Musica, abiti e cucina a fare da ponte tra due culture differenti ma non più distanti. Ieri al Convento San Giuseppe a Cagliari, l’associazione Kirghizistan Sardegna Onlus in collaborazione con Nasip, Aike Makeup, ChapanSar, Nikola Marini, associazione CMS (cultura moda solidale), Acli Cagliari e Ipsia Sardegna ha organizzato “Sosteniamo il mondo con mani delicate”, una serata dedicata alla conoscenza reciproca, al dialogo e alla convivialità per favorire l’incontro tra la comunità kirghisa Sarda e l’Isola.

“Terra aspra, selvaggia e incontaminata, il Kirghizistan suscita nei suoi abitanti un forte sentimento di appartenenza. Ed è forse questo l’aspetto che più accomuna il popolo Kirghiso a quello Sardo – spiega la presidente dell’associazione Munara Sydykova –: l’amore per la propria terra, l’orgoglio per le proprie origini, una visione globale del mondo senza per questo rinunciare alla propria identità di popolo”.

La comunità kirghisa in Sardegna è in crescita e conta circa cinquecento residenti nell’Isola di cui trecento vivono a Cagliari. L’obiettivo dell’evento dichiarato dagli organizzatori è stato quello di collegare la Sardegna con l’Asia, rinnovando la nuova via della seta attraverso la crescita della cooperazione e l’aumento delle connessioni.

La serata ha avuto inizio con una sfilata di moda che ha coinvolto le stiliste provenienti dal paese centroasiatico ChapanSar, Aidai, Salone d’arte Topchu, 7 sorelle, Madina Tapaeva e le stiliste sarde Ilaria Porcu, Mary Emme. Quindi la musica di Nicola Agus e dei pianisti Rocco Mancini e Michele Scano ha accompagnato il resto della serata tra piatti tipici delle due culture e convivialità.