per approfondire il mondo del producing.

Il FRU sarà animato anche da esponenti del mondo del giornalismo, della radio e della cultura, come Anna Piras, direttrice di TG Rai Sardegna, Nicola e Gianluca Vitiello e Michele Wad Caporosso di Radio Deejay. E ancora, Elisabetta Sacchi e Federico Riesi di Radio M2o, Luigi Mameli di Radiolina, lo scrittore Francesco Abate e Alice Soru di Open Campus, solo per citarne alcuni.

Attraverso le tavole di discussione, i workshop e i seminari – che si terranno tra i quartieri Marina e Villanova di Cagliari – verrà presentato e sviscerato il lavoro in radio, in tutte le sue fasi. Ci saranno infatti dei laboratori pratici che verteranno sugli aspetti più tecnici: dal cablaggio dei cavi alla messa in onda, dalle tecniche di conduzione all’uso della voce.

I giovani, dicevamo, saranno al centro del Festival delle Radio Universitarie. Per anticipare la rassegna, è stata lanciata la campagna social “Amo fare radio perché…”: gli studenti di RadUni – l’associazione degli operatori radiofonici universitari italiani che dal 2007 organizza il FRU – hanno spiegato, attraverso dei brevi video, la loro passione per il mezzo. Durante il festival, inoltre, si svolgeranno diversi contest rivolti agli studenti, come il miglior programma radiofonico del circuito delle radio universitarie e la miglior voce di RadUni.

Quindi musica e intrattenimento ma soprattutto discussione, riflessione e formazione animeranno la nuova edizione del FRU. Per festeggiare il mezzo di comunicazione che non invecchia mai. Perché come dice Cavagnino, ricordando le parole di Gianluca Nicoletti, giornalista e speaker di Radio 24, «La radio [intesa come oggetto concreto, ndr] è morta ma risorta grazie a Internet». E nella sua astrattezza, continua a vivere senza smettere mai di informare, divertire ed emozionare. Che sia attraverso un’app, un social network o uno smartphone.