Il 10 dicembre 2018 è una data storica per la radiofonia universitaria italiana. Unica Radio, la radio degli studenti universitari di Cagliari, entra nel digitale grazie a un accordo con il consorzio DigitalRadio Group e attiva la sua trasmissione sul canale 10A.

A credere in Unica Radio e nel suo sviluppo nel DAB+ l’amministratore delegato del consorzio sardo Ian Loris Nonnis insieme al responsabile del progetto Federico Cancarini.

La radio digitale obbligo dal 2019. La copertura del DAB+ attuale – Un emendamento del governo alle Legge di Stabilità introduce un calendario per facilitare il decollo della nuova tecnologia. Dal 2020 sugli scaffali dei negozi ci saranno solo apparecchi con interfaccia ad hoc. L’emendamento a più forte impatto sui consumatori riguarda però il mondo della radiofonia: dal gennaio 2020 tutte le radio in vendita dovranno essere dotate di un chip per la trasmissione digitale. Il percorso comincia dal 2019: “per favorire l’innovazione tecnologica – si legge nell’emendamento del governo – a partire dal primo giugno 2019 gli apparecchi atti alla ricezione della radiodiffusione sonora venduti dalle aziende produttrici ai distributori al dettaglio” dovranno integrare “un’interfaccia che consenta all’utente di ricevere i servizi della radio digitale”.

La radio è l’ultimo media a digitalizzarsi, ma la gamma di soluzioni e servizi che questo passaggio comporterà, avrà un impatto notevole su molti altri settori, che potrebbe essere addirittura rivoluzionario. In Italia, come è noto, il governo ha inserito all’interno della legge di stabilità una norma che stabilisce come dal giugno 2019 non si potranno più importare ricevitori che non siano dotati di chip di decodifica del segnale radio DAB, mentre a partire dal 2020 le radio che ne saranno prive non potranno più essere commercializzate. Ciò ovviamente non segnerà la fine delle trasmissioni analogiche su FM, ma contribuirà certamente ad aprire una nuova e concreta crescita di possibilità e servizi.

Nei prossimi anni la piattaforma DAB non resterà semplicemente un sistema di diffusione di contenuti audio, ma sarà il vettore di servizi innovativi che costerebbero molto di più se fossero distribuiti in streaming via Web e banda larga. In Norvegia e in Svizzera, due dei paesi in cui le auto dotate di decodifica radio digitale sono più diffuse, esiste un sistema chiamato EWS (Emergency Warning System), che consente alle autorità di diramare allarmi istantanei, ad esempio su alluvioni o altri cataclismi, solo nelle zone interessate e in tempo reale, con possibilità di dare priorità al messaggio interrompendo la normale trasmissione per trasmettere il comunicato.

In futuro, inoltre, gli aggiornamenti OTA saranno sempre più cruciali per le smart car. Attualmente un’azienda dovrebbe richiamare tutte le sue auto ed effettuare singolarmente l’aggiornamento software in officina, ma in futuro l’intera operazione sarà semplice come su smartphone e potrebbe passare attraverso la piattaforma radio digitale, abbattendo, così, anche i relativi costi.

Ma i servizi possibili sono molti altri. Le piattaforme DAB infatti sono in grado di gestire le richieste degli utenti in diverse modalità, ad esempio passando alla banda larga quando il segnale radio è assente, per poi tornare automaticamente a quest’ultimo quando nuovamente disponibile, senza dover interrompere il programma radio che si sta ascoltando. L’interazione tra GPS e DAB invece consentirà di ricevere rapidamente informazioni sullo stato del traffico locale, a seconda della propria posizione, per non parlare dell’industria dell’advertising, che ha già mostrato un forte interesse verso la radio digitale.

La digitalizzazione, infine, porterà vantaggi anche in termini di risparmio energetico: un’antenna DAB per funzionare richiede un decimo dell’energia necessaria ad alimentare quella di una radio FM che debba coprire adeguatamente un certo territorio. Inoltre le antenne FM possono portare il segnale di una sola emittente, mentre quelle DAB ne possono gestire fino a 20 contemporaneamente.

Unica Radio su Spotify – Da qualche giorno, inoltre, la web radio universitaria di Cagliari trasmette i propri contenuti attraverso la piattaforma di streaming online Spotify. Lanciato nell’ottobre 2008 dalla startup svedese Spotify AB, il servizio ha oltre 75 milioni di utenti al 10 giugno 2015. Il 14 settembre 2016 vengono raggiunti i 40 milioni di utenti paganti, acquisendo in soli sei mesi 10 milioni di abbonati. Ha più di 140 milioni di utenti attivi mensili nel Giugno 2017 e più di 70 milioni di abbonati nel Gennaio 2018.

Unica Radio, radio degli studenti dell’Università di Cagliari è figlia di un progetto universitario nato nel 2007, finanziato attraverso i fondi dedicati alle attività culturali dell’Università di Cagliari e il fondo regionale dell’ERSU Cagliari. L’emittente è una realtà che coinvolge gli studenti e il territorio con partecipazione e numeri in costante crescita. Negli anni ha attivato diverse collaborazioni con emittenti nazionali tra le quali LA7, RAI, Radio Rai, m2o, Gruppo Editoriale L’Espresso e con associazioni no profit universitarie. Il suo obiettivo principale è rivolto alla promozione di cultura, eventi e informazione. Porta avanti le passioni degli studenti, ne valorizza le attitudini ed evidenzia le innovazioni del presente. Unica Radio si caratterizza come una emittente sociale: sfrutta la rete e la tecnologia per comunicare con gli studenti e con i giovani. La stazione radio è sempre presente negli eventi culturali e nelle manifestazioni del territorio.