Riavvolgere il nastro della storia per poter riascoltare la magia della poesia, le voci e il carisma dei poeti più noti della Beat Generation che fra il 28 e il 30 giugno 1979, a Castel Porziano, sul litorale romano, conquistarono le trentamila persone presenti al primo festival internazionale dei poeti.

A quarant’anni da quei giorni, il progetto “Poesie dagli Alberi: installazione audio sul Festival dei poeti di Castel Porziano del 1979”, a cura di Nino Iorfino, sperimentatore multimediale, e Lidia Riviello di Rai Radio 3, sbarca il 4 settembre a Seneghe per celebrare l’evento che vide protagoniste la poesia contemporanea, la creatività e l’inquietudine del ’77, ospite dell’ultima tappa delle Anteprime del Cabudanne de sos poetas, che darà il via alla quindicesima il giorno dopo. Lappuntamento inaugurale dell’installazione (visitabile per tutta la durata del festival) è alle 18:30 a Prentza de Murone, sede del vecchio frantoio del paese e degli incontri del festival. Con “Alberi Poeti” Iorfino innesta oggi voci poetiche fra gli alberi di giardini e festival.

Le registrazioni scelte per l’installazione di Alberi-Poeti nel giardino di Sa Prentza con il suo verde frutteto, furono realizzate da Radio Alice il 30 giugno 1979 sulla spiaggia di Roma, dove, nell’ultima giornata del festival internazionale dei poeti di Castel Porziano, una delle manifestazioni più importanti a livello europeo, considerata come una sorta di “Woodstock della poesia”, si alternarono senza sosta i più noti poeti della Beat Generation: da Allen Ginsberg a William Burroughs, da Gregory Corso a Lawrence Ferlinghetti.Intervennero anche poeti europei come il greco Stavros Tornes e il russo Evgenij Aleksandrovič Evtušenko, insieme ai più locali Victor Cavallo, della Garbatella, e Dario Bellezza, di Trastevere.

Erano tempi molto agitati e con un forte bisogno di espressione collettiva, così per le prime due giornate gruppi di persone, a ondate, occuparono il palco impossessandosi del microfono e interrompendo la recitazione. Qualcuno manifestava, qualcuno sproloquiava, qualcuno si ribellava, qualcun altro si denudava. Ma nell’ultima sera le voci più importanti di quella caotica e creativa Woodstock della poesia lasciarono a bocca aperta e assorte nell’ascolto quelle migliaia di persone”, racconta Nino Iorfino. Negli alberi del giardino di Sa Prenza de Murone, a Seneghe, si potranno riascoltare per una sera i classici della Beat Generation attraverso speakers innestati. Tirate fuori da una scatola quarant’anni dopo, quelle audiocassette restituiscono viva l’energia unica di quell’evento.