Sei giorni di spettacoli tra proiezioni, masterclass, pubblico appassionato e grandi ospiti come il regista ungherese Béla Tarr (che ha ricevuto il premio alla carriera), il produttore Gianluca Arcopinto e il direttore della fotografia Beppe Lanci. Eventi che hanno fatto di Alghero una città internazionale del cinema targata Sardinia film festival.

Sabato 1 luglio, la serata conclusiva presentata da Rachele Falchi è iniziata a Lo Quarter con un presenza d’eccezione, quella dei Tenores di Bitti “Remunnu ‘e Locu”, insigniti della Medaglia di rappresentanza della presidenza del Senato consegnata dalle mani del presidente del Sardinia, Angelo Tantaro, “per essere stati ambasciatori della cultura sarda nel mondo, contribuendo a far conoscere e apprezzare, con la propria vibrante intensità melodica, la bellezza di un’espressione artistica autoctona, unica e originale, che affonda le radici nell’antica e insondabile tradizione dell’isola, e che l’Unesco ha riconosciuto come patrimonio immateriale dell’umanità”.

Il gruppo è stato introdotto dal giornalista Salvatore Taras, che ha ricordato il lungo curriculum e i successi della formazione guidata da Daniele Cossellu. Il decano dei tenores ha voluto dedicare il prestigioso riconoscimento a Battore Bandinu, Tancredi Tucconi e Piero Sanna, tre amici che assieme a lui fondarono il gruppo nel 1974, due dei quali non ci sono più e un terzo si è ritirato dalle scene. Il gruppo si è esibito in un’esemplare dimostrazione canora seguita da un fragoroso applauso.

 

I vincitori. La cerimonia è proseguita con l’assegnazione dei premi per le cinque sezioni in concorso. Primo classificato nella categoria Scuole di cinema è stato lo statunitense-coreano “Angeltown” di Nancy Liu, ambientato nella notte colorata di Los Angeles, dove Lola, una sosia coreana di Marilyn Monroe, vive l’inquietudine di un difficile rapporto con il padre separato. Ad “Angeltown” è stata conferita la Medaglia della Presidenza della Repubblica.

Incetta di premi anche per “Nobody dies here” del regista francese Simon Panay, riconosciuto come miglior Documentario internazionale, che racconta le vicende della miniera d’oro di Perma, nel Benin, dove in molti scavano inesorabilmente nella speranza di diventare ricchi e alcuni vi perdono la vita. Un emozionato Panay ha ricevuto la Medaglia della Presidenza della Camera e, inoltre, il premio della Giuria ristretta formata da tredici membri scelti tra le persone detenute del carcere di Bancali. Una giuria rappresentata a Lo Quarter dal garante Mario Dossoni e dalla dottoressa Antonella Vandi, che ha concesso una menzione speciale a “Jail quarters” di Marc Pascal.

 

 

I sardi premiati. La regista cagliaritana Silvia Perra, con il corto “La finestra” ha ricevuto il premio Vetrina Sardegna, assegnato dai festival partner Fastnet di Cork ed Edinburgh Short Film Festival. Il filmato racconta la storia degli ultimi quattro abitanti di un piccolo villaggio, costretti ad abbandonare la propria casa contro la propria volontà.

L’ogliastrino Alessio Cuboni ha invece conquistato il premio Fiction italiana con “Lost in the white”, consegnato dall’assessore Raniero Serra del Comune di Alghero per un horror girato in prevalenza tra Fonni e Villagrande Strisaili, nel quale uno snowboarder solitario si ritrova disperso nella neve durante una sciata. Il nuorese Francesco Cocco il corto “Mariquita”, prodotto in Spagna, ha vinto una menzione speciale dei Diari di Cineclub, che hanno concesso il primo posto a “Red Light” del bulgaro Toma Waszarow.

Nella Fiction internazionale il primo classificato è a “Jail quarters” del francese Marco Pascal, con una menzione speciale a “De l’attention” del connazionale Bastien Bernini.

Il Premio Videoarte è stato conferito al corto spagnolo “Gamers” di Rodrigo Canet, mentre una menzione speciale è stata assegnata al cubano “Manual” di Letícia Simões. Miglior film della sezione Experimental è stato l’ungherese “The first time I saw Francis Taylor he was in slow motion” dell’autore Sousa Haz, originario di Rio de Janeiro.

Nel corso della serata è stato proiettato il videoclip “Ernesto”, realizzato dalla Società Umanitaria di Alghero, nel quale le melodie della cantante algherese Claudia Crabuzza fanno da cornice musicale al lavoro di regia di Marco Antonio Pani e Bruno D’Elia. Presentato anche il videoclip realizzato dagli studenti del corso di cinematografia dell’Accademia delle Belle Arti di Sassari assieme al coordinatore Andrea Deriu. Tra gli spettacoli collaterali, il reading musicale a cura del Progetto Ottobre in Poesia e le vibranti note degli Emo Jazz Band.

Un bilancio decisamente positivo per la prima edizione algherese del premio internazionale del cortometraggio, organizzato dal Cineclub Sassari Ficc in collaborazione con il Comune di Alghero, la Fondazione Meta, la Sardegna Film Commission e il mediapartner Diari di Cineclub. Notevole la gratificazione del team di professionisti impegnato da mesi per la buona riuscita della manifestazione sotto la direzione artistica di Carlo Dessì, che lo ha definito “la vera forza del Festival”.